Con una mossa a sorpresa, pochi giorni dopo che il suo promoter Don King aveva annunciato alla stampa di aver trovato un accordo con Sampson Lewkowicz, promoter di David Benavidez, per una riunificazione mondiale, il campione del mondo WBC dei pesi cruiser Noel Mikaelian ha accettato l’offerta di Zuffa Boxing di battersi contro l’australiano Jai Opetaia il 12 settembre. La decisione del pugile armeno potrebbe dare il via ad aspre battaglie legali.
Noel Mikaelian è ha conquistato la cintura WBC per la prima volta nel 2023, quando ha messo fuori combattimento il congolese Ilunga Makabu in sole tre riprese. Ha poi perso lo scettro nel 2025 in virtù di un verdetto molto contestato contro Badou Jack per poi tornare sul trono nel match di rivincita, disputato nello stesso anno.
L’armeno era entrato in trattativa con il team di Opetaia già diverso tempo fa, ma la WBC si è messa di traverso, ordinando al suo campione di riunificare le cinture con il detentore dei titoli WBO e WBA David Benavidez. La mossa dell’organizzazione guidata da Mauricio Sulaiman è parsa agli occhi di molti un plateale sgarbo a Dana White e a Zuffa boxing: è rarissimo infatti che la WBC imponga ai suoi campioni sfide di riunificazione con i campioni di altre sigle ed è facile intuire che Sulaiman volesse semplicemente tagliare Opetaia fuori dal giro che conta.
Evidentemente però, Zuffa Boxing ha messo mano al portafogli, garantendo a Mikaelian un compenso superiore a quello che avrebbe percepito affrontando Benavidez, il che ha spinto l’armeno a ignorare l’ordine della WBC e a mettersi contro il suo stesso promoter, l’intramontabile Don King, che sulle soglie dei 95 anni continua a impattare sul pugilato internazionale.
È estremamente probabile che la WBC revocherà il suo titolo a Mikaelian. Sulaiman potrebbe elevare il polacco Michal Cieslak, attuale campione ad Interim, al rango di campione del mondo per poi ordinargli di affrontare Benavidez, oppure potrebbe mettere direttamente in palio tra i due la cintura vacante.
L’ingarbugliata situazione potrebbe quindi dare luogo ad almeno due battaglie legali. Il pugile armeno potrebbe infatti citare in giudizio la WBC qualora ritenesse ingiustificata la sua detronizzazione, mentre Don King potrebbe denunciare il suo stesso pugile per non aver onorato il contratto che li lega e per aver accettato l’offerta di White senza la sua approvazione.
L’ingresso di Zuffa Boxing nello scacchiere del pugilato internazionale continua quindi a generare controversie. Vale la pena ricordare infatti, che lo stesso Jai Opetaia ha fatto causa all’IBF per essere stato privato del titolo mondiale in maniera a suo avviso pretestuosa. L’International Boxing Federation gli aveva revocato al cintura perché in occasione della sua difesa contro l’americano Brandon Glanton era stata messa in palio anche la “cintura Zuffa” e il regolamento dell’IBF vieta ai suoi campioni di riunificare il titolo con quelli di organizzazioni non riconosciute.
La sfida tra Opetaia e Mikaelian si svolgerà alla T-Mobile Arena di Las Vegas nel sottoclou di Ryan Garcia vs Conor Benn. Zuffa Boxing, nel suo consueto stile, lo sta già pubblicizzando come “World Cruiserweight Champioship” anche se quasi certamente non vi sarà in palio alcun mondiale universalmente riconosciuto. Il vincitore tuttavia, oltre a portarsi a casa la cintura di The Ring e la cintura Zuffa (premi il cui prestigio oggi come oggi è quantomeno discutibile), potrà fregiarsi dello status di “campione del mondo lineare” dei pesi cruiser, una qualifica che Opetaia ottenne battendo Mairis Briedis nel 2024 e che conserva da allora non essendo mai stato sconfitto.
