10 verdetti ingiusti emessi contro pugili italiani

Due settimane fa abbiamo pubblicato una lista di straordinarie vittorie ottenute da pugili italiani in trasferta, dimostrando che il tanto temuto fattore campo nella boxe può essere sconfitto anche senza imporsi per KO. Oggi vogliamo parlare invece di momenti meno piacevoli per il nostro pugilato, quelli che hanno visto atleti italiani venire penalizzati dalle giurie quando meritavano di vedere il proprio braccio sollevato dall’arbitro. In questo pezzo ne ricordiamo 10!

Nota metodologica: la lista, certamente non esaustiva, è stata compilata attingendo unicamente al pugilato professionistico. Sono stati presi in considerazione soltanto i match di cui l’autore ha visionato il video; la valutazione delle sconfitte come ingiuste rappresenta esclusivamente la sua opinione personale.

Vito Antuofermo vs Alan Minter (1980)

Molti tifosi di Marvin Hagler rimproverano al nostro Antuofermo di aver ritardato il regno mondiale del Meraviglioso grazie a un pareggio molto controverso. Ciò è indubbiamente vero, ma è altrettanto vero che Vito ricevette a sua volta un torto in occasione della difesa successiva, quando venne dichiarato sconfitto a Las Vegas da un verdetto di Split Decision contro il britannico Alan Minter. Antuofermo quella sera condusse un match arrembante e generoso, condito anche da un atterramento e non meritava di essere privato della cintura.

Efisio Galici vs Mauro Martelli (1988)

La sfida che segnò il fallimento del tentativo del picchiatore sardo Efisio Galici di conquistare il Titolo Europeo fu indubbiamente molto più equilibrata rispetto alle aspettative. Dopo un inizio veemente, Galici incontro molteplici difficoltà nel venire a capo della mobilità incessante e del dentro-fuori continuo di Martelli. Nondimeno, dal mio punto di vista, aver tenuto costantemente l’iniziativa, aver messo a segno i colpi più incisivi e aver chiuso meglio il combattimento sono aspetti che avrebbero dovuto far pendere, seppur di poco, l’ago della bilancia dal lato del nostro portacolori.

Vincenzo Belcastro vs Robert Quiroga (1991)

Come nel caso di Galici, anche questo verdetto lascia particolarmente stupiti in virtù del fatto che il match si tenne in Italia. Per gran parte del combattimento Quiroga fu completamente soffocato dal ritmo incessante di Belcastro che non gli dava respiro e che non gli consentiva di accendersi se non in maniera sporadica ed estemporanea. Incredibilmente, due giudici non si limitarono a indicare l’americano vincente, ma gli attribuirono addirittura un vantaggio larghissimo (dieci punti e sei punti), come se avessero assistito a un altro match.

Cristian Sanavia vs Danilo Haussler 1 (2005)

Dopo aver conquistato il Titolo Mondiale e dopo averlo perso pochi mesi dopo, Cristian Sanavia si recò per la terza volta in Germania per giocarsi il Titolo Intercontinentale della WBA con l’idolo locale Danilo Haussler. Il pugile di Piove di Sacco, che al tempo era ancora al picco massimo delle sue forze, si fece preferire per gran parte delle riprese: pur non dominando i round, faceva quasi sempre qualcosa in più in termini di incisività, volume di colpi e aggressività. Ciononostante, i giudici gli assegnarono una beffarda sconfitta per Majority Decision. “Combattere in trasferta è come andare in battaglia” disse anni dopo Sanavia.

Domenico Spada vs Mahir Oral (2007)

La scuola pugilistica tedesca dei primi anni duemila prevedeva una tattica piuttosto basilare: stare abbottonati e coperti per buona parte del round facendo sfogare e stancare l’avversario per poi attivarsi improvvisamente negli ultimi trenta secondi per convincere la giuria di aver avuto la meglio. Anche assumendo un’ottica benevolente nei confronti del padrone di casa tuttavia, si fa davvero fatica a capire come abbiano fatto due giudici su tre a premiare Oral in quella serata ad Amburgo, dato che la sua boxe, rispetto a quella di Spada, parve decisamente scialba ed evanescente.

Paolo Vidoz vs Sinan Samil Sam (2008)

L’incontro fu poco entusiasmante e bisogna ammettere che il nostro Vidoz non si presentò al top della forma, ma la stragrande maggioranza degli osservatori neutrali che vi assistettero, dissero che l’italiano si fosse fatto preferire. L’ingiusta privazione di una meritata vittoria fu resa ulteriormente beffarda dal cambiamento del verdetto “a posteriori”. Inizialmente fu annunciato un pareggio, che avrebbe lasciato la cintura europea vacante; poi, quasi due settimane dopo, a Samil Sam venne conferita la vittoria perché il giudice francese Robin Dolpierre ammise di aver commesso un errore nella compilazione del suo cartellino.

Brunet Zamora vs Denis Shafikov 1 (2010)

Se Brunet Zamora fosse passato professionista qualche anno prima, probabilmente sarebbe riuscito a raggiungere vette davvero prestigiose. Il match che abbiamo inserito in questa lista ne è la dimostrazione: opposto al feroce demolitore russo, che per anni ha stazionato ai piani alti delle classifiche mondiali, “El Italian Salsero” mise in mostra classe e scelta di tempo da vero campione. In campo neutro sarebbe stato dichiarato vincitore, ma l’incontro si tenne a San Pietroburgo e i giudici non se la sentirono di andare oltre il pareggio.

Simona Galassi vs Mariana Juarez (2011)

Il match tra la nostra “Romagna Queen” e la “Barby” di Mexico City fu equilibrato e avvincente, con le due pugili che si alternarono al comando in un affascinante confronto di stili molto diversi. Personalmente ritengo che la maggiore precisione e la maggior pulizia tecnica di Simona meritassero di essere premiate, per quanto l’incontro si sia mantenuto sul filo del rasoio. Il fatto che i giudici si siano espressi all’unanimità per Juarez con due cartellini che le diedero addirittura quattro punti di vantaggio, lascia pensare che il risultato, salvo KO, fosse stato sostanzialmente già stabilito alla vigilia.

Devis Boschiero vs Takahiro Ao (2011)

Per l’enorme serietà, lo spirito di sacrificio e la professionalità con cui ha gestito l’intera carriera, Devis Boschiero avrebbe davvero meritato la gioia immensa di conquistare un Titolo Mondiale e il suo maestro Gino Freo avrebbe meritato di condividere quel trionfo. Lascia quindi doppiamente amareggiati il verdetto emesso dai giudici al termine della sfida di Tokyo del 2011 in cui il giapponese Ao si affidò per larghi tratti a un estenuante ostruzionismo mentre il nostro portacolori teneva costantemente l’iniziativa e metteva a segno i colpi migliori.

Giovanni De Carolis vs Vincent Feigenbutz 1 (2015)

La conquista del Titolo Mondiale WBA da parte di Giovanni De Carolis avvenne nel 2016, quando il pugile romano mise KO il tedesco Feigenbutz in maniera spettacolare, ma l’italiano avrebbe dovuto essere incoronato già l’anno precedente, quando diede una lezione di pugilato allo stesso avversario senza però riuscire a metterlo fuori combattimento. Atterrato nel primo round, Feigenbutz incassò molti più colpi di quanti ne mise a segno, ma fu inspiegabilmente dichiarato vincitore. Per fortuna l’immediata rivincita permise a Giovanni di rifarsi del torto subito di alzare al cielo l’ambita cintura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *