La prestazione strepitosa del peso massimo polacco Damian Knyba nel main event della riunione organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn al Prudential Center di Newark (New Jersey) ha posto fine al sogno di Andy Ruiz di tornare ai vertici della categoria regina. Knyba ha dominato il match in lungo e in largo e ha portato a casa la vittoria nonostante l’arbitro gli abbia impedito di siglare il KO e nonostante due giudici abbiano fatto i salti mortali per aiutare il suo avversario. Alla fine il polacco è stato proclamato vincitore ai punti per decisione unanime con i seguenti cartellini: 117 – 110, 114 – 113, 114 – 113.
L’approccio iniziale estremamente conservativo di Knyba ha consentito a Ruiz di aggiudicarsi di stretta misura il primo round benché il pugile di radici messicane non abbia fatto a sua volta grandi cose, limitandosi a tenere il centro del ring e ad esercitare una timida pressione, condita da qualche jab sinistro al corpo.
Incoraggiato dal comportamento letargico del rivale, l’altissimo pugile polacco ha iniziato a tessere la sua trama a partire dalla seconda ripresa, intensificando i suoi colpi di sbarramento e sfruttando abilamente il considerevole vantaggio in allungo.
Impossibilitato a venire a capo delle braccia chilometriche dell’avversario, che oltretutto si muoveva abilmente sulle gambe al fine di conservare stabilmente la lunga distanza, Ruiz si è visto costretto a proiettarsi in avanti con maggiore veemenza e aggressività. Il suo cambio di condotta, adottato a partire dal quarto round, non ha dato tuttavia i frutti sperati.
Pur cercando di assalire il rivale con determinazione, il “Destroyer” partiva sistematicamente con i tempi sbagliati, calcolava male la misura e agevolava il compito di Knyba di anticiparlo, mandarlo a vuoto e legare da vicino. Gli unici parziali successi Ruiz li ha ottenuti con il suo gancio destro largo, che però andava a segno partendo da distanza troppo ravvicinata per poter avere effetti fatali.
All’inizio della sesta frazione Knyba si è sentito talmente in controllo da assumersi qualche rischio di troppo, incappando in un gancio al volto che gli ha aperto una piccola ferita in prossimità dell’occhio sinistro. L’episodio sfavorevole comunque non l’ha destabilizzato.
Al contrario, il polacco è andato a un soffio da un clamoroso trionfo per KO nel round successivo, quando un suo destro micidiale ha stordito Ruiz, lasciandolo in balia delle combinazioni seguenti. Nel vedere il Destroyer crivellato di colpi e in difesa passiva, l’arbitro David Franciosi si è lanciato tra i due pugili con la chiarissima intenzione di porre fine al combattimento, ma proprio in quell’istante Ruiz è rovinato al suolo.
A questo punto il direttore di gara ha cambiato improvvisamente idea, dando origine al conteggio. Non contento, ha anche concesso al pugile della Matchroom un tempo biblico prima di autorizzare la ripresa del match (ben 23 secondi sono intercorsi dalla caduta di Ruiz al comando “box!”), aiutandolo così ad arrivare alla fine del round per beneficiare del minuto di pausa.
Knyba non si è lasciato innervosire dal torto subito e ha messo a segno altri colpi pesanti all’inizio dell’ottavo round. Poi, essendosi reso conto del fatto che il rivale aveva recuperato pienamente la lucidità e che la vittoria per KO non era più a portata di mano, ha ripreso ad affidarsi alla sua boxe ordinata da ourfighter.
Il polacco, verosimilmente convinto di essere in grande vantaggio ai punti, ha concesso qualcosa nella nona frazione, limitandosi a fare contenimento, ma poi è saggiamente tornato a fare uso dei suoi colpi di sbarramento nelle ultime tre riprese, in modo da impedire a Ruiz qualunque velleità di assedio finale.
La consapevolezza di dover cercare il colpo del KO non è bastata al Destroyer per rianimarsi: le sue azioni offensive sono rimaste sporadiche, inconcludenti e inefficaci fino all’ultimo suono del gong e la lettura del verdetto avrebbe dovuto essere una semplice formalità atta a certificare il dominio dell’atleta polacco (118 a 109 in suo favore è lo score che avrebbe emesso chi vi scrive).
Incredibilmente, il signor Glenn Feldman e il signor Kevin Morgan hanno premiato Knyba con un solo punto di margine, dandogli di fatto la vittoria soltanto per merito del knockdown. Si tratta di un’interpretazione del match che rigettiamo con forza e che non esistiamo a definire vergognosamente compiacente nei confronti del promoter della serata. Fortunatamente i due pessimi cartellini non hanno alterato il risultato finale, ma ciò non deve portarci a ignorare l’accaduto, perché comportamenti simili minano alla base la credibilità del pugilato e vanno condannati con fermezza.
Tornando agli aspetti tecnici che hanno caratterizzato il match, occorre rilevare che Andy Ruiz, nonostante una forma fisica decorosa rispetto ai suoi standard, abbia pagato a caro prezzo l’inattività degli ultimi anni. Il suo tempismo, il suo colpo d’occhio, la sua reattività erano platealmente assenti e questo, contro un pugile alto, mobile a bravo nell’usare con profitti i colpi dritti si è rivelato un problema enorme. A Knyba va dato merito di aver esibito un’eccellente condizione atletica e di aver eseguito alla perfezione il suo piano tattico, dimostrandosi più forte non soltanto di Ruiz, ma anche dell’arbitro e dei giudici che gli hanno remato contro. Questa vittoria gli darà molto probabilmente accesso ad altre opportunità e ad altre borse importanti.
