Claressa Shields è imbattibile: dominio totale su Crews-Dezurn

Ancora una volta Claressa Shields ha vinto senza appello. Il match contro Franchon Crews-Dezurn, reso particolarmente sentito dalla rissa scoppiata durante le operazioni di peso, si è rivelato a senso unico. La campionessa unificata dei pesi massimi femminili ha infatti dominato tutte e dieci le riprese disputate alla Little Ceasars Arena di Detroit, imponendosi ai punti con un triplice 100 a 90 decretato dai giudici.

Crews-Dezurn nei giorni scorsi aveva esibito un cappellino recante la scritta “WAR”, uguale a quello indossato da Marvin Hagler prima della sua storica vittoria su Thomas Hearns, quasi a voler segnalare le sue intenzioni battagliere. Ed effettivamente la pugile americana si è resa protagonista sul ring di un approccio iniziale estremamente aggressivo, ma quanto è accaduto nei primi secondi del primo round dimostra che le buone intenzioni, nella boxe come nella vita, talvolta non sono sufficienti.

La sfidante si è avventata su Shields chiudendola all’angolo e cercando di esplodere colpi pesanti, ma la sua avversaria non si è minimamente scomposta, ha schivato agevolmente la raffica di fendenti e ha reagito con tempismo eccellente e precisione chirurgica.

La campionessa del mondo, protagonista di un superbo finale di primo round, ha messo in evidenza una velocità di esecuzione abissalmente superiore a quella della sua avversaria, anticipandola costantemente e piazzando combinazioni tre o quattro colpi nel tempo che Crews-Dezurn impiegava a caricarne uno.

La sfidante ha dato l’illusoria sensazione di poter rientrare in partita nel corso del terzo round, ma nel finale di ripresa Shields si è letteralmente scatenata, dando vita a scambi furibondi da vicino da cui è uscita vincitrice senza riportare alcun danno.

Un po’ alla volta Crews-Dezurn, per forza di cose, ha dovuto riporre nel cassetto i suoi propositi guerrafondai e ha iniziato ad arretrare, completamente priva di soluzioni per contrastare il talento della rivale. La sfidante ha dato anche la sensazione di non avere risorse atletiche sufficienti per reggere i ritmi imposti da Shields, tanto che nelle fasi centrali del match respirava già con affanno e con la bocca aperta.

Il sesto round è stato il più squilibrato dell’intera sfida. La campionessa ha sfoderato gli artigli, rendendo onore al suo soprannome di “T-Rex”, e ha inflitto alla sua avversaria una punizione pesantissima, tanto da lasciar pensare che l’incontro potesse concludersi prima del limite.

In verità, dopo aver maramaldeggiato sulla rivale nel corso di quei due minuti infuocati, Shields ha abbassato i ritmi e nei round successivi si è accontentata di tenere saldamente tra le mani le redini del match, senza affannarsi alla ricerca del KO.

Crews-Dezurn ha trovato la forza di imbastire una reazione d’orgoglio soltanto nel decimo e ultimo round, quando per due volte ha schiacciato l’avversaria contro le corde mettendo a segno alcuni colpi che però, in virtù della distanza troppo ravvicinata, non sono parsi particolarmente efficaci. Non appena è riuscita a liberarsi, riguadagnando il centro del ring, Shields le ha restituito il favore con gli interessi, chiudendo il match con la stessa intensità con cui l’aveva iniziato.

Bella l’immagine dell’abbraccio tra le due pugili dopo il suono della campana finale, soprattutto tenendo conto delle brutte scene verificatesi alla cerimonia del peso, le cui ripercussioni avrebbero addirittura potuto far saltare l’incontro. Crews-Dezurn si è era infatti procurata un leggero infortunio alla caviglia nel parapiglia scoppiato dietro le quinte.

Appare ormai sempre più evidente che Claressa Shields non abbia rivali sulla scena internazionale contemporanea. La pugile americana ha battuto nettamente tutte le avversarie che le sono state messe davanti e ormai chi ne gestisce la carriera non sa più che pesci prendere per allestire un contest il cui risultato non appaia scontatissimo alla vigilia.

Difficile fare paragoni intergenerazionali. Impossibile dire con certezza chi avrebbe vinto in una sfida tra Claressa e Laila Ali, prese entrambe al picco delle rispettive carriere. L’opinione di chi vi scrive tuttavia è che Shields, per quanto fatto tra dilettantismo e professionismo, meriti pienamente l’appellativo di GWOAT (Greatest Woman Of All Time) con cui da tempo si presenta al pubblico.

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