Carrington e Mason difendono le cinture, ma c’è qualche polemica

Calda serata quella di ieri organizzata dalla Top Rank di Bob Arum (che ha appena visto uscire dalla scuderia il nostro portacolori Guido Vianello). Non è uno dei luoghi culto della boxe americana, ma il Wolstein Center di Cleveland era strapieno per il suo beniamino di casa Abdullah Mason (21-0 18 KO).

Si, il main Event prevedeva proprio la prima difesa WBO dei pesi leggeri di Mason. Inizialmente la sfida era contro Joe Cordina, impossibilitato poi ad entrare negli States per il rifiuto della richiesta di visto. Al suo posto Albert Bell (28-1 9KO) che ha disputato un grandissimo match poi perso per KO tecnico all’ultima ripresa.

Il co-main event prevedeva invece il match tra Bruce “Shu Shu” Carrington (18-0 10KO) e René “Zurdo” Palacios (19-1-1)

Carrington ha portato a casa la sua seconda difesa della cintura WBC dei pesi piuma, dopo 12 round e con un risultato unanime: 116-112, 117-111 e 118-110.

Carrington vs Palacios

Totale fase di studio nella prima ripresa, “Zurdo” in guardia mancina prova a pressare a piccoli passi, ma “Shu Shu” gestisce la distanza con i suoi jab.

Nella seconda ripresa Carrington inizia a portare combinazioni a due mani veloci e precise. Dominante il jab dell’americano, che porta a casa anche la terza ripresa praticamente solo con il jab che sembra una frusta.

Una qualità impressionante messa in atto questa sera dal pugile americano: difesa perfetta, risposte invisibili ed un jab che sta dominando Palacios, impotente fino a questo punto davanti al suo avversario, non riesce a prendere iniziativa, a contrastare quel jab.

È nelle riprese centrali invece che il messicano accellera. Avanza portando poche combinazioni, ma sempre caricate. Osando un po’ più di pressing Palacios riesce a far sentire anche due destri al campione che però sembra lì abbia divorati. 

Nell’ottava ripresa Palacios colpisce Carrington con un gancio destro che finisce dietro la nuca, l’americano va giù ma l’arbitro non lascia partire il conteggio per via del colpo irregolare. Situazione difficile da definire perché Carrington aveva girato la testa nel momento del colpo, ma il gancio è risultato comunque irregolare.

Dopo aver dominato la prima parte del match “Shu Shu” continua a subire la pressione di “Zurdo” diventato davvero aggressivo e incurante delle risposte dell’americano, che comunque mantiene calma e concentrazione.

Palacios nelle ultime due riprese diventa inarrestabile e Carrington è costretto a 3 minuti di sofferenza, con il messicano che prende improvvisamente il sopravvento con combinazioni a due mani contro il suo avversario che cerca rifugio nelle corde.

L’ultimo sprint non basta però per diventare il nuovo campione, così Carrington completa la sua seconda difesa come da copione, ma con qualche rischio preso nel finale. 

Mason vs Bell

Inizia il match ed oltre la fase di studio, entrambi i pugili provano sin da subito ad imporre la propria distanza. Si avverte molta concentrazione da parte di entrambi.

Nelle prime riprese Bell fa valere il suo allungo, ma non riesce sempre a trovare il suo avversario con precisione, nonostante Mason stia facendo fatica ad avere l’iniziativa.

Nella quarta ripresa, Mason si fa più propositivo, ma Bell non si fa cogliere impreparato e risponde con prontezza con la mano destra che sembra andare spesso a segno. Mason continua a cercare la giusta distanza senza trovarla e continua a lavorare con il jab.

Nel quinto round il ritmo di alza, Mason prova a spingere ma Bell ha un timing di risposta allucinante, sembra non lasciare scampo al campione in questa fase del match. Anche nella sesta ripresa il destro dello sfidante sembra sempre trovare gli spazi giusti, una vera spina nel fianco per il campione.

È dopo il suono della settima campana che Mason aumenta davvero il ritmo, facendo sentire anche qualche colpo al suo avversario che però resta concentrato. Sembra aver trovato la giusta confidenza per avanzare il pugile di casa, maggior volume di colpi, maggior cattiveria agonistica.

Nell’ottava ripresa è chiaro, Mason sembra essere finalmente salito sul ring. Rispetto alle prime riprese è un altro pugile, più aggressivo, con molti più colpi a segno. Incredibile il capovolgimento improvviso. Bell sembra soffrire su ogni colpo di Mason che è davvero inferocito. Lo sfidante dopo una prima fase perfetta, sembra non averne più negli ultimi round per contenere il campione.

È all’ultimo minuto che accade l’impensabile. Subito dopo la campana, Mason parte con un gancio sinistro che Bell accusa subito, seguito da altri due ganci velocissimi che loandano col ginocchio a terra. Lo sfidante si rialza, sembra esserci, schivando e legando. Poi Mason infligge un altro gancio sinistro al suo avversario che dopo una spinta cade di nuovo a terra ed invece di contare l’arbitro decreta la fine.

Porta così a termine la sua prima difesa, il campione del mondo più giovane.

Ultimamente siamo abituati a stop dubbi che poi generano dibattiti, però effettivamente dopo un match del genere io personalmente (a differenza di altre situazioni dove spesso mi trovo d’accordo con l’arbutro, avrei lasciato definire al conteggio completo se Bell fosse fuori gioco o meno.

Ai microfoni Mason dichiara che era esattamente la sua tattica attendere il momento giusto per aggredire e così è successo. Sicuramente dopo queste esternazioni possiamo notare una maturità sul ring che va ben oltre la sua giovane età e questo fa ben sperare. Vista la carta d’identità 3 la portata dei match che ha già disputato, si è creata sicuramente tanta curiosità sui prossimi impegni.

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