Dalton Smith supera Alberto Puello grazie a un verdetto casalingo

DiMario Salomone

Ott 25, 2026 #UK, #WBC

È un verdetto dal sapore casalingo quello che ha permesso al campione del mondo WBC dei superleggeri Dalton Smith di conservare la sua cintura al termine del match disputato ieri contro il dominicano Alberto Puello alla Sheffield Arena. Il pugile della Matchroom Boxing si è imposto per Split Decision con i seguenti cartellini: 115 – 113, 115 – 113, 112 – 116.

Dopo un primo round contraddistinto dalla scherma di Puello, abile nel boxare dalla lunga distanza punzecchiando uno Smith molto poco propenso a scoprirsi, i due pugili hanno dato vita a una fase estremamente equilibrata e di ardua interpretazione per la terza giudicante.

Per ben quattro riprese consecutive infatti, nessuno dei due contendenti ha preso il sopravvento, anche in virtù di un ritmo di gara decisamente blando. Smith stazionava a centro ring, coperto e concentrato, in attesa del varco giusto per innescare le sue combinazioni; Puello gli girava intorno, portando tanti colpi lunghi ma senza troppa convinzione né esplosività. Ne sono conseguiti interi minuti privi di scambi significativi e grosse emozioni.

Soltanto a partire dal sesto round l’equilibrio si è parzialmente spezzato: lo sfidante ha infati ingranato una marcia in più, bersagliando il rivale con colpi non particolarmente pericolosi ma decisamente preferibili rispetto alla perenne attesa di Smithc, bloccato sul posto come se avesse i piedi immersi nel cemento armato.

L’inglese ha subito l’iniziativa dello sfidante per due round, dopodiché ha cercato di scuotersi e ha trovato parziale successo mirando al bersaglio grosso, una strategia che probabilmente avrebbe dovuto applicare con maggiore continuità nel corso della sfida.

Puello ad ogni modo ha tenuto botta senza farsi sopraffare e nel decimo round ha ripreso in mano le redini del match andando a segno diverse volte col suo diretto sinistro in pieno volto.

Se l’incontro di fosse svolto in campo neutro siamo certi che Smith, entrando nei cosiddetti championship round, avrebbe tentato il tutto per tutto, consapevole di non aver fatto abbastanza fino a quel momento per conservare la sua cintura. E invece il campione in carica, scommettendo sulla benevolenza della giuria, non si è sbottonato più di tanto, limitandosi a qualche accelerazione sporadica nell’undicesima ripresa e a un po’ di show provocatorio nell’ultima.

In tutta onestà, la quantità di riprese di assegnazione assai dubbia in questo match è stata talmente elevata, che non mi sento di parlare di “furto” nel commentare il verdetto. A seconda del metro di valutazione di ciascun osservatore infatti, il cartellino finale potrebbe assumere sembianze assai diverse.

Ciononostante, è giusto osservare che Alberto Puello sia stato l’unico ad aggiudicarsi alcuni round in maniera netta e inequivocabile. Personalmente, al termine del match, avevo quattro punti di vantaggio in suo favore e ritengo quindi che persino un pareggio sarebbe stato generoso nei confronti di Dalton Smith.

Quello che è stato emesso dunque, seppur non raggiungendo i limiti dello scandalo, è stato senz’altro un verdetto influenzato dal fattore campo. I due giudici che hanno visto vincere l’inglese devono infatti avergli assegnato una percentuale esageratamente alta di riprese in bilico, evidenziando in questo modo un certo bias nel loro giudizio.

Smith dovrà sfruttare quest’esperienza per migliorare, soprattutto dal punto di vista della condotta tattica. L’inglese ha buone basi tecniche e una notevole esplosività, ma non può permettersi di lasciare l’iniziativa al rivale per tempi così prolungati. Il suo workrate deve crescere e con esso la sua propensione a prendersi dei rischi. Ora si parla di una sfida di riunificazione con il campione WBO Shakur Stevenson, un match in cui Smith partirebbe decisamente sfavorito nei pronostici.

Per quanto riguarda Puello, la sorte ieri sera non è stata benevola con lui, ma è giusto sottolineare che il dominicano sia un pugile che si rende molto spesso protagonista di match dal verdetto dubbio; talvolta gli va bene, talvolta no. Contro Gary Antuanne Russell e contro Sandor Martin ottenne il favore dei giudici, mentre contro Subriel Matias questo gli fu negato e in tutti e tre i casi ci fu chi storse il naso. Probabilmente Puello dovrebbe cercare di vincere i round in maniera più netta e convincente, prendendo l’iniziativa con più decisione e non accontentandosi di fare il minimo sindacale per accumulare punti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *