1975 vs 2025: 11 sfide tra i migliori pesi massimi delle due epoche

In ogni epoca storica, comprese quelle che oggi ci appaiono gloriose e inattaccabili, la categoria dei pesi massimi è stata oggetto di fortissime critiche da parte di appassionati e analisti. La nostalgia per i campioni di una volta si è spesso tradotta nel disprezzo per quelli contemporanei, al punto da offuscare le capacità di giudizio di chi si lascia trascinare dalle emozioni a discapito della razionalità.

Oggi ho deciso di fare un esperimento. Ho preso la classifica della rivista statunitense The Ring di fine 2025, l’ultima disponibile tra quelle “annuali”, e l’ho affiancata a quella di fine 1975, per confrontare il tanto vituperato presente con la situazione che caratterizzava la categoria regina esattamente cinquant’anni prima, nel pieno del mitologico decennio degli anni ’70.

Ho quindi espresso le mie valutazioni su undici fantasy match, domandandomi chi vincerebbe se fosse possibile far salire sul ring i pugili situati nella stessa posizione delle due graduatorie, ovviamente presi in nello stato di forma in cui si trovavano in quello specifico periodo storico. Ecco cosa ne è venuto fuori!


Posizione 10: Randy Neumann vs Murat Gassiev

Neumann fu un pugile piuttosto mediocre. In alcuni momenti della sua carriera diede forse qualche speranza ai suoi manager, ma ogni volta che provò ad alzare l’asticella subì pesanti sconfitte. La sua posizione nella classifica di fine 1975 è un mistero, dato che l’americano era appena stato massacrato dal connazionale Duane Bobick e meditava il ritiro. Benché Gassiev sia oggi un pugile molto più lento e impacciato rispetto a quando militava nei pesi cruiser, il russo ha dimostrato contro Pulev di saper ancora sferrare colpi devastanti. Credo quindi che vincerebbe abbastanza facilmente. Gassiev vincente per KO.

Posizione 9: Chuck Wepner vs Richard Torrez

Wepner è uno di quei pugili passati alla storia più per le loro sconfitte che per le loro vittorie. Lo ricordiamo ad esempio per la strenua resistenza offerta contro Muhammad Ali, che ispirò Sylvester Stallone nell’ideare il personaggio cinematografico di Rocky, ma anche per il massacro subito contro Sonny Liston, che gli ridusse il volto a una maschera di sangue usando il solo braccio sinistro. Torrez non è di certo un fuoriclasse, ma è potente, concreto e continuo nel suo pressing. A Wepner non basterebbe il cuore per arginarlo. Torrez vincente per KO tecnico (ferita).

Posizione 8: Joe Bugner vs Efe Ajagba

Pur avendo appena 25 anni, Joe Bugner alla fine del 1975 era a mio parere meno performante rispetto alla sua versione di qualche anno prima. Aver messo su qualche chilo di troppo non aveva giovato alla sua agilità e difatti la sua seconda sconfitta contro Muhammad Ali fu più netta rispetto alla prima. Ciononostante, il britannico era ancora un signor pugile, dotato di mascella solidissima, ottimo jab, difesa di alto livello e sagacia tattica. Ajagba dispone di forza fisica erculea, leve lunghissime e grande potenza, ma è un pugile ingenuo, estremamente rigido sul tronco e prevedibile nelle sue azioni d’attacco. Bugner potrebbe soffrire in alcuni frangenti, ma troverebbe il modo di disinnescarlo. Bugner vincente ai punti.

Posizione 7: Duane Bobick vs Moses Itauma

Questo è a mio avviso uno dei pronostici più facili della lista. Bobick fu sapientemente guidato nella prima parte della sua carriera professionistica e riuscì a conseguire un gran numero di vittorie consecutive, ma quando fu costretto a confrontarsi con pugili validi ne uscì con le ossa rotte. L’americano aveva una difesa estremamente lacunosa e contro picchiatori dal pugno pesante andava incontro alla disfatta. Benché abbia ancora molto da dimostrare, a mio parere Itauma ha tutte le carte in regola per affermarsi come il prossimo dominatore della categoria. Ritengo che si sbarazzerebbe di Bobick entro la fine del secondo round, se non addirittura nel primo. Itauma vincente per KO.

Posizione 6: Earnie Shavers vs Martin Bakole

Nutro nei confronti di Shavers un grande affetto: ho letto la sua bellissima autobiografia, lo apprezzo enormemente sul piano umano e mi esalto rivedendo i suoi incontri al cardiopalma. Credo però che questo accoppiamento di stili sarebbe per lui molto problematico. Bakole è una sorta di montagna in (lento) movimento: incassa tutto e continua a pressare come un mulo. Shavers farebbe senz’altro faville nei primi round e non escludo affatto che riuscirebbe a mettere a segno il colpo decisivo, ma se non dovesse riuscirci, finirebbe il fiato e capitolerebbe come gli è successo diverse volte in carriera. Bakole vincente per KO.

Posizione 5: Ron Lyle vs Zhilei Zhang

Qui ci troviamo nella situazione opposta rispetto a quella del confronto precedente. In questo caso sarebbe il pugile del presente, ovvero Zhang, ad avere le migliori chance di vittoria a inizio match, con le forze ancora fresche. Indubbiamente qualcuno dei suoi missili balistici potrebbe abbattere Lyle, ma quest’ultimo era solido, coriaceo e infaticabile, quindi ritengo più probabile l’ipotesi che vede l’americano superare la tempesta e approfittare dell’età non più verde del pugile cinese per sfiancarlo e portarlo alla resa dopo il giro di boa. Lyle vincente per KO.

Posizione 4: George Foreman vs Filip Hrgovic

Anche sforzandomi di considerare sviluppi alternativi, non riesco a vedere esiti diversi da un totale massacro per questo combattimento. Per quanto Foreman alla fine del 1975 fosse un pugile psicologicamente fragile, tormentato dalla sconfitta da poco subita contro Ali, Bog George era ancora una devastante macchina da guerra. Hrgovic oltretutto non ha assolutamente le caratteristiche adatte per imbrigliare Foreman e per fargli vedere i fantasmi di un secondo Rumble in the Jungle come avrebbe fatto Jimmy Young nel 1977. Il croato subirebbe una punizione pesantissima. Foreman vincente per KO.

Posizione 3: Joe Frazier vs Daniel Dubois

Alla fine del 1975 Joe Frazier era reduce dal terzo e ultimo capitolo della sua trilogia contro Muhammad Ali, il celeberrimo “Thrilla in Manila”. Si trattò di una guerra talmente violenta e logorante da spingere i due pugili ai limiti della loro resistenza umana, tanto che da quel giorno in avanti nessuno dei due fu più lo stesso. Credo che il miglior Frazier avrebbe annullato il gap di tonnellaggio contro Dubois grazie alla sua agilità e che avrebbe spento il britannico col suo gancio sinistro. A fine ’75 però, il miglior Smokin’ Joe esisteva ormai soltanto nei ricordi dei fan. Chiedergli di battersi contro un picchiatore più pesante di lui di quasi 15 chili in quel momento storico sarebbe stato puro sadismo. Dubois vincente per KO.

Posizione 2: Jimmy Young vs Agit Kabayel

Parliamo di due “specialisti”, che in carriera hanno valorizzato al massimo le loro migliori qualità adottando uno stile a loro congeniale e assai indigesto per i loro avversari. Maestro dell’elusione Young, maestro della demolizione Kabayel: un affascinante confronto di strategie che vedrebbe il tedesco all’arrembaggio e l’americano intento a muoversi lungo le corde agendo di rimessa. Alla fine del ’75 Young era al picco assoluto della sua carriera: negli anni immediatamente successivi se la giocò alla pari con Ali e sconfisse Lyle e Foreman. A mio avviso riuscirebbe a gestire il pressing arrembante ma monotono di Kabayel facendo quel tanto che basta per aggiudicarsi il verdetto. Young vincente ai punti.

Posizione 1: Ken Norton vs Fabio Wardley

Norton era un pugile strepitoso contro avversari mobili e tecnici, ma estremamente vulnerabile contro i picchiatori esplosivi. La sua mascella non era all’altezza delle sue altre qualità e la sua “cross-arm defense” si adattava male ai pesi massimi che lo assalivano frontalmente, costringendolo alla battaglia ravvicinata. Wardley è senza dubbio molto meno dotato di quanto lo era Norton sul piano tecnico e quasi certamente rimarrebbe indietro nel punteggio. La sua potenza folgorante però potrebbe capovolgere le sorti del match in qualunque momento, un’eventualità che personalmente ritengo sufficientemente probabile da orientare il mio pronostico di conseguenza. Wardley vincente per KO.

I campioni: Muhammad Ali vs Oleksandr Usyk

Qui il discorso è simile a quello espresso in relazione a Frazier vs Dubois. Pur ritenendo Usyk un fuoriclasse straordinario e pur pensando che sarebbe stato estremamente competitivo in qualunque epoca storica, lo giudicherei perdente contro Ali se dovessi considerare “The Greatest” al suo apice. Come Frazier però, anche Ali uscì molto malconcio dalla guerra all’arma bianca che ebbe luogo nelle Filippine e difatti negli anni successivi offrì diverse prestazioni poco brillanti. Pur essendo meno giovane anagraficamente, a mio avviso l’Usyk di fine 2025 è un pugile più integro e più performante rispetto all’Ali di fine 1975 e per questo motivo, se dovessi scommettere, punterei sull’ucraino. Usyk vincente ai punti.

Risultato finale
1975: 7 vittorie
2025: 4 vittorie


Conclusioni

Al di là dei pareri sugli esiti dei singoli confronti, che sono ovviamente soggettivi e dibattibili, immagino già che una delle principali obiezioni che verranno rivolte a questo articolo sarà quella di aver “scelto” un anno in cui i mostri sacri degli anni ’70 avevano già intrapreso il declino.

Tale obiezione manca il punto e non soltanto perché la mia scelta è stata fatta in buona fede, guidata unicamente dalla cifra tonda dei cinquant’anni di discrepanza. Questo articolo non dimostra, né potrebbe farlo, che il presente sia migliore del passato: ci sono anni in cui l’esito del giochino sarebbe stato diverso e anni in cui sarebbe stato uguale.

Questo perché il livello di una certa categoria di peso nel pugilato tende a oscillare nel tempo. Non sprofonda costantemente da decenni come sostengono gli eterni nostalgici e non progredisce verso la perfezione come affermano i fanatici della modernità.

Il mio invito è quindi quello di diventare “onnivori”, rinfrescando costantemente la memoria con la visione dei grandi campioni di una volta, ma senza disprezzare per puro pregiudizio quelli di oggi, alcuni dei quali meritano applausi scroscianti e profonda ammirazione. Oleksandr Usyk su tutti.

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