Il main event della riunione targata Matchroom Boxing, andata in scena nella notte al Barclays Center di Brooklyn, si è rivelato una guerra senza quartiere. Ad avere la meglio è stato lo sfidante Jaron “Boots” Ennis, capace di imporsi per KO tecnico alla settima ripresa sul portoricano Xander Zayas, portandogli via le cinture WBA e WBO dei superwelter. Per Ennis, autore di ben tre atterramenti siglati rispettivamente nel primo, nel quinto e nel settimo round, si tratta dell’ascesa al trono nella seconda categoria di peso della sua carriera dopo quella dei welter.
In sede di analisi avevamo ipotizzato un approccio prudente da parte di Zayas, immaginando che per un certo numero di riprese si sarebbe affidato alla mobilità, cercando di imporre la lunga distanza e attirando Ennis nella sua trappola per poi agire di rimessa. Ci siamo sbagliati, ma a giudicare da quello che è avvenuto nel primo round, il portoricano avrebbe fatto meglio a confermare la nostra ipotesi.
Il campione del mondo ha cercato sin dal primo suono del gong di appropriarsi del centro del ring, accettando scambi pericolosi dalla media distanza. Ennis ne ha prontamente approfittato per mettere in luce la sua superlativa velocità di braccia e dopo il primo dei tanti cambi di guardia che come al solito hanno caratterizzato il suo match, ha iniziato a mettere a segno colpi tremendi.
Una combinazione prolungata, chiusa con un gancio destro alla tempia seguito da un diretto sinistro in pieno volto ha spedito Zayas al tappeto, facendo balzare in piedi gli spettatori e dando la sensazione che l’incontro potesse concludersi molto rapidamente. Il detentore delle cinture si è però rialzato subito ed è riuscito ad arrivare a fine ripresa senza mai perdere lucidità e stabilità sulle gambe.
Dopo un secondo round più equilibrato, ma comunque contraddistinto dal gap di velocità in favore dello sfidante, Zayas ha ritrovato slancio nel terzo, dando addirittura la sensazione di poter operare un clamoroso ribaltamento della situazione.
Fidandosi eccessivamente dei suoi riflessi prodigiosi infatti, Ennis è incappato in una serie di colpi molto pericolosi che lo hanno messo in chiara difficoltà. Il pugile statunitense è parso stordito, ma si è testardamente rifiutato di coprirsi o di legare, restando nel raggio d’azione di Zayas con gli occhi spiritati, incassando un colpo dopo l’altro.
Boots tuttavia non è crollato e nel finale della ripresa è addirittura riuscito a imbastire una notevole reazione, accorciando la distanza e bersagliando il rivale con una raffica di violenti montanti al corpo.
I due pugili hanno continuato a battagliare con ardore senza risparmiarsi, con Zayas più metodico e ordinato nell’impostazione e nelle traiettorie ed Ennis più fantasioso, esplosivo ed imprevedibile. A rompere gli equilibri, come spesso avviene in queste guerre infernali, è stato il colpo del fuoriclasse, sfoderato dallo sfidante nel corso del quinto round.
Durante uno scambio condotto dalla corta distanza infatti, Ennis ha esploso un magnifico montante destro che ha impattato sul mento di Zayas facendolo crollare pesantemente al tappeto. Un knock down durissimo, talmente spettacolare che lo stesso Boots, mentre il rivale precipitava al suolo, ha assunto un’espressione di meraviglia.
Il campione del mondo ha cercato stoicamente di restare in partita, ma per arrivare al termine del round ha dovuto sottoporsi a un’autentica grandinata di colpi, tanto che prima dell’inizio della frazione successiva il medico di riunione ha voluto esaminare le sue condizioni.
Dopo un sesto round più tranquillo, in cui Zayas si è limitato a tirare il fiato e ad evitare guai, Ennis ha nuovamente messo la quinta conducendo il match verso il suo inevitabile epilogo. Sommerso dai colpi del rivale, il campione in carica si è inginocchiato, per poi rivolgersi all’arbitro con un’espressione eloquente che indicava la sua consapevolezza dell’inevitabilità dello stop.
Il portoricano, che come vale la pena ricordare ha appena ventitré anni, ha messo in luce un gran cuore e una feroce determinazione, battendosi a viso aperto contro un rullo compressore e superando fasi critiche che avrebbero condotto moltissimi pugili alla resa. Personalmente credo che con un approccio meno garibaldino avrebbe potuto giocarsi meglio le sue carte, ma anche queste sconfitte in fondo fanno parte del percorso di crescita di un pugile e siamo certi che Zayas ne trarrà insegnamenti utili per rimettersi in carreggiata e per continuare a costruire una carriera che ha tutte le possibilità di rivelarsi brillante.
Il vincitore dal canto suo ha lasciato come di consueto a bocca aperta per il suo atletismo ineguagliabile, per la capacità di imprimere potenza ai suoi colpi in ogni circostanza e per le traiettorie impossibili da prevedere. A questo giro però Ennis ha impressionato anche per la capacità di recuperare in breve tempo da una situazione difficile, emergendo prepotentemente dalla breve crisi del terzo round con rinnovato vigore.
Boots resta un pugile incline a prendersi dei rischi, estremamente fiducioso nei propri riflessi e nella propria capacità di avere la meglio nella boxe ad alto ritmo. La sua difesa sarà quindi sempre soggetta a critiche, ma d’altro canto i pugili del suo genere sono quelli che regalano al grande pubblico brividi, emozioni e colpi di scena e siamo certi che il nuovo campione del mondo dei superwelter ci riserverà tante altre notti da vivere con l’adrenalina a mille.
