Impresa pazzesca di Josh Kelly contro “l’uomo nero” Murtazaliev

In pochi avrebbero scommesso su di una sua impresa contro un avversario considerato tra i più “pericolosi” della scena pugilistica mondiale. Ciononostante, Josh Kelly (18-1-1, 9 KO) è riuscito a sovvertire il pronostico e a far sua la cintura di campione del mondo dei pesi superwelter IBF sconfiggendo per majority decision il russo Bakhram Murtazaliev (23-1-0, 17 KO), al termine delle 12 riprese, con i seguenti cartellini: 113-113, 115-111 e 114-113.

Il russo Bakhram Murtazaliev era una sorta di Boogeyman, “l’uomo nero” usato per spaventare i bambini, del mondo pugilistico. Era inattivo da più 15 mesi, e non certo per infortunio o per scarsa propensione al combattimento: semplicemente il russo fatica a trovare avversari che abbiano voglia di cimentarsi con i suoi colpi, un po’ come accadeva qualche anno fa con Artur Beterbiev, con cui condivide nazionalità, aspetto poco rassicurante, sguardo truce, pugni pesanti e di contraltare modi pacati e poco appariscenti. 33enne di Grozny è salito agli onori della cronaca nel 2024 per aver letteralmente martoriato il quotato (per lo meno all’epoca) pugile australiano Tim Tszyu, salvato solo dal lancio dell’asciugamani da parte del suo angolo.

Josh Kelly, 31enne inglese di Sunderland, era uno dei prospect più promettenti del panorama internazionale qualche anno fa. Dotato di riflessi fulminei e di grande velocità di braccia, si impose per l’atteggiamento spregiudicato sul ring, spesso combattendo a braccia basse. Venne poi parzialmente ridimensionato quando si trovò ad aver a che fare con un pugile coriaceo come David Avanesyan, che lo mise KO in sei round. Lì cominciò la nuova carriera di Josh, che da allora ha inanellato una serie di sette vittorie, fino a guadagnare una chance titolata.

Nella cornice della Newcastle Arena i due hanno dato vita ad un incontro vibrante, fatto di stili agli antipodi. Al suono della campanella, come da copione, Kelly ha cominciato a muoversi rapidamente lungo le corde, in contrasto con l’incedere aggressivo del rivale. Ha messo da subito in mostra una rapidità di braccia e tronco impressionante, risultando tanto reattivo da ingannare l’occhio mentre portava colpi di rimessa. L’elusività di Kelly è spiccata oltre che ben calcolata, specie rispetto a quella messa in mostra in giovane età, in cui risultava alle volte eccessiva e poco proficua.

L’inglese ha chiarito da subito di essere un pugile ben più maturo rispetto al passato, e Murtazaliev ha faticato moltissimo ad inquadrarlo. Oltre alla già nota capacità di schivare, il beniamino di casa ha fatto vedere degli ottimi colpi di rimessa, in particolar modo il gancio sinistro ed il diretto destro.

Nel tentativo di fiaccarne le resistenze, Murtazaliev ha provato a lavorare al corpo, ma i risultati sono stati disattesi. Josh è stato abile ad ammortizzarne l’efficacia, deviando e smorzando spesso i colpi, o addirittura schivandoli. Da par suo Josh ha portato colpi saettanti, come lo splendido jab che ha messo brevemente al tappeto nella 4a ripresa un Murtazaliev sbilanciato ed in equilibrio precario. Il russo si è rialzato praticamente all’istante, ma l’impressione è stata quella di un pugile sorpreso dalla qualità del rivale.

I due hanno messo in mostra jab di alto livello: più veloce quello di Kelly, più solido quello di Murtazaliev. A far la differenza è stata da subito la velocità impressionante dell’inglese, oggi ben più che un mero sfoggio tecnico, bensì un’arma volta ad avvantaggiarlo nello scambio.

Il gancio sinistro di prima intenzione ha sorpreso più volte Bakhram, frustrato nelle azioni dall’elusività e, all’occorrenza, dall’ostruzionismo di Josh, abile a legare al primo cenno di pericolo. I segni evidenti sul volto del russo in contrasto con un Kelly quasi “immacolato” hanno dato a tutti le dimensioni delle difficoltà di Murtazaliev, incapace di tagliare il ring in modo efficace. Kelly non solo ha messo in mostra un eccellente footwork, ma ha anche sciorinato tutto il suo repertorio di schivate, mandando costantemente a farfalle il temibile gancio sinistro del rivale. La sicurezza con cui si è mosso sul ring, ai limiti della spavalderia, lo ha portato in varie fasi ad abbassare completamente le braccia, per altro senza incorrere in particolari pericoli, ed anzi, riuscendo a colpire il russo a proprio piacimento col gancio sinistro. E così, nell’8a ripresa, l’inglese si è concesso il “lusso” di centrare Murtazaliev prima con un bel diretto destro, quindi con una magnifica combinazione gancio destro, montante sinistro al corpo e gancio sinistro in chiusura, eseguita a gran velocità.

Quando ormai il match sembrava scivolare via nella sua inerzia, ecco Murtazaliev trovare nel nono round uno splendido gancio sinistro alla tempia che ha messo momentaneamente Kelly al tappeto. L’inglese, saggiamente, ha atteso qualche secondo prima di rialzarsi e, per evitare ulteriori problemi, ha legato, impedendo a Murtazaliev di scatenare le sue leve. Josh ha dovuto incassare anche un gran destro che lo ha visibilmente sbilanciato, senza tuttavia provocare troppi danni, ben ammortizzato dal movimento in arretramento.

Dopo il minuto di riposo, Josh si è ripresentato sul ring rinfrancato, proseguendo col suo piano d’azione fatto di elusività ed ostruzionismo. Nonostante l’assalto degli ultimi round, i colpi di Murtazaliev non sono sembrati efficaci, perché poco precisi o smorzati dall’ottimo lavoro di Kelly. L’inglese non è apparso nemmeno troppo stanco nonostante il movimento continuo ed anzi, ha sfidato il rivale a colpirlo abbassando nuovamente le braccia, colpendolo a sua volta da angolazioni inusuali.

Al termine delle dodici riprese, non c’era dubbio alcuno su chi dei due avesse meritato la vittoria. Josh Kelly ha combattuto un match strepitoso, con intelligenza, fisicità, arrivando finalmente ad utilizzare quelle armi, per cui era divenuto già noto in giovane età, in modo maturo ed incredibilmente efficace, specie contro un avversario tanto temuto, spauracchio di un’intera divisione. Brutta battuta d’arresto per Murtazaliev, letteralmente imbrigliato dal footwork e dalla velocità del rivale e incapace di trovare una soluzione al rebus Josh Kelly.

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