Dieci giorni fa, durante la visione in diretta di Oleksandr Usyk vs Rico Verhoeven, alcuni spettatori hanno avuto la sensazione di essere in procinto di assistere a uno dei più clamorosi miracoli sportivi della storia. Poi Usyk ha rimesso ogni cosa al suo posto con il suo montante destro e la favola del kickboxer che sconfigge il campione del mondo di pugilato è sfumata alla fine dell’undicesimo round. In questo pezzo, torniamo con la memoria ad altri dieci miracoli sfiorati appartenenti alla storia dei pesi massimi.
Jack Dempsey vs Luis Angel Firpo
Quando l’argentino Firpo salì sul ring per sfidare Dempsey, la fama di distruttore implacabile del campione del mondo dei pesi massimi era già molto solida ed erano pochi quelli che immaginavano un cambio al vertice. Eppure, nel corso di uno dei primi round più violenti di sempre, Dempsey finì fuori dal ring e riuscì a tornarvi dopo diciassette secondi dalla caduta, con l’aiuto dei giornalisti seduti in prima fila. Un vero e proprio miracolo sfiorato, magistralmente raccontato nel bellissimo libro “Seconds Out” di Martín Kohan.
Joe Louis vs Billy Conn
L’elusività di Conn, salito dai mediomassimi per tentare il colpo grosso, mise in grossa difficoltà il Bombardiere Nero, che faticò a prendergli le misure. Ripresa dopo ripresa, lo sfidante riuscì a portarsi in vantaggio su due dei cartellini ufficiali, ma nel corso del tredicesimo round commisse il gravissimo errore di farsi prendere dall’entusiasmo e di scambiare a viso aperto con Louis che lo mise brutalmente KO. Celebri furono le parole pronunciate da Conn in seguito: “Che senso ha essere irlandese se non puoi essere testardo?”
Muhammad Ali vs Jimmy Young
A inizio carriera Young aveva subito diverse sconfitte contro avversari mediocri. Quando si presentò al cospetto di sua maestà Ali quindi, molti lo sottovalutarono, compreso il campione del mondo, che fece registrare il peso più alto in carriera fino a quel momento. Fu un grave errore, perché Young, dopo i primi anni di professionismo, era migliorato esponenzialmente e quella sera lo dimostrò rendendo la vita difficile al più grande peso massimo di sempre. Molti restano convinti ancora oggi che lo sfidante meritasse il verdetto, ma i giudici furono di diverso avviso.
Jerry Quarry vs Lorenzo Zanon
Occorre ammetterlo: nel 1977 Jerry Quarry aveva già intrapreso la parabola discendente e infatti di lì a poco avrebbe annunciato il ritiro. Ciononostante, se Lorenzo Zanon fosse riuscito a sconfiggerlo a Las Vegas, avrebbe realizzato un piccolo miracolo sportivo. L’italiano ci andò molto vicino: le cronache del tempo raccontano che Zanon vinse tutti i round fino all’ottavo sui cartellini ufficiali. Quando mancava poco al compimento della mastodontica impresa tuttavia, la sua fragilità lo tradì e Quarry riuscì a imporsi prima del limite nella nona delle dieci riprese previste.
Larry Holmes vs Renaldo Snipes
Tutti ricordano la miracolosa “resurrezione” di Larry Holmes contro Earnie Shavers; meno noto al grande pubblico è ciò che accadde due anni dopo, nel corso della difesa del titolo contro il poco quotato Renaldo Snipes. Lo sfidante atterrò Holmes con un micidiale destro alla mandibola e Larry, nel tentativo di rialzarsi, andò a schiantarsi contro l’angolo del ring. Oggi molti arbitri fermerebbero il match nel vedere una scena del genere, ma a Holmes fu data la chance di continuare e lui la sfruttò al meglio. Snipes fu fermato dal direttore di gara nell’undicesimo round.
Evander Holyfield vs Bert Cooper
Nel 1991 Holyfield avrebbe dovuto affrontare Mike Tyson, che però dovette rinunciare al match in virtù di un infortunio alle costole. Al suo posto fu scelto Francesco Damiani ma anche lui, a pochi giorni dall’incontro, dovette tirarsi indietro per via di un problema alla caviglia. Cooper fu dunque un sostituto dell’ultimo momento ed è probabile che il campione del mondo sia salito sul ring convinto di imporsi facilmente. E invece nel corso di un incredibile terzo round, Holyfield fu contato dall’arbitro e andò vicino a finire clamorosamente KO. The Real Deal comunque attraversò la tempesta e chiuse i giochi nella settima ripresa.
George Foreman vs Alex Stewart
Nel corso dei primi anni del suo ritorno sulle scene, George Foreman non venne preso molto sul serio dagli esperti, ma dopo la sua emozionante performance del 1991 contro Holyfield, nonostante la sconfitta, tutti dovettero ammettere di essersi sbagliati. Alex Stewart, già sconfitto tre volte prima del limite, sulla carta doveva essere una vittima sacrificale e i due atterramenti subiti nel secondo round parvero avvalorare questa previsione. “The Destroyer” tuttavia si rialzò e diede vita a un match cruento, deformando il volto di Foreman e venendo sconfitto ai punti con un verdetto che alcuni giudicarono controverso.
Oliver McCall vs Larry Holmes
Abbiamo già inserito Larry in questa lista nel ruolo di grande favorito; ora lo ricordiamo invece nelle vesti di outsider. Quando sfidò McCall per il titolo mondiale, Holmes aveva già 45 anni e per di più doveva vedersela con un pugile dalle mani pesantissime, che l’anno precedente aveva messo KO il grande Lennox Lewis. Eppure Holmes fece una bellissima figura, tanto che alla fine del nono round era in vantaggio su tutti e tre i cartellini ufficiali dei giudici. Purtroppo per lui però, la stanchezza lo assalì prepotentemente nei round finali e McCall riuscì a spuntarla di strettissima misura ai punti.
Samuel Peter vs Jameel McCline
“L’Incubo Nigeriano” Samuel Peter non ha mai brillato per tecnica ed eleganza, ma la sua potenza brutale era ben nota e le due vittorie consecutive su James Toney lasciavano pensare che il trentasettenne McCline, già sconfitto sette volte da professionista, non potesse costituire una minaccia. Il pugile statunitense andò molto vicino a lasciare il mondo sotto shock siglando un atterramento nel secondo round e altri due atterramenti nel terzo, ma non riuscì a chiudere i giochi e col passare dei minuti subì la rimonta di Peter venendo sconfitto ai punti.
Tyson Fury vs Francis Ngannou
Il campione del mondo in carica della WBC opposto a un esordiente totale, proveniente dalle arti marziali miste: in teoria, un assoluto mismatch, nella pratica un miracolo sfiorato. Fury, che si presentò sul ring in condizioni atletiche invereconde, assalì Ngannou cercando di metterlo rapidamente KO, ma nel terzo round incappò in un gancio poderoso che lo mise al tappeto. Il Gipsy King riuscì a riprendersi e a portare faticosamente a casa il risultato, ma la sua vittoria, peraltro non condivisa da tutti, fu infinitamente più difficile del previsto.
