Theater Carré di Amsterdam – Resoconto da bordo ring
Notte di festa per l’Italia del pugilato nella città di Amsterdam: l’affascinante location del Theater Carré ha infatti visto il nostro pugile d’adozione Angelo Morejon trionfare in soli tre round sull’idolo locale Willy Kyakonye laureandosi così nuovo campione WBC Silver dei bridgerweight. Il match è stato il capitolo finale della splendida manifestazione dedicata alla memoria del pugile e arbitro internazionale ebreo e olandese Ben Bril organizzata dal signor Hans de Brujin, che ha gentilmente concesso a Boxe Punch l’accredito stampa.
“Lele” Orlando, allenatore di Morejon, si aspettava da parte dell’avversario una partenza veemente e tale previsione si è rivelata corretta. Kyakonye ha iniziato a caricare a testa bassa sin dal primo suono del gong, spingendo Angelo contro le corde e cercando di piazzare colpi pesanti.
Tali assalti caotici hanno prodotto il primo brivido della serata quando “El Terrible” si è improvvisamente accasciato al suolo dopo essere stato colpito da un montante del rivale. Fortunatamente l’arbitro, ben posizionato, ha visto che il colpo era giunto ben al di sotto della cintura e ha quindi dato a Morejon tutto il tempo necessario per riprendersi, senza eseguire alcun conteggio.
Alla ripresa delle ostilità, Kyakonye ha continuato a spingere, approfittando della necessità del suo dirimpettaio di riprendere fiato dopo il fendente irregolare subito. Morejon ha però progressivamente ripreso compostezza e lucidità e nel finale della ripresa di apertura ha restituito il favore all’olandese con gli interessi, senza però infrangere alcuna regola.
Kyakonye si è infatti ritrovato completamente scoperto dopo un attacco particolarmente improvvido e il gancio destro di Morejon ha impattato con precisione e potenza devastante sulla sua tempia sinistra, facendolo crollare al tappeto. Il pugile di casa si è rialzato visibilmente scosso ma è stato salvato dalla campana.
La sensazione che Kyakonye non avesse recuperato del tutto è stata amplificata dal comportamento dei suoi uomini d’angolo, che hanno furbescamente ritardato la ripresa del match restando sul ring più tempo del dovuto. Tale escamotage non ha tuttavia interrotto il momento favorevole di Morejon, che ha gestito il secondo round con grande autorevolezza, mettendo a segno i colpi più precisi ed efficaci e controllando magnificamente la distanza.
Giunto alla terza ripresa, “El Terrible” ha compreso che i tempi erano maturi per cercare la soluzione di forza e ha quindi sfoderato il meglio del suo repertorio offensivo. La guardia di Kyakonye è stata prima perforata da un bellissimo montante sinistro che lo ha destabilizzato. Poi il solito gancio destro di Angelo ha ripreso a far danni spingendo il rivale a una precipitosa ritirata verso le corde dove un altro destro è stato responsabile di un nuovo knockdown.
L’olandese si è rimesso in piedi, ma il suo sguardo tradiva il suo smarrimento e la sua stabilità sulle gambe appariva quantomai precaria. Quando Morejon ha iniziato a bombardarlo senza tregua, l’angolo del malcapitato pugile di origini ugandesi ha lanciato l’asciugamano che però non è stato visto dal direttore di gara, intento a tenere d’occhio i due pugili.
Tale svista ha provocato un piccolo equivoco, perché al fine di attirare l’attenzione dell’arbitro, qualcuno ha suonato la campana, dando a tutti la sensazione che il round fosse finito con largo anticipo rispetto ai canonici tre minuti. Fortunatamente l’arcano è stato immediatamente svelato e l’espressione arrabbiata del coach Orlando si è tramutata in un enorme sorriso, condiviso da tutti i membri del suo team.
Ci sarà tempo per analizzare nel dettaglio questa vittoriosa trasferta e per discutere dei prossimi piani di questo gioiello nato e cresciuto a Cuba ma definitivamente sbocciato in Italia, dove sta raggiungendo il picco massimo del suo potenziale. Ora però è il momento di festeggiare e di gioire, perché questa vittoria, oltre a essere la vittoria di Angelo Morejon, è la vittoria di tutti noi. Ha vinto Emanuele Orlando, insieme ai suoi fidati collaboratori, per aver colto i frutti di un lavoro instancabile; hanno vinto Riccardo e Leonardo Bizzo, con la loro Italian Ringside Promotion, per aver creduto e investito nel ragazzo; ha vinto la boxe italiana, per aver dato a un grande talento la possibilità di esprimersi e di arrivare in alto. E questo è solo l’inizio.
