Un Fury un po’ arrugginito batte Makhmudov e sfida Joshua

DiMario Salomone

Apr 12, 2026 #Fury, #Joshua, #UK

Come da pronostico, al Tottenham Hotspur Stadium, in Inghilterra, Tyson Fury ha avuto la meglio sul russo Arslanbek Makhmudov, ritrovando il gusto della vittoria dopo un digiuno di successi che durava dall’ottobre del 2023. Il main event della riunione organizzata dalla Goldstar di Spencer Brown ha messo in luce un Gipsy King un po’ arrugginito, che ha impiegato più del previsto a decifrare il rivale salvo poi dominare i round finali. Questi i cartellini ufficiali dei giudici, tutti favorevoli a Fury: 119 – 109, 120 – 108, 120 – 108.

Makhmudov ha dato immediatamente il bentornato a Fury nella boxe professionistica con un destro a segno pochi istanti dopo il suono della campana iniziale. Il russo ha tentato l’effetto sorpresa, caricando a testa bassa per disorientare il britannico, apparso piuttosto contratto a incerto nei primi tre minuti.

Il Gipsy King ha aggiustato il tiro a partire dal secondo round, spezzando l’azione del rivale con il suo jab e affidandosi al mestiere nel corso dei clinch, che sono stati numerosi per tutta la durata del match. Nonostante la sua forza fisica, Makhmudov nel corpo a corpo si è rivelato completamente privo di armi, non riuscendo a impedire a Fury di liberare le braccia e di lavorare prima del break dell’arbitro.

Convinto di aver preso ormai tra le mani le redini del match, Fury si è rilassato un po’ troppo e a inizio quarto round è incappato in un violento gancio sinistro che lo ha messo in apprensione. Makhmudov ha cercato di scatenarsi e ha messo a segno altri colpi pericolosi prima che il padrone di casa riuscisse a placarne i bollenti spiriti.

Il britannico è tornato ad affidarsi all’ostruzionismo e all’esperienza per abbassare i ritmi del confronto, prima di brillare nuovamente nel sesto round, gestito in maniera eccellente da outfighter puro, con mobilità, colpi d’anticipo, cambi di direzione e rientri repentini.

Ancora una volta però Fury ha rischiato di vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, perché nel corso della settima ripresa Makhmudov ha trovato il modo di mettere a segno due destri alla tempia in rapida successione che avrebbero potuto rivelarsi estremamente pericolosi.

Dopo l’avvincente finale di ottavo round, contraddistinto da scambi aperti e vibranti, il Gipsy King si è accorto che il suo avversario iniziava a tirare il fiato e ha deciso di trarne vantaggio. Nell’ultimo terzo del combattimento infatti, Fury non ha fatto altro che buttarsi in avanti, approfittando del fatto che Makhmudov non aveva più la reattività necessaria per sorprenderlo d’incontro.

Il russo, vedendosi l’avversario costantemente addosso, non sapeva far altro che legare, ma lo faceva in maniera tecnicamente erronea, venendo bombardato da innumerevoli montanti al corpo che hanno ulteriormente ridotto le sue riserve di energia.

Nel finale di ciascuna delle ultime tre riprese Makhmudov è parso sul punto di capitolare, raggiunto da colpi a profusione e incapace di trovare contromisure allo strapotere di Fury, che tuttavia non è riuscito a dar vita allo sprint necessario per chiudere il match prima del limite.

Personalmente ho trovato un po’ troppo larghi gli score decretati dai giudici, due dei quali hanno addirittura assegnato al Gipsy King la totalità dei dodici round. A mio avviso Makhmudov si è aggiudicato la prima e la quarta ripresa, mentre la settima mi è parsa in bilico. Indiscutibile comunque il trionfo di Fury.

Naturalmente al termine dell’incontro c’è stato l’atteso siparietto, con il vincitore che ha sfidato pubblicamente Anthony Joshua, seduto in prima fila, chiedendogli a gran voce di affrontarlo nel suo prossimo match.

La reazione di AJ tuttavia è stata estremamente fredda e controllata. L’ex campione olimpico ha rifiutato l’invito a salire sul ring, ha ricordato a Fury che lo sta inseguendo da dieci anni e gli ha detto a chiare lettere che, essendo lui il “boss”, è lui che detta le regole e che stabilirà il come e il quando.

Al netto delle dichiarazioni, che lasciano il tempo che trovano, appare improbabile che Anthony Joshua voglia rientrare sul ring direttamente contro Fury. AJ ha disputato l’ultimo incontro “vero” della sua carriera nel settembre del 2024 ed è reduce da un trauma psicologico profondissimo avendo perso due cari amici in un tragico incidente da cui è uscito miracolosamente quasi illeso.

Quasi certamente il pugile di radici nigeriane opterà per un avversario più morbido, che possa permettergli di saggiare il suo stato di forma e recuperare gli automatismi, prima di rivolgere le sue attenzioni al Gipsy King. Insomma, ci toccherà attendere ancora…

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