Fundora demolisce in sei riprese un Thurman in fase calante

Sotto le luci della L’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, gli appassionati di boxe hanno potuto assistere ad un incrocio di stili tanto affascinante quanto insolito, quello tra il campione del mondo WBC dei pesi superwelter Sebastian Fundora (24-1-1, 16 KO) e Keith Thurman (31-2-0, 23 KO). Da una parte l’esperienza e il pedigree di un veterano come “One Time” Thurman, ex campione del mondo dei pesi welter, dall’altra l’enigma fisico rappresentato dalla “Torre Infernale”.

Il match ha visto Fundora offrire l’ennesima ottima prestazione e sfoderare tutte le sue notevoli armi per brutalizzare un Thurman mai così in difficoltà, tanto da costringere l’arbitro a fermare l’incontro e dichiarare Fundora vincitore per KO tecnico alla sesta ripresa.

Fundora è una sorta di “freak” della boxe. Nonostante i suoi quasi due metri d’altezza, snatura spesso l’enorme vantaggio in allungo per cercare la battaglia ravvicinata. Il suo stile si basa su un volume di colpi molto elevato, ottima potenza e precisione, un jab solido e montanti che partono da angolazioni inusuali, oltre ad una resistenza fisica che logora gli avversari round dopo round. È un pugile che accetta lo scambio, trasformando ogni match in una battaglia..

Il veterano Keith Thurman è stato per anni uno dei migliori welter a livello mondiale. Esplosività, ottimo footwork, velocità di esecuzione e rapidità sono stati per lungo tempo suoi marchi di fabbrica. Oggi, a 37 anni, i riflessi e l’esplosività che ne caratterizzavano lo stile sono venuti meno, e One Time ha dovuto fare i conti con l’orologio biologico e tutto ciò che ne consegue. Il ventottenne Fundora non gli ha lasciato scampo, soffocandolo con la sua boxe di pressione e ritmo, togliendogli respiro, energie e conseguentemente lucidità e sommergendolo sotto una mole di colpi durissimi.

Come era prevedibile a spingere sull’acceleratore è stato Fundora, che ha da subito preso il centro del ring. Keith, da par suo, ha fatto ciò che di più saggio avrebbe potuto: muoversi per il quadrato, evitando il corpo a corpo contro un avversario in forze, più vigoroso e dirompente, e cercare il varco per far valere la potenza dei suoi colpi.

Non appena suona la campanella, ecco andare a segno il pesante diretto sinistro di Fundora. Thurman è parso assorbirlo bene ma non è certo stato un bel modo per “inaugurare” l’incontro.

Col jab in allungo Sebastian è sempre pericoloso e Thurman si è trovato a muoversi costantemente per il perimetro del ring in attesa di trovare qualche combinazione, solitamente diretto al corpo gancio al volto. Ma è stato da subito evidente il timore di One Time di vedere l’altissimo rivale accorciare.

Nuovamente, nel secondo round, Fundora è andato a segno subito, questa volta col gancio sinistro. Thurman ha continuato a muoversi in circolo evitando i colpi di Sebastian e provando qualche sortita improvvisa, finendo però per incappare spesso nel gancio sinistro del campione in carica.

Il jab sinistro di Fundora è un’arma di ottimo livello visto l’allungo del pugile di West Palm Beach: scagliato da un’altezza vertiginosa, rapido, consente a Sebastian di settare i momenti del match sulle frequenze a lui più congeniale, sia che voglia lavorare dalla distanza sia che decida di accorciare. Thurman ha tentato delle accelerazioni improvvise per sorprendere il rivale ma è risultata evidente la difficoltà nell’accorciare la distanza. Troppo estemporanee le azioni di Keith, troppo macchinose e poco rapide per sorprendere il rivale. Fundora sul ring è apparso tranquillo e padrone della situazione. L’arma migliore di Sebastian rimane il montante, scagliato per altro sia dalla corta che da una distanza non certo ravvicinata.

Nella quarta ripresa Fundora ha cominciato a spingere maggiormente, trovando nuovamente il gancio sinistro. Keith da par suo è riuscito a mettere a segno sporadicamente qualche colpo, soprattutto il gancio sinistro al volto e al corpo, peraltro rischiando di accorciare troppo e finendo per risultare il bersaglio del montante di Fundora. Finalmente alla quinta ripresa Thurman ha trovato una bella combinazione di tre colpi al corpo e al volto ma non è riuscito a dare continuità.

Da questo momento il match si è acceso e Fundora ha cominciato a portare ogni sorta di colpo del suo vasto arsenale, la maggior parte dei quali a segno. I ganci di Sebastian sono pericolosissimi perché scagliati da una distanza non certo ravvicinata, avendo una “gittata” davvero notevole. Proprio uno di questi ha provocato una brutta ferita sotto l’occhio sinistro di Thurman.

La precisione dei colpi della Torre infernale è notevole: il ventottenne è abile a trovare bersaglio e col passare dei secondi il viso di Thurman è divenuto una maschera di sangue.

Nel sesto round, Fundora si è fatto ancora più aggressivo e ha cominciato a colpire il vecchio campione con ogni colpo possibile, diretti, montanti, ganci, dalla corta e dalla lunga. Dopo aver chiesto a Keith di mostrarsi attivo e “presente” (“Keith, show me something”) l’arbitro ha deciso di fermare l’incontro per evitare una punizione troppo dura per un Thurman ormai inerme, in balia dei fendenti di Sebastian e senza più nulla da dare al match.

Fundora si è così confermato campione del mondo WBC dei superwelter, dimostrando nuovamente di avere armi davvero importanti nel suo arsenale. Thurman non ha potuto niente contro un rivale molto più giovane e vigoroso.

Rimaniamo in attesa di vedere Sebastian impegnato in match ben più consistenti, contro rivali più quotati. La categoria dei superwelter gode di uno stato di salute incredibile al momento e sarebbe un peccato non vedere “The Towering Inferno” impegnato contro gli altri detentori di cinture mondiali.

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