Kogasso doma Ramirez grazie a una performance strepitosa

È stato un Johnny Kogasso in versione deluxe quello che abbiamo avuto il piacere di ammirare questa sera in diretta su Rai Sport mentre metteva in mostra il suo talento in Piazza Pietro Addis, a Trinita d’Agultu e Vignola. Il “Mamba” ha avuto la meglio ai punti, per decisione unanime, su un determinato Kevin Cristopher Ramirez, aggiudicandosi così il Titolo Internazionale WBC dei pesi bridger. Il primo appuntamento del pugile italiano di origini congolesi con la sua nuova promotion, ovvero il Magnesi Boxing Team di Alessandra Branco, si è dunque rivelato un grande successo. Questi i cartellini emessi dai giudici al termine dei dieci round disputati, tutti favorevoli a Kogasso: 96 – 94, 98 – 92, 97 – 93.

Opposto l’atteggiamento esibito dai due contendenti nel corso della ripresa di apertura. Più mobile e più continuo Kogasso, che si è affidato a tanti colpi lunghi portati in velocità e scioltezza, senza caricare; più contratto e aggressivo Ramirez, che ha preferito stazionare a centro ring studiando la situazione per poi accendersi con partenze improvvise e temibili, come quella che poco prima della campana gli è valsa il round inaugurale.

Kogasso ha capito ben presto che di fronte a un avversario così tenace e caparbio non sarebbe stato possibile amministrare il match senza “sporcarsi le mani” e così, a partire dalla seconda frazione, avvincente ed equilibrata, ha iniziato a imprimere maggiore potenza ai suoi fendenti.

È stato il terzo round tuttavia quello in cui Johnny ha definitivamente mollato gli ormeggi, dando sfogo a tutto il suo vasto repertorio offensivo e castigando ripetutamente le avanzate temerarie del suo arrembante rivale. Ramirez si è così trovato sommerso da una vera e propria grandinata di colpi e ha tradito il suo nervosismo restando provocatoriamente davanti a Kogasso dopo la fine di una ripresa dominata dal nostro portacolori.

La supremazia del Mamba è proseguita nei minuti seguenti, per quanto il suo dirimpettaio non mollasse la presa e cercasse di approfittare di ogni minimo calo di tensione dell’italiano per interrompere il suo monologo. L’espressione sfiduciata di Ramirez dopo il giro di boa però appariva emblematica di un match che l’argentino non riusciva in alcun modo a portare dalla sua.

Da buon sudamericano, il pugile in trasferta ha continuato a incassare e avanzare senza tregua, ma anche quando è riuscito a chiudere Kogasso alle corde, le sue combinazioni hanno dato l’impressione di essere “più fumo che arrosto”. Johnny si è mostrato abilissimo infatti nell’ammortizzare i colpi del rivale con ottime torsioni del tronco per poi rientrare immediatamente con colpi secchi e precisi.

Particolarmente spettacolari ed entusiasmanti sono stati alcuni montanti destri messi a segno nel corso del match dal nostro pugile, che ha fatto buon uso anche del lavoro al corpo, fondamentale per rendere meno brillante lo sforzo offensivo del rivale. Eccellente si è rivelata anche la condizione atletica di Kogasso, che nel decimo round era ancora perfettamente in grado di saltellare con grazia e agilità attorno al suo avversario, come se il combattimento fosse appena iniziato.

Francamente stucchevole ci è parso il gesto di esultanza di Ramirez dopo la campana finale. Pur meritandosi applausi e complimenti per l’encomiabile carattere e per avere tentato il tutto per tutto fino all’ultimo, il pugile argentino è stato superato molto nettamente e non poteva di certo aspettarsi un verdetto favorevole.

Gli scarti stabiliti dai giudici sono stati a mio giudizio fin troppo striminziti rispetto a quanto si è visto sul quadrato. Il 96 a 94 decretato da un membro della terna giudicante appare francamente incomprensibile, mentre lo score di 98 a 92 è quello che meglio ha fotografato le reali dinamiche del combattimento.

Quanto fatto da Kogasso questa sera è stato assolutamente rimarchevole, non soltanto per la schiacciante dimostrazione di forza ottenuta al cospetto di un avversario di grande prestigio, imbattuto e proveniente dalla mirabile vittoria del Boxing Grand Prix di Riyadh, ma anche per gli enormi e apparentemente inarrestabili miglioramenti che Johnny continua a evidenziare ogni volta che sale sul ring.

Ho avuto modo di seguire la carriera di questo ragazzo fin dalle sue battaglie nel dilettantismo. Ho commentato al microfono, da bordo ring, una sua vittoria su Francesco Carlozzo, nella palestra Testudo di Alessio Taverniti, che lo vide incassare diversi colpi evitabili. Ho visto in diretta televisiva il suo successo sul volitivo Sergiu Sinigur, allievo di Gino Freo, che nel 2023 riuscì più volte a chiuderlo all’angolo e ad infilare colpi pericolosi. Ho osservato i difetti che aveva, e ad ogni nuova apparizione tra le sedici corde mi sono accorto di come li stesse limando.

Oggi questo processo di maturazione è arrivato al punto più alto e occorre togliersi il cappello davanti al maestro Vincenzo Gigliotti per aver guidato il suo atleta fornendogli i consigli necessari per sfruttare al meglio il suo potenziale. Gigliotti è riuscito così a trasformare una perla grezza in un diamante puro il cui vero valore deve ancora essere svelato fino in fondo.

Giusto sottolineare anche l’intraprendenza e l’intuito imprenditoriale di Alessandra Branco, che dopo la separazione tra Kogasso e la TAF di Edoardo Germani non ha esitato nel subentrare, offrendo al ragazzo la sponda a cui aggrapparsi per continuare la sua scalata verso i grandi traguardi a cui ambisce fin da bambino.

Mi si consenta in chiusura un’ultima considerazione. Stando a quanto ci è stato rivelato dallo stesso Gigliotti, Clemente Russo aveva scelto inizialmente Kogasso come suo avversario per il ritorno sul ring. Dopo quanto si è visto stasera, mi sento di dire che l’ex stella della Nazionale dilettantistica debba tirare un enorme sospiro di sollievo per il fatto che la sua proposta non sia stata accettata. Contro questa versione del Mamba infatti, un Russo 44enne, inattivo da cinque anni, molto probabilmente non avrebbe sentito la campana di fine terzo round.

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