L’annuncio del ritorno sul ring di Clemente Russo, che farà il suo esordio professionistico il 21 novembre all’Allianz Cloud di Milano, nella serata TAF 14 organizzata da Edoardo Germani, ha scatenato accese discussioni tra le persone comuni. Ma come la pensa chi ha calcato il ring ad alti livelli, regalando agli appassionati italiani emozioni e trofei?
Noi di Boxe Punch ci siamo messi in contatto con un gran numero di campioni dal passato glorioso per conoscere la loro opinione. Alcuni, del tutto legittimamente, hanno preferito non esprimersi. Altri, essendo impegnati in veste di tecnici ai Campionati Europei di Sofia, in Bulgaria, non sono stati interpellati. Abbiamo comunque raccolto ben venti pareri, che vi proponiamo qui di seguito in ordine alfabetico per cognome di chi ci ha risposto.
Pietro Aurino
Come ho sempre detto e come continuo a dire, “ogni scarpa diventa scarpone”. So quanto è brutto doverlo ammettere: per me la cosa più brutta in carriera è stato appendere i guantoni al chiodo. Io ero stato lontano dal ring per una decina d’anni, sono rientrato e in palestra mi sentivo un fenomeno. Facevo i guanti e credevo di stare bene, poi però quando si sale sul ring è un’altra storia. All’epoca ho fatto due match, poi ho guardato i video e ho detto basta. Mi sono detto che voglio essere ricordato come l’Aurino di sempre, non come l’Aurino di 100 kg che non vede i colpi.
Non voglio criticare Clemente, lui da dilettante ha vinto quasi tutto, ma il professionismo è un’altra cosa. Già quando ha fatto le World Series of Boxing, nonostante fosse attivo, era la brutta copia di sé stesso. E infatti contro Egorov ha perso prima del limite. Mi chiedo se Clemente sappia cosa sta facendo. Lo so che prenderà dei bei soldi, perché sicuramente c’è Berlusconi dietro questo evento, ma non gli manca niente, ha un posto di lavoro, fa l’allenatore della nazionale, perché screditarsi?
Lui continua a dire stro**ate sul fatto che ha battuto Usyk, che ha battuto Wilder… ma lo ha fatto da dilettante. Se fa un match contro Usyk adesso, poi Usyk lo arrestano per omicidio, perché lo ammazza.
Ne ho parlato con Biagio Zurlo, che rideva; gli ho detto: “Stammi a sentire, io mi sto allenando, a novembre faccio 49 anni, me lo fanno fare un incontro con Clemente Russo?” Nella mia testa sono convinto di poter battere Clemente, sono convinto di poter fare sei riprese, perché sto bene in palestra, ma non è così: quando arriva il match cambia tutto e questo lui lo sa. Se vuole combattere, che combatta pure, però non farà una bella figura. Magari vincerà, perché Elmaghraby è piccolino e non fa male, ma ce la farà Clemente a fare otto riprese? La domanda è questa. Se ce la farà, al 99% vincerà il match. Io sarò lì, a bordo ring.
Vincenzo Belcastro
Penso che, se ha ancora energia, sia giusto che ci provi. 44 anni sono tanti anche per chi non ha mai fatto pause durante la carriera pugilistica, ma lui potrebbe stupirci.
Stefania Bianchini
Credo che il pugilato italiano sia molto, molto malato se ha bisogno, se permette, se cerca… “Pagliacciate” forse non è la parola giusta. Diciamo “episodi” come questo di Russo che torna sul ring, nonostante le regole dicano che non può più combattere. Cambiano le regole apposta per lui, cambiano le regole del peso, le regole dell’età… per questo dico che il pugilato italiano è malato se permette questo, se cerca una visibilità così strana. Io credo che se qualsiasi altro pugile, me compresa, avesse fatto una richiesta del genere, non sarebbe mai stato accontentato.
Comincia a diventare troppo spettacolo e poco pugilato, sta diventando un circo e non un ring. Abbiamo bisogno di questo? Non lo so, forse per attirare soldi, però i soldi non sono tutto: c’è la dignità, c’è il rispetto e mi sembra che si stia calpestando tutto. Sono dell’idea che Russo sarebbe dovuto passare professionista ai tempi, però, come si dice, tutti abbiamo un mutuo da pagare e se avesse lasciato il posto fisso magari si sarebbe trovato in difficoltà.
Agostino Cardamone
Io stimo moltissimo Clemente Russo. Se se la sente e se ritiene di poter fare in modo di non sminuire ciò ché è stato, bene. Altrimenti sarebbe meglio non guastare i ricordi che la gente ha di lui. In ogni caso, mando un saluto sincero e il mio in bocca al lupo a Clemente.
Francesco Damiani
Io Clemente lo conosco bene, praticamente tutta la carriera da dilettante l’ha fatta sotto la mia guida, dato che ero tecnico della nazionale, prima con Filimonov, poi con altri. Noi al tempo ci abbiamo provato a valutare il passaggio nei pro, siamo andati anche in America, ospiti di Don King a Miami. Non si è fatto nulla perché lui non era un vero peso massimo. Nei dilettanti combatteva nei “massimi” perché il limite era di 90 kg, ma non aveva la carenatura per fare il massimo professionista. Però ci abbiam provato a valutare l’offerta, lui aveva voglia e aveva anche il curriculum, dato che allora era vice-campione olimpico e campione del mondo.
Alla fine abbiamo fatto le World Series of Boxing, che possono essere definite semi-professionismo e lui si è comportato bene, facendo diversi incontri sui sei round e anche la finale sugli otto round. Se oggi se la sente e se fisicamente si sente ancora valido, i primi incontri potrebbero essere alla sua portata. Certo se poi dovesse affrontare gente come Usyk o come Hrgovic, sarebbe un po’ dura dal punto di vista fisico.
Il consiglio che gli darei io è di pensarci non due volte, ma quattro volte. Io quando ho deciso di smettere ho ricevuto altre offerte, mi hanno chiamato per fare dei tornei, per andare in America a combattere, però non ci sono andato. Se però lui se la sente, il pugilato lo sa fare, basta vedere cosa ha vinto in carriera, incontrando oltretutto gente di un certo livello. Ha battuto Usyk a Pechino ha battuto Tishchenko ad Almaty… Insomma, si è misurato con molti pugili che oggi stanno facendo i professionisti. Speriamo bene, che vi devo dire… Io non l’ho ancora sentito, ma gli faccio il mio in bocca al lupo.
Ciro De Leva
Io ho fiducia in lui, anche se ha 44 anni. Altri pugili hanno staccato e poi ripreso, senza combinare niente di buono. Quando interrompi completamente l’attività per un certo tempo e poi riprendi, solitamente non rendi più. Ci hanno provato in molti, qualcuno c’è riuscito, ma sono stati in pochi. Io quando sono rientrato in palestra dopo tre anni dal mio ritiro non riuscivo più a portare un colpo…
Lui però è stato sempre in movimento, non ha mai smesso di allenarsi, quindi non dovrebbe avere grossi problemi. Ha continuato a fare tutti i giorni quello che faceva quando combatteva. Il suo avversario non lo conosco, quindi non posso esprimere un pronostico, e poi ogni match ha la sua storia; però dal punto di vista atletico credo che Clemente si farà trovare pronto.
Michele Di Rocco
Clemente Russo fa bene per quanto mi riguarda, perché se ha la possibilità di far parlare di sé e di far parlare del pugilato, fa benissimo a farlo. Il problema non è lui, il problema è chi gestisce la boxe in Italia, cioè i manager italiani e la FPI, che non danno nessun aiuto per far ripartire il nostro pugilato a livello nazionale e internazionale.
Clemente Russo a mio avviso fa benissimo a fare quello che sta facendo, ha le sue possibilità e se le gioca, perciò non ho nulla da rimproverargli, ci mancherebbe altro. Anzi, c’è soltanto da ammirarlo, perciò forza Clemente Russo! Il problema vero è la boxe italiana che non va, ma non per colpa di Russo, bensì per colpa della FPI e di tanti manager italiani.
Alessandro Duran
Io sono contrario ai rientri, però ognuno è libero di fare quello che vuole. Se Clemente ritiene giusto risalire sul ring e se è in grado di presentarsi in condizioni atletiche ottimali, fa bene a farlo. Credo che mediaticamente parlando sia un match che susciterà attenzione; sportivamente parlando il discorso cambia completamente, perché mi domando a 44 anni quale possa essere l’obiettivo futuro, in caso di vittoria, di questo ragazzo. Io ritengo che quando un pugile decide di scendere definitivamente dal ring, la sua più grande vittoria sia proprio quella di rinunciare a risalirci; però queste sono scelte personali.
Massimiliano Duran
Personalmente sono sempre stato contrario ai rientri, ma in questo caso le perplessità sono ancora più grandi. Ritengo Clemente un ragazzo intelligente, capace di fare i suoi interessi, ma ho fortemente paura che stavolta si possa scottare. Le mia perplessità non riguardano solo l’età, che comunque rende chiunque più sensibile si colpi; parliamo di un atleta che ha sempre fatto il dilettante, che non mi risulta negli ultimi tre anni di carriera abbia ottenuto grandi successi, abituato a combattere sulle tre riprese con guanti anti-shock, che decide di debuttare nei professionisti dopo cinque anni di stop, sulle otto riprese e con guanti diversi.
Sinceramente sono molto perplesso; non può neppure essere vero che Momo accetti di fare un incontro combinato, perché quella sera si giocherà la sua immagine. Ho paura che questa, che può apparire una grande operazione di marketing, si possa ritorcere contro come un boomerang. Ricordo che sono stati modificati dei regolamenti per consentire questo incontro, speriamo solo che nessuno si faccia male.
Mauro Galvano
Che dire del pugilato… È diventato un film. È tutto troppo mediatico. Quando vedi Jake Paul che combatte contro Mike Tyson, che gli ultimi incontri li aveva persi tutti per KO e ormai è a pezzi, quando vedi Holyfield che rientra a 60 anni e va KO alla prima ripresa, un grandissimo campione che ha finito in una maniera orrenda, che cosa si può dire?
Clemente Russo come atteggiamento non è mai sceso dal ring, è sempre stato spavaldo, pure quando allena la nazionale sembra sempre in prima linea, un vero narcisista. Fa bene a cavalcare l’onda, dato che da dilettante ha battuto una volta Usyk e una volta ci ha perso, secondo me punta a una bella che gli farebbe guadagnare una ricca borsa. Non è pugilato, è una mezza farsa, io non ci credo più a queste cose, la boxe non mi piace più.
Anche l’incontro recente di Conor Benn contro Ryan Garcia è stato assurdo. Garcia è un peso welter, Benn è un supermedio. L’hanno fatto scendere di tre categorie e stava a pezzi, completamente debilitato, vuoto. Non ha preso nemmeno un colpo ed è cascato: non puoi fare una categoria che non è tua, non si reggeva nemmeno in piedi. Noi facevamo i sacrifici veri e quello che si poteva fare si faceva; non si faceva l’impossibile. Adesso un peso welter va a combattere contro un peso massimo, si vedono delle cose proprio assurde.
