Nel main event della riunione organizzata ieri sera a Roma dalla Spagnoli Sabbatini Production, Giacomo “Jack” Micheli ha sconfitto meritatamente ai punti un tenace Alessandro Fersula, confermandosi campione italiano dei pesi superleggeri. Questi i punteggi ufficiali che hanno premiato all’unanimità il detentore della cintura: 99 – 91, 97 – 94, 96 – 92. Per Micheli si è trattato della prima difesa del titolo conquistato a marzo grazie a uno spettacolare KO tecnico inflitto a Edoardo D’Addazio.
L’inizio del combattimento ha fatto presagire una prova tatticamente molto diversa per il campione in carica rispetto a quella che tre mesi fa gli aveva consentito di cingersi la vita con la cintura tricolore. Fersula infatti, sfruttando la sua altezza e le sue lunghe leve, si è mosso con grande continuità nel corso dei primi tre minuti, non dando punti di riferimento e costringendo Micheli ad assumere il ruolo di aggressore.
Jack non si è fatto pregare e ha iniziato fin da subito a tagliare il ring per chiudere gli spazi al suo sfuggente avversario. Tale compito ad ogni modo è diventato estremamente più semplice dal secondo round, poiché Fersula, forse tradito dall’orgoglio o dalla voglia di impressionare il pubblico, ha improvvisamente rinunciato ai suoi punti di forza accettando lo scambio a viso aperto.
Micheli ne ha prontamente approfittato, dominando la scena in maniera assoluta per tre riprese consecutive. Nella boxe ravvicinata infatti la sua superiore agilità, il suo notevolissimo volume di colpi e la sua varietà di soluzioni offensive gli hanno consentito di infliggere danni consistenti al rivale, che al termine della quarta ripresa appariva già stanco, respirava a bocca aperta e sembrava prossimo al punto di rottura.
Sorprendentemente invece, Fersula è riuscito a rientrare in partita e lo ha fatto rinunciando a una boxe inadatta alle sue caratteristiche e indossando nuovamente le vesti del pugile elusivo. Dovendo recuperare fiato dopo aver speso tante energie in cerca del KO e dovendo braccare un bersaglio in costante movimento, Micheli è diventato meno travolgente, anche se va sottolineato un suo bellissimo destro messo a segno in uno scambio ravvicinato nel corso del sesto round.
La seconda metà del match si è dunque rivelata più equilibrata rispetto alla prima, con il campione che è rimasto padrone dell’iniziativa ma che è diventato progressivamente meno concreto, al punto da far prendere coraggio al suo avversario. Fersula si è messo particolarmente in luce negli ultimi secondi dell’ottava ripresa, quando ha improvvisamente chiuso il rivale alle corde esplodendo alcuni colpi di pregevole fattura.
Micheli è tornato a sparare le sue cartucce migliori soltanto nella prima parte del decimo round, quando con una bella combinazione a centro ring ha stordito lo sfidante per un attimo per poi incalzarlo con grande determinazione. Fersula ha comunque reagito con coraggio e non si è lasciato travolgere; poi la stanchezza di entrambi i pugili ha condizionato gli ultimi scampoli del match.
Indiscutibile la vittoria di Micheli, anche se a mio avviso gli otto punti di margine decretati dal signor Antonio Ciafrone sono eccessivi rispetto a quanto si è visto sul ring. Più ragionevoli gli score di Marco Marzuoli (97 a 94) e Giuseppe Russo (96 a 92).
Il campione in carica potrà sicuramente trarre insegnamenti importanti da questa sfida che ha messo in luce diversi suoi pregi ma che ha anche fornito al suo team alcuni spunti sugli aspetti che richiedono ulteriore lavoro e ulteriori perfezionamenti. Jack farà bene ad esempio a curare maggiormente la gestione delle energie per evitare di perdere brio ed incisività col passare dei minuti. Forse gli è mancato qualcosa anche in termini di killer instinct, poiché in alcuni momenti la chance di mettere a segno il colpo decisivo è sembrata a portata di mano, anche se bisogna tener conto dell’ottima solidità di Fersula, che infatti non è mai stato sconfitto prima del limite.
Micheli si conferma in ogni caso un prospect da seguire con molta attenzione, anche in virtù della giovane età che lascia presagire significativi margini di miglioramento.
Merita infine un applauso anche il coraggioso sfidante Alessandro Fersula, che ha attraversato momenti davvero complicati senza mai smettere di provarci e che è arrivato alla fine delle dieci riprese previste uscendo dal ring a testa alta. Forse Alessandro avrebbe fatto ancora meglio tenendo a freno l’adrenalina e adottando una strategia più conservativa nella prima parte del match, ma in fondo lo spirito di un pugile non è così semplice da tenere a bada.
