Magnesi lotta con tutte le sue forze ma non supera il coriaceo Garner

DiMario Salomone

Giu 21, 2026 #Magnesi, #UK, #WBC

Ci ha messo l’anima Michael Magnesi, lottando con tutte le sue forze nonostante l’ambiente ostile del St Marys Stadium di Southampton, ma non è bastato. Ad aggiudicarsi il Titolo Mondiale ad Interim della WBC dei pesi superpiuma è stato l’idolo locale Ryan Garner, proclamato vincitore da una decisione unanime dei giudici dopo dodici round estremamente intensi. Questi i punteggi ufficiali che hanno determinato l’esito finale del main event della riunione organizzata dalla Queensberry Promotions di Frank Warren: 116 – 112, 118 – 110 e 119 – 109, tutti in favore di Garner.

Il pugile britannico ha messo in chiaro le sue intenzioni bellicose fin dal primo suono del gong, imponendo al match ritmi vertiginosi e schiacciando ripetutamente Magnesi contro le corde nel corso dei primi due round. Il nostro portacolori non si è scomposto e ha reagito cercando di infilare i suoi colpi nei rari momenti in cui la pressione asfissiante di Garner glielo consentiva, venendo però superato nettamente in termini di volume di fuoco.

Più frequenti sono diventati i momenti favorevoli per Michael nel terzo round quando, pur trovandosi chiuso spalle corde per buona parte del tempo, il pugile italiano ha trovato il tempo giusto per incrociare il suo avversario in più di un’occasione mentre gli scambi furibondi si susseguivano in rapida successione.

Ancor meglio ha fatto Magnesi nella quarta ripresa, probabilmente la migliore dell’intero incontro per lui. Approfittando di un momentaneo calo di intensità da parte di Garner, il nostro atleta ha messo a segno i colpi più puliti ed è anche riuscito in alcuni frangenti a capovolgere i ruoli e a costringere l’avversario ad arretrare.

L’illusione che Garner potesse aver esaurito l’impeto tuttavia è evaporata presto. Il beniamino locale ha infatti iniziato il quinto round mettendo a segno un destro violentissimo a cui ha fatto seguito un pressing forsennato benché le sue azioni apparissero a tratti caotiche e confusionarie.

La sesta frazione è stata in un certo senso la sintesi perfetta dell’intero combattimento. Nella prima metà infatti, finché Garner gli ha lasciato spazio, Magnesi ha fatto vedere cose pregevoli, dimostrando di poter competere tranquillamente con il rivale sul piano della tecnica pugilistica. Nella seconda metà tuttavia, l’inglese è tornato all’arrembaggio e ha ripreso a imporre la sua fisicità, assumendo nuovamente il controllo delle operazioni.

Purtroppo dopo il giro di boa le cose sono peggiorate per il nostro portacolori, che è parso smarrito dal punto di vista tattico, non trovando contromisure allo stile ostico del suo coriaceo dirimpettaio. Garner ne ha approfittato per incrementare il suo vantaggio, raggiungendo il picco della sua supremazia nel corso di un durissimo nono round che ha visto Magnesi sull’orlo dell’atterramento.

Michael ha stretto i denti e ha superato coraggiosamente la tempesta senza farsi travolgere, permettendosi addirittura il lusso di imbastire una lodevole reazione nella prima parte della decima ripresa. Le energie consumate nel corso del match per gestire un avversario che gli veniva sempre addosso hanno iniziato però a lasciare il segno.

Benché Garner fosse anche lui piuttosto provato e benché l’intensità, la precisione e il vigore delle sue iniziative offensive siano visibilmente calati nel finale, Magnesi non aveva più abbastanza benzina per approfittarne e per dare vita a uno sprint finale. L’italiano quindi non ha potuto far altro che terminare dignitosamente il combattimento.

Nessun dubbio sull’identità del vincitore, come reso evidente dall’accordo raggiunto tra i giudici, seppur con scarti differenti. Curiosamente, il minor margine di vantaggio per Garner è stato assegnato dal giudice britannico Mark Bates, mentre lo scarto più ampio è stato sancito dall’italiano Guido Cavalleri.

Magnesi, che ha sportivamente riconosciuto il valore dell’avversario definendolo un vero guerriero del ring al microfono di DAZN, esce da questa sfida a testa alta nonostante la sconfitta. Il nostro pugile è stato trascinato in un match dispendiosissimo che gli ha impedito di far valere le sue migliori caratteristiche, ma ha dimostrato tenacia, forza mentale e capacità di soffrire, non facendosi spazzare via e lottando coraggiosamente fino all’ultimo suono del gong.

In un Paese come il nostro in cui tanti campioni di chiacchiere fanno continuamente proclami roboanti senza mai mettere il naso al di fuori del loro orticello, un pugile come Michael, disposto a mettersi in gioco, ad accettare match difficili e a spingersi nella tana del lupo per inseguire un sogno merita di essere sostenuto a gran voce. Lo merita anche e soprattutto dopo una sconfitta, perché possiamo star certi che, indipendentemente dal risultato, continuerà a rendere onore sempre e dovunque ai nostri colori.

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