Rossetti batte ai punti Faraoni grazie a una performance superlativa

Resoconto dal vivo – Tribuna Stampa del PalaTiziano, Roma

Nel match valido per il vacante Titolo Italiano dei pesi medi andato in scena al PalaTiziano di Roma nella riunione 110 FPI – Roma Boxing Night, Giovanni “Nino” Rossetti si è imposto chiaramente ai punti su Francesco Faraoni grazie a una performance superlativa. I giudici hanno emesso il verdetto all’unanimità con i seguenti cartellini: 96 a 94, 97 a 93, 97 a 93. Per Rossetti si tratta della seconda conquista della cintura tricolore.

La prima ripresa è stata condotta da Rossetti con più personalità: stando ben piantato sulle gambe, il pugile di Taranto ha messo a segno tutti i colpi significativi del round mentre Faraoni ha tradito il suo nervosismo muovendosi freneticamente sulle gambe e subendo ben tre richiami verbali per colpi alla nuca.

“Nino” ha commesso l’errore di abbassare troppo i ritmi nella seconda ripresa, il che ha permesso a Faraoni di venire fuori dal suo guscio facendo vedere un bel jab sinistro, ma le cose sono cambiate nuovamente a partire dal terzo round, con Rossetti che ha preso saldamente in mano le redini del combattimento.

Avanzando a piccoli passi e tagliando sapientemente la strada al rivale, il pugile italocubano è passato in vantaggio e ha progressivamente ampliato il margine in suo favore gestendo i ritmi con maturità e intelligenza, senza mai strafare ma senza neppure consentire al rivale di far valere le sue qualità tecniche.

Faraoni è stato troppo sulla difensiva affinché i suoi colpi potessero avere effetti significativi. Essendo costantemente impegnato a indietreggiare, il pugile romano non riusciva a imprimere potenza nei suoi pugni che apparivano fiacchi e inconsistenti e non dissuadevano il rivale dal continuare a esercitare la sua pressione.

Di tanto in tanto Faraoni aveva qualche lodevole guizzo, come in chiusura di quarto round o nella prima metà del sesto, ma nel complesso la sua produzione offensiva è parsa troppo incostante e inefficace per contendere seriamente a Rossetti la maggior parte delle riprese.

Dopo la fine del settimo round la lettura dei cartellini parziali ha giustamente fotografato una situazione di vantaggio per il pugile di Taranto, che aveva cinque punti di margine secondo un giudice e tre punti secondo gli altri due. La consapevolezza di dover invertire la rotta ha dunque spinto Faraoni a un disperato cambio di strategia.

Nelle ultime tre riprese è stato quindi il pugile romano a venire avanti e a cercare di avviare gli scambi, ma tale metamorfosi non ha dato i frutti sperati a causa della stanchezza, che ha iniziato a farsi sentire e anche a causa del fatto che quello dell’attaccante non è un ruolo che si addice particolarmente al ragazzo.

Rossetti ha quindi avuto gioco abbastanza facile nel contenere le iniziative generose del rivale, permettendosi anche il lusso di concedere qualcosa allo spettacolo con qualche schivata millimetrica a mani basse.

Nessun dubbio alla fine dell’incontro sull’identità del vincitore, nonostante il gesto francamente un po’ assurdo di Faraoni che ha alzato il pugno in segno di vittoria dopo l’ultimo suono della campana. I giudici però non potevano dargli ragione ed infatti hanno premiato Giovanni Rossetti all’unanimità.

Troppo striminziti a mio parere gli scarti decretati dalla terna giudicante poiché la superiorità di “Nino” è stata piuttosto netta e meritava di essere riconosciuta con punteggi più realistici. Nondimeno, quel che conta è che la cintura di campione italiano sia stata assegnata a chi l’ha meritata.

Ora Rossetti può guardare al suo futuro con grande ottimismo e siamo certi che il suo maestro Aldo Quero continuerà a lavorare con lui in maniera indefessa per farlo progredire ulteriormente. Forse l’aspetto in cui il ragazzo può fare ancora un piccolo salto di qualità è quello della cattiveria agonistica: talvolta Nino dà la sensazione di non spingere fino in fondo, accontentandosi di fare ciò che basta anche quando potrebbe schiacciare con forza il piede sull’acceleratore. Ma anche questa è una dote che potrà acquisire col tempo.

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