Oleksandr Usyk affronterà il kickboxer Rico Verhoeven in Egitto

DiMario Salomone

Feb 27, 2026 #Usyk, #WBC

Fare il giornalista di pugilato nelle ultime settimane equivale a dover diffondere, obtorto collo, una notizia assurda dopo l’altra. L’ultima news destinata a scatenare dibattiti e polemiche è che il campione del mondo dei pesi massimi Oleksandr Usyk metterà in palio la sua cintura WBC contro la leggenda della kickboxing Rico Verhoeven. Il match si terrà il 23 maggio presso la Necropoli di Giza, in Egitto, e verrà trasmesso in esclusiva su DAZN.

Rico Verhoeven, 36 anni, ha disputato soltanto un match di pugilato professionistico nella sua vita. Era il lontano 2014 quando l’atleta olandese mise KO il mediocrissimo pugile ungherese Janos Finfera che al tempo aveva un record di cinque sconfitte su altrettanti combattimenti, tutte subite per KO.

La totale assenza di un curriculum pugilistico rende quindi particolarmente sconcertante la decisione della WBC di mettere in palio la sua cintura. Stando all’annuncio ufficiale dell’incontro, la sfida non sarà invece valida per i titoli IBF e WBA, che pure sono in possesso del pugile ucraino.

Usyk ha difeso le sue cinture per l’ultima volta l’estate scorsa, quando ha messo brutalmente KO a Wembley il pugile inglese Daniel Dubois, riappropriandosi del titolo IBF che aveva lasciato temporaneamente vacante in precedenza. Dubois lo aveva ottenuto a tavolino per poi difenderlo sorprendentemente con successo contro Anthony Joshua.

Successivamente Usyk avrebbe dovuto affrontare lo sfidante ufficiale della WBO Fabio Wardley, capace di scalzare con le maniere forti Joseph Parker dalla vetta della classifica. L’ucraino tuttavia ha preferito lasciare vacante la cintura, permettendo così al picchiatore inglese di metterci le mani sopra senza neppure dover combattere.

Ora è il turno della WBC di imporre uno sfidante e la designazione è stata quella del tedesco di etnia curda Agit Kabayel. La federazione di Mauricio Sulaiman tuttavia ha stabilito che il campione può sostenere una difesa volontaria prima di ottemperare al suo obbligo ed ecco che tale concessione è stata sfruttata per mettere in piedi il match contro Verhoeven.

Inutile sottolineare che dal punto di vista sportivo questa sfida non abbia alcun senso logico. Verhoeven ha le stesse possibilità di vittoria che avrebbe il campione del mondo dei 100 metri piani nell’affrontare un maratoneta sulla distanza dei 42 chilometri.

Queste sono state le prime dichiarazioni dei due pugili:

Oleksandr Usyk: “Ho grande rispetto per chi riesce a raggiungere il vertice assoluto nel proprio sport. Rico è uno di loro: un atleta potente e un grande campione. Essere campione non significa solo avere cinture. Significa anni di duro lavoro, disciplina e fiducia. Rispetto il suo percorso — è davvero il Re della Kickboxing. Ma questa è boxe — un gioco diverso, con le sue regole e i suoi re. Sono pronto e non vedo l’ora di affrontarlo sul ring. Sarà un’esperienza unica per entrambi, e so che anche i tifosi sono entusiasti. Sta arrivando una grande notte!”

Rico Verhoeven: “Ho trascorso dodici anni come campione indiscusso dei pesi massimi nella kickboxing e ho realizzato tutto ciò che mi ero prefissato. Ma restare al vertice così a lungo non ha attenuato la mia fame, l’ha rafforzata. Non cercavo la comodità, così ho iniziato a cercare la sfida più alta possibile in un altro mondo. Usyk è campione indiscusso nella boxe. È questo il tipo di sfida che mi motiva. Indiscusso contro indiscusso. Il migliore contro il migliore.”

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