Fight of the week: Emanuel Navarrete vs Eduardo Nunez

Se amate la boxe messicana e le battaglie pugilistiche combattute all’arma bianca, questo sabato non perdetevi l’affascinante derby tra Emanuel Navarrete ed Eduardo Nunez, valido come riunificazione dei titoli mondiali WBO e IBF dei pesi superpiuma. L’incontro, che fungerà da main event della riunione organizzata alla Desert Diamond Arena di Glendale (Arizona) dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn, sarà trasmesso in diretta su DAZN.

Emanuel Navarrete e l’amore per il pressing

Ci sono pugili che riescono a esprimere pienamente il loro potenziale solo quando avanzano, pressano, tagliano il ring e soffocano il rivale. Se per qualche motivo si ritrovano invece costretti ad arretrare, ad aspettare e a temporeggiare appaiono come pesci fuor d’acqua: confusi, impacciati, talvolta addirittura irriconoscibili. Navarrete fa parte a pieno titolo della categoria.

Il messicano ha dato tante volte la sensazione di essere inarrestabile quando i suoi avversari gli hanno lasciato tempo e spazio per esplodere la sua impressionante mole di colpi. A rendere temibilissimo il suo pressing non è soltanto il workrate elevatissimo, ma anche la capacità di conferire ai suoi pugni traiettorie strane e imprevedibili. Navarrete però si è rivelato molto meno efficace nel contrastare gli attacchi altrui: “Vaquero” non è velocissimo di braccia e quando viene assalito tende a coprirsi alla bell’e meglio per poi ricominciare l’azione piuttosto che azzardare l’incrocio.

Eduardo Nunez: una macchina da guerra in cerca di un piano B

Nunez reca incisa nel proprio DNA la sua indole guerriera. Il pugile di Los Mochis ha mani pesantissime e la potenza dei suoi colpi, già devastante di suo, viene ulteriormente amplificata dalla sua tendenza a caricarli spesso e volentieri col massimo della forza di cui dispone. La maggior parte degli avversari del pugile messicano si ritrova dunque costretta a scappare per il ring nel disperato tentativo di sfuggire alla sua aggressione e di limitare l’effetto dei suoi fendenti, ma le dinamiche del suo ultimo match sono state un po’ diverse dal solito.

Contro il solido fighter statunitense Christopher Diaz-Velez, Nunez, pur vincendo meritatamente ai punti e pur infliggendo al rivale due atterramenti, è parso meno tambureggiante del solito. Potrebbe essere stato merito del suo rivale, certo, ma la sensazione di chi vi scrive è che il team del fighter messicano gli abbia suggerito una condotta alternativa per dotarlo di un piano B in vista di sfide in cui sapere gestire la situazione col cervello anziché affidarsi solo ai muscoli potrebbe rivelarsi cruciale.

Cosa succederà? La previsione di Boxe Punch

Per quanto avere un disposizione una strategia alternativa sia nel pugilato molto importante, se fossi nel team di Eduardo Nunez, in vista di questo combattimento importantissimo, gli consiglierei di essere semplicemente se stesso, snaturandosi il meno possibile.

Attaccare a testa bassa, senza soluzione di continuità, dando battaglia dal primo all’ultimo suono del gong, come ha fatto tante volte nel corso della sua carriera, gli permetterebbe infatti di mettere a nudo quei punti deboli di Navarrete che abbiamo evidenziato nella prima parte di questo articolo.

Si tratterebbe naturalmente di una strategia estremamente dispendiosa, che potrebbe avere però il benefico effetto di spezzare continuamente l’azione offensiva del campione WBO, impedendogli di assestarsi nella sua comfort zone e di dettare i ritmi del combattimento.

I due principali vantaggi di Navarrete in questa sfida sono l’imprevedibilità e l’esperienza. Vaquero è un pugile atipico, poco convenzionale, dalle movenze apparentemente goffe ma tremendamente efficaci, capace di colpirti e di stordirti senza che tu ti sia reso conto della direzione da cui è arrivato il pugno. Ha inoltre preso parte a un numero di match di alto livello estremamente più alto rispetto a Nunez, trovandosi quindi a fronteggiare un maggior numero di situazioni tattiche.

D’altro canto, il campione IBF potrà far leva sulla sua maggior freschezza. Nunez non è soltanto più giovane di tre anni rispetto al suo avversario, ma ha anche disputato meno della metà dei round da professionista, esponendo quindi a meno danni il proprio fisico.

Personalmente, guardando l’ultimo match disputato da Navarrete contro il filippino Charly Suarez, ho avuto la sensazione che Vaquero inizi a pagare il conto delle tante battaglie sostenute in carriera. Il messicano mi è parso meno brillante, meno reattivo, meno travolgente rispetto ai suoi giorni migliori e credo che questa leggera flessione sabato potrebbe rivelarsi decisiva nel far pendere l’ago della bilancia dalla parte del suo rivale.

Mi aspetto un match spettacolare ed emozionante, contraddistinto da fasi favorevoli all’uno e all’altro pugile, con Nunez capace di mettere la testa avanti al fotofinish.

Prevedo quindi una vittoria ai punti di stretta misura da parte di Eduardo “Sugar” Nunez.

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