Fight of the week: Emanuel Navarrete vs O’Shaquie Foster

Questo sabato, presso il Frost Bank Center di San Antonio (Texas), negli Stati Uniti, andrà in scena uno dei match più importanti dell’anno. Il main event della riunione organizzata dalla Top Rank di Bob Arum vedrà infatti protagonisti il campione del mondo WBO e IBF dei superpiuma Emanuel Navarrete e il campione del mondo WBC O’Shaquie Foster, che si affronteranno in una storica sfida di riunificazione delle cinture. L’evento sarà trasmesso in diretta su DAZN e per vederlo basterà l’abbonamento semplice, senza costi aggiuntivi.

L’asso nella manica di Emanuel Navarrete: il workrate infernale

Quando Navarrete sconfisse il connazionale Oscar Valdez nel loro primo attesissimo derby messicano, portò l’incredibile cifra di 1038 colpi. Un simile volume di fuoco potrebbe mettere in crisi anche il più attrezzato dei campioni e se “Vaquero” dovesse riuscire a replicare tale performance contro Foster, l’atteggiamento tattico un po’ letargico esibito talvolta dallo statunitense potrebbe rivelarsi fatale per il campione WBC.

Navarrete non può permettersi un match dai ritmi bassi, perché in una sfida disputata in punta di fioretto le qualità tecniche del suo avversario, la sua maggior compostezza e i suoi colpi singoli rapidi e precisi si imporrebbero agli occhi dei giudici come elementi decisivi per l’assegnazione del verdetto. Il messicano dovrà quindi trasformare l’incontro in una battaglia infernale, assecondando la sua natura di combattente indomito, al fine di togliere al rivale persino il tempo di respirare.

L’asso nella manica di O’Shaquie Foster: i colpi d’incontro

Spezzare le azioni di Navarrete e costringerlo a ricominciare ogni volta da capo sarà un compito da cui Foster non potrà esimersi se vorrà tornare a casa con tre cinture mondiali. Lo statunitense non potrà affidarsi in via esclusiva ai suoi riflessi e e alle sue fenomenali schivate, perché se anche andasse a vuoto tre volte consecutive, il suo avversario scaglierebbe il quarto e il quinto colpo pur di andare a segno.

La faretra di “Ice Water” tuttavia non è priva di frecce acuminate. Pur non avendo una percentuale di KO particolarmente alta, Foster è decisamente in grado di dissuadere chi gli sta di fronte dal proposito di andare all’arrembaggio senza cautele e senza remore e questo sabato dovrà sfruttare al massimo questa sua dote per non farsi travolgere. Accoppiare immediati rientri offensivi alle sue pregevoli movenze difensive risulterà essenziale: ogni colpo d’incontro messo a segno lo avvicinerà infatti alla vittoria.

Cosa succederà? La previsione di Boxe Punch!

Prima di analizzare le possibili dinamiche del match a cui assisteremo tra pochi giorni, faccio una doverosa premessa. La mia capacità di pronosticare correttamente gli incontri di Emanuel Navarrete è estremamente deficitaria. Vedevo il messicano favorito contro Robson Conceicao, Denys Berinchyk e Charly Suarez contro i quali ha maturato un pareggio, una sconfitta e un no-contest doveva essere una sconfitta. Lo davo perdente contro Ruben Villa, Oscar Valdez (primo match) ed Eduardo Nunez e invece li ha battuti tutti e tre. Evidentemente fatico a decifrare il suo stile poco convenzionale e a prevedere come si accoppierà con quello dei suoi avversari, motivo per cui vi sconsiglio di scommettere dei soldi sulla base della conclusione di questo pezzo.

Assodato che chi vi scrive potrebbe essere in errore, cerchiamo di fare qualche ipotesi ragionevole su quello che ci aspetta. Appare probabile che tra i due pugili sia Navarrete quello destinato ad assumere l’iniziativa e occupare per tempi prolungati il centro del ring.

Foster non è un pugile abituato a percorrere chilometri sul quadrato, motivo per cui non mi aspetto di vederlo muoversi come una trottola nel tentativo di sfuggire agli scambi ravvicinati. Si tratta però di un incontrista naturale che è a suo agio nel mandare a vuoto il rivale di turno per poi punirlo qualora quest’ultimo si scopra in maniera improvvida. Verosimilmente quindi, accetterà la media distanza, aspettando gli eventuali passi falsi di Navarrete per poi agire repentinamente di rimessa.

La condizione atletica dello statunitense, unita alla sua disponibilità a muovere le mani, potrebbe rivelarsi assolutamente cruciale nel determinare le sorti dell’incontro. Quando Navarrete attacca, con le sue movenze inusuali e un po’ scomposte, concede solitamente a chi gli sta di fronte molteplici opportunità di andare a segno, ma per approfittarne occorre farsi trovare pronti, esplodere i colpi al momento giusto e non accontentarsi di un successo temporaneo, perché il messicano torna sempre all’assalto un attimo dopo essere stato colpito.

Qualora Foster dovesse mostrarsi eccessivamente parsimonioso nel suo output offensivo, rischierebbe seriamente di farsi soffocare. Affidandosi alla sua mascella notoriamente granitica, Navarrete potrebbe infatti permettersi il lusso di incassare quei fendenti spettacolari che fanno balzare in piedi il pubblico puntando a superare la maggior qualità del rivale con la quantità. Anche andando a segno in maniera parziale e imperfetta, “Vaquero” potrebbe essere premiato dai giudici in virtù della sua aggressività, della sua continuità d’azione e della sua voglia di vincere.

Personalmente credo però che Foster abbia maturato esperienza sufficiente ad alto livello per evitare questa pericolosa trappola adottando le dovute contromisure. L’americano ha già pagato molto cara la sua tendenza a gigioneggiare, vedendosi comminare un’ingiusta sconfitta al termine del suo primo match contro Robson Conceicao in cui l’americano si era aggiudicato la maggior parte dei round secondo la stragrande maggioranza degli osservatori, facendo però il minimo sindacale.

Da allora il 33enne texano sembra aver compreso l’importanza di vincere le riprese in maniera più limpida, convincente e insindacabile e appare oggi un pugile disposto a “sporcarsi le mani” e ad accettare la battaglia quando necessario.

Credo che prendendo spunto da quanto fatto nel 2024 da Berinchyk, che confuse Navarrete con continui cambi di direzione e rientri improvvisi, Foster abbia le carte in regola per domare il valente pugile messicano. Non sarà altrettanto facile, perché “Vaquero” ha esibito quest’anno la miglior forma atletica della sua carriera e salirà sul ring con la chiara consapevolezza di dover disputare l’incontro più importante della sua vita. La sua pressione sarà quindi forsennata e la sua determinazione incrollabile.

Mi aspetto quindi che Foster venga severamente impegnato in una sfida probante, a tratti aspra e difficile, ma che alla fine ne emerga vincitore di stretta misura grazie alla sua classe, alla sua scelta di tempo e alla sua esperienza.

Prevedo una vittoria ai punti di O’Shaquie Foster per decisione unanime con margini compresi tra i due e i quattro punti sui cartellini.

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