Resoconto da bordo ring – Cave (Roma)
Ieri sera sul ring del Palasport di Cave (Roma), in attesa del match valido per la cintura EBU Silver vacante dei pesi mosca tra Manuel Rizzieri e il francese Rakyb Mohamed Radji [clicca qui per leggere il resoconto del main event], la A&B Events – Team Magnesi, organizzatrice dell’evento, ha allestito un sottoclou capace di divertire il folto pubblico presente.
Ha aperto la serata la sfida tra il mediomassimo Ahmed Boughriba, al suo terzo match da PRO, contro il moldavo Cristi Baluta, incontro sulle 6 riprese.
Boughriba, dopo una partenza blanda, ha spinto sul piede dell’acceleratore, entrando con facilità al volto e al bersaglio grosso. Baluta subito in affanno e, prima della fine del primo round, è stato contato dall’arbitro.
Alla seconda ripresa il pugile moldavo ha dimostrato di non avere le armi per tenere testa al suo avversario. Ha provato una difesa estrema girando lungo le corde, ma non è riuscito a sottrarsi ai colpi. Al secondo minuto è crollato al tappeto.
Ahmed Boughriba ha vinto per KO.
Il secondo match in scaletta è stato quello tra i pesi piuma Gian Marco Caratelli di Cori (Latina), al suo quarto incontro da PRO, contro il mancino colombiano, residente a Valencia, Jeison Cervantes.
Al primo round Caratelli ha conquistato con facilità il centro del quadrato e Cervantes, vista la pressione continua subita, è stato costretto a cercare vie di fuga per correre ai ripari.
Alla seconda ripresa Cervantes, molto mobile, schivava le azioni di Caratelli con mestiere e provava anche a portare delle combinazioni di contrattacco, ma doveva comunque subire le risposte del pugile pontino in pressione costante.
Alla terza ripresa entrambi i pugili, provando a onorare il quadrato, hanno tentato di fare breccia nella guardia dell’avversario, ma Caratelli è apparso in forma migliore, infatti ha aumentato la pressione, provando a tagliare la strada a Cervantes per costringerlo alle corde.
Alla quarta Cervantes ha tentato di far valere il suo repertorio, ma è stato impreciso non trovando il bersaglio. Poi è affiorata la stanchezza, pugili spesso in clinch, poco spazio per le emozioni.
La quinta ripresa, almeno per il primo minuto, è stata la fotocopia della quarta. Poi, una sfuriata improvvisa di Caratelli, ha costretto il colombiano alle corde che ha dovuto digerire un potente gancio sinistro. Ma è stata solo una vampata, Cervantes è riuscito prontamente a sgusciare via anche se, pochi istanti dopo, ha dovuto assorbire, ancora alle corde, un secondo assalto: salvato dalla campana che ha messo fine alle ostilità.
Nell’ultimo round, si è tornati a combattere su ritmi blandi. Caratelli, sicuro di avere abbastanza vantaggio, si è limitato a difendere la sua posizione a centro ring, con Cervantes incapace di trovare contromisure.
Vittoria ai punti per il pugile di Cori.
Per i superleggeri, Charlemagne “Charly” Metonyekpon, pugile residente a Castelfidardo, in attesa della data dell’incontro che lo vedrà sfidante ufficiale al titolo europeo EBU, per il terzo match della serata, ha incrociato i guanti con il colombiano Andres Perez. “Charly” tornava sul quadrato dopo che, lo scorso 8 novembre era riuscito a vincere, per decisione unanime, il titolo Internazionale IBF Superleggeri sconfiggendo il venezuelano José Rivas al PalaBandinelli di Osimo.
Prima ripresa, Perez, per nulla intimorito, ha cercato di conquistare il centro del quadrato. Ha lavorato con il jab, proponendo azioni combinate ma Metonyekpon ha fatto buona guardia. Round del colombiano.
Nella seconda ripresa ancora Perez ha provato a lavorare ma, ogni suo tentativo, si è spento sulla guardia di “Charly” che, al contrario, nelle azioni di risposta è stato più preciso. Ripresa per “Charly”.
Alla terza Metonyekpon, che non sembrava comunque avere la solita esplosività, è apparso più determinato. È entrato prima con un colpo al fegato e, pochi secondi dopo, con colpi precisi al volto. Perez si è fatto più statico: evidente che le azioni di “Charly” abbiano lasciato il segno: altro round per Metonyekpon che, nella ripresa successiva, ha continuato la sua azione di logoramento. Perez appariva provato.
All’inizio della penultima ripresa Perez sembrava rigenerato, partendo con buona determinazione. Ha provato a bucare la guardia di “Charly” ma mancava la precisione balistica. Round a lui per il cuore.
Alla sesta ripresa, nonostante la stanchezza evidente, entrambi i pugili hanno provato a onorare il ring. Per noi, round sostanzialmente pari.
Alla fine, vittoria ai punti per il pugile di Castelfidardo Charlemagne “Charly” Metonyekpon che giudichiamo meritata, seppur di stretta misura.
Pubblico in fibrillazione in attesa del co-main event. Il Palazzetto è diventato una bolgia quando il ring announcer ha chiamato sul quadrato il patron dell’evento, il numero uno nella classifica WBC dei superpiuma, l’uomo che fa sognare il rilancio della boxe italiana nel mondo: Michael “Lone Wolf” Magnesi (26-2-0). Per lui, un match intercontinentale sulle otto riprese, chiamato ad affrontare l’ostico argentino Marcos Gabriel “La Maquinita” Martinez (23-7-0). All’angolo di “Lone Wolf”, il Maestro Gesumino Aglioti. Applausi, comunque, anche durante l’ingresso nell’arena di Martinez e pubblico in piedi sulle note dell’inno argentino.
Prima ripresa
Magnesi è partito subito con la caccia all’uomo iniziando, sin dalle prime battute, a fare pressione all’argentino che riparava alle corde, dove sembrava comunque avere gli strumenti difensivi migliori. Infatti è stato negli scambi a centro ring che Martinez ha pagato dazio ed è stato costretto ad incassare colpi puliti al volto. (10 – 9 Magnesi).
Seconda ripresa
“Lone Wolf” ha adottato la stessa strategia del primo round, cercando però più spesso il bersaglio grosso. Martinez, comunque, non era disposto ad arretrare e provava a rispondere. (20 – 18 Magnesi).
Terza ripresa
Subito Martinez alle corde ma, entrambi, hanno fatto un ottimo lavoro a cortissima distanza. Al secondo minuto l’argentino è riuscito a spostare la battaglia a centro ring. Pugili molto attenti anche se Magnesi sembrava esprimere una boxe più efficiente. (30 – 27 Magnesi).
Quarta ripresa
Pressione costante di “Lone Wolf” che cercava di chiudere alle corde Martinez per scaricare le sue combinazioni. L’argentino, però, faceva buona guardia dimostrandosi molto reattivo. Comunque, poche emozioni. (40 – 36 Magnesi).
Quinta ripresa
Round fotocopia del precedente. (50 – 45 Magnesi).
Sesta ripresa
Round poco vivace, solo sparuti tentativi da entrambe le parti di abbozzare un attacco. La diamo pari. (60 – 55 Magnesi).
Settima ripresa
Pressione costante di “Lone Wolf” ma l’argentino era attentissimo. Pressione da un lato e vigilanza dall’altro. (70 – 64 Magnesi).
Ultimi tre minuti
I due pugili si rispettano e si temono. Nessuno azzardava l’azione. Solo colpi isolati, negli ultimi round l’eccessiva attenzione alla difesa ha fatto pagare dazio allo spettacolo e alle emozioni. (80 – 73 Magnesi).
Vince ai punti, con risultato unanime, Michael “Lone Wolf” Magnesi.
Martinez, pugile reattivo con ottime skills difensive, è stato un buon banco di prova per Magnesi che, passo dopo passo, si sta avvicinando al suo grande giorno, quello della chance iridata.
