Anthony Joshua vs Tyson Fury l’11 dicembre a Cardiff per il Titolo Mondiale WBA (super)

DiMario Salomone

Set 25, 2026 #Fury, #Joshua, #UK

Una delle trattative più lunghe ed estenuanti della storia del pugilato si è finalmente conclusa ieri, quando l’ufficialità di Anthony Joshua vs Tyson Fury è diventata di dominio pubblico. I due si affronteranno a Cardiff, in Galles, l’11 dicembre e contro ogni previsione in palio ci sarà anche un titolo mondiale, quello messo in palio, con una mossa assai discutibile, dalla WBA.

Tra i motivi del protrarsi dell’attesa c’era l’aspra diatriba sulla location in cui disputare l’evento. Dana White spingeva per la sede di New York, gradita, stando a quanto è trapelato, all’emittente che trasmetterà il match, ovvero Netflix. Di parere opposto Eddie Hearn e Anthony Joshua, decisi a far rispettare il contratto preliminare firmato, in cui veniva esplicitamente indicato il Regno Unito come Paese in cui la sfida avrebbe avuto luogo.

Hearn sembrava quasi essersi convinto ad adeguarsi al volere dei principali finanziatori dell’evento, primo fra tutti il controverso funzionario saudita Turki Alalshikh, ma a quanto pare AJ si è mostrato irremovibile, chiedendo al suo promoter di far saltare il banco qualora ai tifosi britannici venisse negata la gioia di assistere dal vivo al derby tanto atteso.

I due pugili sembrano entrambi sul viale del tramonto, quantomeno a giudicare dalle loro ultime performance. Joshua è stato atterrato due volte dal modesto albanese Kristian Prenga prima di imporsi per KO nel round successivo, mentre Fury ha impiegato ben sette riprese per avere la meglio del 46enne polacco Mariusz Wach evidenziando uno stato di forma piuttosto triste.

Nonostante questo, la voglia di assistere al confronto è ancora alta in UK e c’è da scommettere che il Principality Stadium a dicembre verrà preso d’assalto da una folla esorbitante di appassionati, desiderosi di vedere sparare ai suoi beniamini le ultime cartucce.

Ad aumentare la posta in palio ci ha pensato la WBA, che come di consueto ha pensato bene di prendere una decisione molto discutibile, mettendo a disposizione il suo titolo di “super campione del mondo” per il vincitore del confronto. Tale riconoscimento apparteneva a Oleksandr Usyk prima che quest’ultimo decidesse di lasciare tutte le cinture. In seguito, il detentore del titolo “regular” Murat Gassiev era rimasto l’unico campione della WBA ed esperti e analisti hanno ritenuto logico interpretare l’accaduto come un’elevazione del russo al rango di campione ufficiale.

Ora invece Gassiev tornerà a essere un detentore “di secondo livello”, scavalcato da due pugili che, pur avendo alle spalle un passato glorioso, non hanno fatto nulla in tempi recenti che giustifichi il conferimento di una cintura di primaria importanza.

Appare del tutto evidente che la WBA abbia agito in questo modo per motivazioni esclusivamente economiche. Mettendo il proprio titolo in palio infatti, la federazione guidata da Gilberto Mendoza potrà riscuotere una percentuale delle borse dei due protagonisti, che si preannunciano piuttosto ricche. Dal punto di vista sportivo però, si tratta di un’azione assolutamente orrenda.

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