Fight of the week: Mario Barrios vs Ryan Garcia

Questo sabato, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, Mario “El Azteca” Barrios (29-2-2, 18 KO) cercherà di difendere la sua cintura WBC dei pesi welter dall’assalto dello sfidante Ryan “King Ry” Garcia (24-2-0, 20 KO). La riunione, denominata “The Ring: High Stakes” sarà trasmessa in pay-per-view su DAZN con collegamento a partire dalle ore 23:45 italiane.

Mario Barrios: pochi picchi ma tanta costanza

Non è un caso che Joe Goossen, allenatore di Barrios, abbia detto che l’elemento chiave nel determinare le dinamiche di questo match e il suo risultato sarà la capacità di conservare la stessa efficacia nell’arco delle dodici riprese previste. Se c’è infatti una qualità che contraddistingue l’attuale campione del mondo è proprio la costanza: pur non eccellendo in specifici reparti del pugilato, Barrios ha messo in mostra fino a oggi concentrazione, affidabilità e grande diligenza nel seguire il suo game plan.

In occasione del suo ultimo combattimento contro il leggendario ma ormai anziano Manny Pacquiao, il contrasto tra le sfuriate impressionanti ma sporadiche del filippino e il lavoro meno appariscente ma sistematico di Barrios è stato particolarmente lampante. Pac Man ha ottenuto la maggior parte degli applausi, ma il campione, azionando metodicamente il suo jab e vincendo gli ultimi tre round su tutti i cartellini, ha meritato pienamente di conservare la cintura.

Ryan Garcia: un pugile da cui non sai cosa aspettarti

Se il rendimento di Barrios può essere visto come una funzione costante, quello di Ryan Garcia tende invece a oscillare come un vagone delle montagne russe. King Ry ci ha abituato a colpi d’alta classe e KO sensazionali, ma anche a prestazioni soporifere ed errori grossolani.

La duplice natura del pugile californiano è emersa in maniera lampante nei suoi ultimi due incontri. Contro Devin Haney, in un match reso assai controverso dal mancato rispetto del limite di peso pattuito e dalla positività all’ostarina, Garcia ha sfoderato colpi letali, annullando in quattro e quattr’otto il vantaggio accumulato dal talentuoso rivale e portandolo poi più volte sull’orlo della capitolazione. Contro Rolando Romero invece, King Ry è sembrato un fantasma, timoroso e inconcludente. I suoi tifosi parlano di serata storta, i suoi detrattori di conseguenza del mancato doping. Qual è dunque il vero Garcia?

Cosa succederà? La previsione di Boxe Punch

Indipendentemente da quale versione dello sfidante salirà sul ring sabato notte, c’è un aspetto che accomuna un po’ tutti i match di Garcia e che può quindi essere considerato un suo tratto distintivo: Ryan non è in grado di esprimersi al meglio quando i ritmi sono bassi.

Per affermarlo non occorre necessariamente basarsi sull’invereconda performance offerta contro Romero. Sono numerosi infatti i match di Garcia in cui abbiamo potuto notare con chiarezza che il suo timing, il suo footwork, il suo senso della distanza e il suo jab non sono abbastanza efficaci per permettergli di assumere il controllo senza premere con forza il piede sul pedale dell’acceleratore.

Particolarmente emblematico fu a questo proposito la sua sconfitta contro Gervonta Davis. Dopo essersi scoperto in maniera improvvida nel secondo round, venendo punito con un atterramento, Garcia assunse un atteggiamento prudente e cercò di boxare in maniera ragionata, ma pur disponendo di un chiaro vantaggio in altezza e in allungo scivolò indietro nel punteggio.

Ciò è particolarmente indicativo, perché Davis è a sua volta un pugile che tende a regalare punti ai suoi avversari quando combatte sotto-ritmo. Contro Ryan invece, controllava la situazione senza sforzo, mostrandosi nettamente superiore nel timing e nella ring generalship.

Tali riflessioni mi spingono a pensare che in un match di fioretto, combattuto dalla lunga distanza, basato sul dentro fuori e sull’uso prevalente del jab sinistro, Barrios abbia molte più probabilità di Garcia di ritrovarsi al comando.

El Azteca è un pugile molto migliore di Romero sul piano squisitamente tecnico, motivo per cui, per batterlo, Garcia dovrà fargli sentire i suoi colpi, trascinarlo nella bagarre, possibilmente scuoterlo o atterrarlo. Gli serviranno dunque determinazione e cattiveria agonistica, ma gli servirà anche la potenza dei suoi giorni migliori.

Joe Goossen, che lo conosce assai bene, ha espresso dubbi sul fatto che l’efficacia dei colpi di Garcia sia rimasta invariata salendo di peso e potrebbe non avere torto. Barrios oltretutto si è stabilito nei welter da più di quattro anni, adattando al meglio il suo fisico alla categoria e abituandolo ad assorbire i colpi degli esponenti delle 147 libbre. Non è un pugile inscalfibile, ma non è neppure fragile al punto da farsi sradicare al primo soffio di vento.

A differenza di quanto è avvenuto lo scorso maggio contro Romero, Garcia molto probabilmente non sarà timoroso e titubante nel prendere l’iniziativa, poiché Barrios non dispone di potenza folgorante. D’altro canto, a differenza di ciò che accadde tra Garcia e Haney, l’attuale campione non si lascerà trascinare in errore dalla voglia di strafare, lasciando varchi invitanti.

Personalmente mi aspetto di vedere un match controllato e gestito da Mario Barrios nelle sue fasi “tranquille”, inframezzato da improvvise fasi caotiche da cui Garcia potrebbe trarre vantaggio. Penso che El Azteca abbia maturato sufficiente esperienza per venir fuori dai momenti difficili e che, aiutato dai consigli di Goossen, si porterà a casa un numero sufficiente di round per conservare il titolo.

Prevedo quindi una vittoria ai punti di stretta misura di Mario Barrios.

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