George Liddard è il nuovo campione europeo dei pesi medi. Il pugile inglese ha deliziato i tifosi accorsi alla Copper Box Arena di Londra sfoderando una prestazione dominante che non ha lasciato scampo al nostro Dario Morello, surclassato da un avversario che si è dimostrato superiore in tutti i reparti. Il match è stato giustamente fermato per scelta dell’angolo di “Spartan” dopo il termine di un durissimo ottavo round, contraddistinto anche da un atterramento.
L’illusione che l’incontro potesse svilupparsi su binari di equilibrio è durata appena tre minuti, quelli della ripresa di apertura, in cui però Liddard andava al piccolo trotto mentre Morello dava subito fondo a energie importanti, caricando con veemenza i colpi nel tentativo di instillare qualche dubbio nella mente del rivale.
Per quanto si sia trattato di un classico round di studio, è comunque emerso subito che l’idolo di casa fosse salito sul ring con le idee chiarissime sulle caratteristiche di chi aveva davanti. Ogni volta che Morello tentava il suo caratteristico gancio sinistro con traiettoria arcuata (quello che gli anglofoni chiamano “overhand”), Liddard lo evitava facendo mezzo passo indietro e rientrava immediatamente col suo destro: un automatismo chiaramente acquisito in palestra in fase di preparazione.
Il pugile inglese ha alzato il numero di giri all’inizio del secondo round e ciò è bastato a far sbandare Morello per un attimo in uscita dalle corde. Il nostro pugile è stato quindi costretto a girare al largo prima di tentare una generosa reazione nel finale, ma la sensazione avuta in diretta che Liddard avesse a sua volta perso l’appoggio delle gambe dopo un colpo è stata impietosamente smentita dal successivo replay, che ha evidenziato un impatto tra le teste dei due pugili.
Col passare dei minuti è diventato sempre più chiaro che Morello avesse maggiori speranze di andare a segno quando lavorava per linee interne, perché i suoi ganci caricati a tutto braccio venivano agevolmente evitati dall’inglese e gli facevano consumare inutilmente grandi quantità di energia.
Liddard non ha avuto fretta di cercare la soluzione di forza: ha aumentato leggermente il ritmo ad ogni ripresa rendendo sempre più difficile per “Spartan” l’impresa di contendergli il centro del ring, anche grazie a un jab preciso ed efficace che teneva l’italiano ancorato contro le corde. Particolarmente dominante si è rivelata la quinta frazione, in cui il padrone di casa ha sorpreso svariate volte Morello con il destro di prima intenzione, un colpo estremamente difficile da leggere in anticipo.
Quasi come se giocasse al gatto col topo, Liddard ha temporaneamente allentato la pressione nel sesto round, per poi tornare a scatenarsi nel settimo, in cui per Morello ha iniziato a piovere sul bagnato. Dopo aver incassato una raffica di colpi, l’italiano si è ritrovato infatti una brutta ferita in prossimità dell’occhio destro da cui sgorgava sangue in considerevole quantità.
Nell’ottava ripresa il match si è tramutato in un massacro. Spartan ha visibilmente sentito un montante all’inizio, è stato ripetutamente martellato dai fendenti di Liddard nella fase centrale e infine, dopo un controllo medico che gli aveva consentito di tirare il fiato per qualche secondo, è stato atterrato da un gancio destro alla tempia.
Occorre dare credito a Dario di aver stretto i denti e di essere riuscito miracolosamente ad arrivare alla fine del round, così come occorre complimentarsi con lui per l’intenzione assai coraggiosa di continuare a battersi nonostante la tremenda punizione subita. Bene ha fatto tuttavia il padre e allenatore Ercole Morello a fare cenno all’arbitro di porre fine alle ostilità, poiché le speranze di vittoria erano ormai virtualmente nulle e il rischio di subire severi danni fisici eccessivamente elevato.
Bella la scena dell’abbraccio finale tra i due pugili, con Liddard che ha dato appuntamento a Morello per fare colazione insieme domattina in albergo, evidenziando l’assenza di qualsiasi animosità e la volontà di instaurare un rapporto cordiale con il “rivale” dopo che lo scontro sportivo ha avuto termine.
Dopo settimane di accese discussioni, il ring ha emesso un verdetto inappellabile: George Liddard è un pugile migliore rispetto a Dario Morello. La sua vittoria non è stata semplicemente il frutto del vantaggio di stazza, come qualcuno temeva alla vigilia. Oltre a picchiare più duramente e a incassare meglio infatti, l’inglese ha messo in mostra un miglior tempismo, una strategia tattica funzionale ad annullare le qualità dell’avversario e una varietà di soluzioni offensive nettamente più vasta e completa.
Ora Dario molto probabilmente verrà subissato dagli insulti e dagli sberleffi degli innumerevoli utenti social con cui si è “beccato” nelle scorse settimane. Gli rinfacceranno le sue parole spavalde, il suo atteggiamento vanesio, i suoi inviti a scommettere tanti soldi su di lui. Dal mio punto di vista, coloro che agiranno in questo modo sbaglieranno. Le chiacchiere infatti, se le porta via il vento, ma se guardiamo alla sostanza delle cose, dobbiamo riconoscere al nostro ragazzo di aver accettato un match estremamente difficile in trasferta e di averlo affrontato dando il cento per cento, benché ciò non sia bastato.
Morello è salito sul ring con l’intenzione di giocarsela fino in fondo, ha incassato un gran numero di colpi pesanti senza arrendersi e ha manifestato la voglia di continuare a inseguire il suo sogno anche quand’era sfinito, stordito e sanguinante. Al di là delle simpatie e delle antipatie che gli appassionati posso nutrire liberamente, tutto ciò merita rispetto.
