Ben Bril Memorial: il sottoclou della splendida serata di Amsterdam

DiMario Salomone

Ott 14, 2026

Al Theater Carré di Amsterdam, lunedì sera, Angelo Morejon e Willy Kyakonye non sono stati gli unici pugili a dare sfoggio delle loro qualità. Il main event è stato infatti preceduto da sette incontri di sottoclou che hanno regalato diverse emozioni, stuzzicando l’appetito di boxe degli spettatori presenti prima del piatto forte della serata. In questo pezzo vi proponiamo dunque il racconto di tutto ciò che abbiamo visto da bordo ring nel corso del Ben Bril Memorial organizzato da Hans de Brujin prima del Titolo WBC Silver dei bridgerweight che vi abbiamo già descritto nel dettaglio (clicca qui per il resoconto di Kyakonye vs Morejon).

Jahfaro Gezius (Paesi Bassi) batte Maroane Elkass (Paesi Bassi) per KOT 1 – 76 kg

Il primo incontro della manifestazione è durato appena due minuti. L’ottimo inizio di Gezius, pugile olandese originario del Suriname, ha messo subito in difficoltà il debuttante Elkass, che nel tentativo di sottrarsi agli attacchi del rivale ha accusato un dolore alla schiena, forse causato da una brusca torsione del busto. L’arbitro ha dovuto interrompere il match una prima volta quando Elkass ha voltato le spalle all’avversario, assalito dal dolore, dopodiché ha decretato il KO tecnico quando il problema si è ripresentato.

Anes Kurbardovic (Paesi Bassi) batte Toni van der Ven (Paesi Bassi) per KOT 1 – 76 kg

Anche il secondo match della serata si è risolto in tempi rapidissimi. van der Ven non ha trovato alcuna contromisura agli assalti forsennati di Kurbardovic, che ha esercitato una pressione asfissiante sin dal primo suono del gong e non ha lasciato scampo al rivale. Il colpo che ha fatto più danni è stato il gancio destro alla tempia, che van der Ven non riusciva quasi mai a schivare. Dopo tre atterramenti, il direttore di gara ha giustamente posto fine all’impari contesa.

Jason Wilnis (Paesi Bassi) batte Denzel Oosterwolde (Paesi Bassi) per UD (4 round) – 88 kg

Stili completamente opposti quelli adottati dai due pugili in avvio di combattimento. Oosterwolde portava un quantitativo enorme di colpi, non particolarmente potenti, mentre Wilnis si limitava a fare contenimento per poi esplodere occasionalmente qualche fendente molto caricato.

Wilnis si è “svegliato” soltanto alla fine del secondo round, per poi disputare una terza e un quarta ripresa decisamente più convincenti. La nostra sensazione è che un pareggio sarebbe stato più coerente con le dinamiche del match, per quanto la vittoria di Wilnis non rappresenti uno scandalo.

Kian Terwint (Paesi Bassi) batte Kevin de Jesus Valenzuela Ramos (Messico) per UD (6 round) – 55 kg

Prestazione molto convincente quella del ventenne Terwint, che in termini di potenziale ci è parso il pugile più interessante dell’intero sottoclou. La sua eccellente velocità di esecuzione, accompagnata da un ottimo footwork, ha reso sin da subito estremamente difficile il compito del suo avversario.

De Jesus, dopo un inizio troppo passivo, ci ha provato con tutti i mezzi di cui disponeva, ma è stato costantemente anticipato e per ogni colpo che riusciva a mettere a segno se ne vedeva arrivare tre o quattro in risposta. Nelle ultime due riprese Terwint è diventato leggermente più statico sulle gambe, ma anche restando davanti al rivale ha continuato a farsi preferire, venendo premiato giustamente in modo netto dai giudici.

Kilat Hallie (Paesi Bassi) batte Mate Lakatos (Ungheria) per KOT 2 – 91 kg

Poco probante la sfida per Hallie, che ha maramaldeggiato su un Lakatos troppo poco attrezzato per opporre una valida resistenza. L’ungherese ha sofferto per l’intero primo round per poi finire due volte al tappeto nel secondo, entrambe le volte per montanti sinistri alla figura. Lo sconfitto si è lamentato per essere stato colpito dietro la schiena, ma dal nostro punto di osservazione i colpi di Hallie ci sono parsi regolari.

Mike Horn (Paesi Bassi) batte Diego Gonzales Ramos (Messico) per UD (6 round) – 72,5 kg

Vittoria chiara e indiscutibile quella del muscolare peso medio olandese che, pur non brillando in termini di scioltezza ed armonia dei movimenti, si è rivelato superiore sul piano dell’incisività e della continuità d’azione rispetto al suo avversario.

I primi round per la verità sono stati piuttosto equilibrati, perché Horn non ha ingranato immediatamente, il che ha permesso a Gonzales di mantenersi competitivo, nonostante un atteggiamento troppo passivo per prendere il sopravvento. Dalla metà della terza ripresa però, il pugile di casa ha trovato il suo ritmo e ha preso saldamente in mano le redini del match. Le lamentele vibranti di Gonzales alla lettura del verdetto ci sono parse completamente ingiustificate.

Anes Kurbardovic batte Jahfaro Gezius per UD (4 round) – 76 kg

L’ultimo match del sottoclou ha visto nuovamente protagonisti i primi due vincitori della serata, che si sono affrontati nella finale del loro mini-torneo e hanno regalato spettacolo.

Meglio Kurbardovic nella ripresa di apertura, aggressivo e spericolato come d’abitudine, superiore sul piano del workrate rispetto a un Gezius più circospetto ma sempre lucido e intento a studiare le movenze dell’avversario per coglierlo in castagna.

L’occasione propizia si è presentata nel corso del secondo round, quando Kurbardovic si è fatto sorprendere da un tremendo destro d’incontro che lo ha sospinto all’indietro costringendolo a toccare il tappeto con un guantone. Grave errore dell’arbitro Eric van den Heuvel che non ha effettuato il conteggio, una decisione destinata a ripercuotersi in maniera decisiva sul risultato finale.

Gezius ha continuato a mettere a segno i colpi migliori anche nel terzo round mentre il volto di Kurbardovic si riempiva di escoriazioni e lividi, dando la sensazione che le sue speranze di vittoria stessero evaporando. La cieca determinazione del pugile apparentemente destinato alla sconfitta ha però determinato un clamoroso colpo di scena finale: attaccando furiosamente fino all’ultimo, Kurbardovic ha chiuso Gezius alle corde e lo ha spedito al tappeto mandando il pubblico in visibilio!

Ancora una volta il direttore di gara è stato indulgente nei suoi confronti, non sanzionando un paio di colpi giunti mentre Gezius aveva già il ginocchio a terra. Dato che i due pugili hanno vinto due riprese a testa, il knock down siglato da Kurbardovic è stato dunque cruciale per l’assegnazione della vittoria.

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