Lettera aperta ad Anthony Joshua: “Oggi è il momento di restituire qualcosa”

DiMario Salomone

Ago 8, 2026 #Fury, #Joshua, #UK

Ho abbastanza senso del ridicolo da non illudermi che un atleta pluridecorato e multimilionario si prenda la briga di leggere un articolo a lui dedicato da un anonimo giornalista di un altro Paese e che, dopo averla letta, si faccia addirittura influenzare dal suo contenuto. Nondimeno, ho deciso comunque di scrivere questa lettera aperta ad Anthony Joshua, perché nella vita non sono mai riuscito a impedirmi di fare ciò che ritengo giusto soltanto in virtù dell’impossibilità di raggiungere un risultato o di ricavarne un guadagno. Eccomi dunque pronto a cavalcare, lancia in pugno, verso l’ennesimo mulino a vento.

Caro Anthony,

tra i miei connazionali, come forse immagini, non godi mediamente di grandissima stima. Molti di loro non ti hanno mai perdonato quella finale olimpica di Londra 2012 in cui negasti la medaglia d’oro al nostro portacolori Roberto Cammarelle beneficiando di un verdetto molto discutibile.

Io non sono tra questi. Credo anch’io che Roberto quella sera meritasse di essere proclamato vincitore (anche se ho visto ingiustizie peggiori), ma sono ben consapevole del fatto che non eri tu a pigiare i pulsanti delle macchinette segnapunti e considero comunque rimarchevole la reazione che avesti nell’ultima ripresa, a dispetto del deficit di esperienza notevolissimo tra te e il tuo avversario.

Ho apprezzato e ho ammirato molti aspetti della tua carriera. Mi sono tolto il cappello di fronte alla scelta di affrontare un mostro sacro del pugilato mondiale come Wladimir Klitschko dopo appena 18 incontri disputati da professionista e con un background dilettantistico striminzito. Sono rimasto a bocca aperta nel vederti tornare in piedi dopo essere stato spedito al tappeto da un destro che avrebbe steso un rinoceronte per poi andare a vincere l’incontro in maniera spettacolare. Ho trovato degna di lode la tua ferma determinazione nel richiedere immediate rivincite dopo le sconfitte subite per mano di Andy Ruiz e Oleksandr Usyk, nonostante molti ti consigliassero strade alternative.

Ciò che più mi piace sottolineare del tuo percorso sportivo tuttavia è un’altra cosa, ed è il messaggio che hai saputo comunicare al mondo con le tue gesta sul quadrato, quello della possibilità di trovare il riscatto e di riemergere dalle avversità. Lo hai fatto una prima volta lasciandoti alle spalle le vicende turbolente della tua giovinezza, che ti vide affrontare diversi problemi con la giustizia, fino ad arrivare sul tetto del mondo. Lo hai fatto ancora, più di recente, trovando la forza di tornare sul ring dopo un evento drammatico che avrebbe spinto la maggior parte delle persone comuni nella disperazione e nell’isolamento.

Il motivo per cui oggi mi rivolgo a te è che a mio avviso hai l’opportunità di compiere un ulteriore gesto da vero campione, un gesto che alimenterebbe la nostra fiducia nel genere umano e che ci convincerebbe che nella vita, a differenza di ciò che sostengono i cinici e i disillusi, non sono sempre i soldi a comandare.

Come ben sai in questo periodo il tuo team, quello di Tyson Fury e diversi altri attori coinvolti nell’organizzazione del vostro derby tanto atteso sono impegnati in una serrata trattativa. Gli sviluppi più recenti, stando a ciò che è trapelato sugli organi di stampa, sembrano suggerire che il match si terrà negli Stati Uniti, con il Madison Square Garden di New York in pole position per ospitare l’evento.

A quanto pare questa è la volontà di Netflix, che intende approfittare dell’occasione per incrementare il numero dei suoi sottoscrittori statunitensi. A quanto pare questa è la volontà di Dana White, che intende sfruttare il tuo nome e quello di Tyson Fury per accreditarsi pienamente presso il mondo della boxe e smania per assumere un ruolo di primo piano nell’organizzazione. A quanto pare questa è anche la volontà di Turki Alalshikh, il principale finanziatore dell’evento.

C’è però un ultimo soggetto, non meno importante di quelli appena menzionati, i cui interessi collidono in modo netto con l’ipotesi americana. Questo soggetto è il popolo britannico della boxe, che si vedrebbe portar via da sotto il naso un match atteso da almeno dieci anni, si vedrebbe negata la possibilità di assistervi dal vivo (salvo sobbarcarsi spese enormi per la trasferta) e si ritroverebbe addirittura costretto a sintonizzarsi su Netflix a notte fonda per vederlo attraverso uno schermo.

Caro Anthony, i fan britannici hanno contribuito a renderti quello che sei. Anche i tuoi pugni ovviamente hanno avuto un peso sostanziale, ma senza l’affetto della tua gente, senza quegli stadi gremiti, senza quell’entusiasmo contagioso e dirompente che ti ha accompagnato a ogni passo, non avresti raggiunto le stesse vette e gli stessi guadagni e sono convinto del fatto che tu ne sia consapevole.

Hai sentito l’affetto dei tuoi tifosi passeggiando lungo le strade delle città britanniche. Lo hai sentito dirigendoti verso i ring delle tue battaglie, acclamato da ali di folla in delirio. Lo hai sentito più che mai attraverso gli innumerevoli messaggi di conforto che ti sono arrivati dopo il tuo dramma personale. Oggi è il momento di “restituire” qualcosa.

Oggi è il momento di prendere posizione in maniera ferma e decisa. Oggi è il momento di affermare pubblicamente: “Io non sputo in faccia a chi mi ha voluto così bene, il match contro Fury si farà in UK o non si farà affatto”. Oggi è il momento di dire al signor White e a tutti coloro che come lui si stanno affannando a dire che l’incontro andrà dove vanno i soldi, che esistono aspetti più importanti da tenere in conto.

E se questo comporterà l’ennesimo annullamento di un evento tante volte prossimo a realizzarsi, ce ne faremo una ragione. Potresti chiudere il cerchio affrontando un altro grande nome della tua epoca che sta sparando le sue ultime cartucce come Deontay Wilder, che proprio in Inghilterra ha disputato il suo ultimo match o potresti persino ritirarti senza rimorsi, avendo conservato un legame con i fan che merita di essere valutato più del denaro.

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