La competenza, l’esperienza e l’amore per la boxe di un ex pugile di talento; l’intuito, l’empatia e l’entusiasmo contagioso di una donna dal cuore grande; l’encomiabile determinazione di una figlia nel portare avanti la creatura sognata, fondata e plasmata dai suoi genitori. Questi sono soltanto alcuni degli ingredienti che hanno permesso al Team Olympia Boxe Carpi di affermarsi, nell’arco di ben tre decenni, come un punto di riferimento importantissimo per il territorio, tanto sul piano sportivo quanto su quello sociale.
Quelli appena menzionati sono però gli ingredienti più importanti, perché senza l’energia, il coraggio e i valori umani della famiglia Manfredini-Malagoli nulla di quanto è accaduto a Carpi, in via Costa, sarebbe stato possibile. E domani non ci sarebbe una grande festa per celebrare i 30 anni di un progetto che, contro ogni difficoltà, continua caparbiamente a prosperare.
Pugni, cadute e riscosse di Antonio Manfredini sul quadrato
La storia del Team Olympia affonda le sue radici nel percorso pugilistico del maestro benemerito Antonio Manfredini, che ha appreso i segreti della Nobile Arte sperimentandone la durezza e la magia in prima persona, nell’arco di una carriera durata quindici anni.
Chi ebbe la fortuna di vedere alcuni dei suoi combattimenti in canotta ricorda perfettamente la sua classe e la sua perizia tecnica, doti che gli permisero di erigere una bacheca ricca di premi e riconoscimenti. Tra questi, una medaglia d’oro e tre medaglie d’argento ai Campionati Italiani Assoluti, svariate medaglie conquistate in tornei internazionali di primo piano con la maglia della Nazionale e una qualificazione olimpica ottenuta e poi sfumata a causa delle dinamiche politiche che caratterizzarono i Giochi di Los Angeles 1984.
Passato professionista nel 1986, Antonio disputò 14 incontri a torso nudo, vincendone 10. Nonostante una potenza pura non trascendentale e una propensione a ferirsi che ostacolavano le sue ambizioni nel difficile mondo della boxe pro, riuscì a conquistare per ben due volte il Titolo Italiano dei pesi cruiser, la prima volta a Guastalla, contro Gennaro Mauriello, e la seconda a Montecalvo, contro Francesco Terlizzi.
1996: l’anno del nuovo inizio
Una volta appesi i guantoni al chiodo, Manfredini, su proposta dello storico manager emiliano Sergio Cavallari, decise di vestire i panni dell’allenatore ed evidenziò immediatamente la sua dimestichezza con il nuovo ruolo guidando il pugile professionista Marco Guidelli nella sua difesa vittoriosa del Titolo Italiano dei pesi cruiser ad Ascoli Piceno contro Fernando Aiello.
Fu però sua moglie Luisa Malagoli ad avere l’intuizione cruciale di suggerirgli di fondare una sua palestra piuttosto che appoggiarsi ad altre realtà. Luisa aveva compreso che il territorio aveva bisogno di un luogo di aggregazione, di formazione umana ancor prima che pugilistica, dove uomini e donne di tutte le età potessero mettersi in gioco, migliorarsi e apprendere i valori fondanti della Nobile Arte.
Nel 1996 fu dunque poggiata la prima pietra di un edificio che ancora oggi, nonostante i segni del tempo, si erge solido e incrollabile nella città di Carpi, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di entrare a far parte di una famiglia che all’insegnamento delle combinazioni, delle schivate e del dentro-fuori, affianca quello del rispetto reciproco, della perseveranza e della fiducia in se stessi.
Il binomio tra le caratteristiche di Antonio e Luisa, diverse ma complementari, fu il motore propulsivo che permise alla Boxe Carpi, divenuta in seguito Team Olympia Boxe Carpi, di spiccare il volo. Un motore che non si è spento neppure in seguito alla prematura scomparsa di Luisa Malagoli, prima Presidente della società e sua colonna portante. A dare continuità al progetto ci ha pensato, in perfetta sinergia con una squadra affiatata di tecnici e dirigenti, Giada Manfredini, figlia di Antonio e Luisa, che assumendo il ruolo di Presidente nel 2018 ha fatto in modo che i valori incarnati in vita da sua madre restassero indissolubilmente legati alla palestra.
Una storia di successo
Stando alle adesioni raccolte, al Circolo Graziosi di Carpi ci si attende una partecipazione massiccia. Tecnici, pugili, amatori e amici di oggi e di ieri verranno a dare il loro omaggio alla palestra in cui, a vario titolo, hanno speso parte del loro tempo. Lo faranno principalmente per gratitudine, consapevoli che ciò che hanno ricevuto tra quei sacchi appesi in fila e tra quei poster raffiguranti campioni del tempo che fu, ha un valore inestimabile.
La folla imponente che stringerà nel suo abbraccio il maestro Manfredini, sua figlia Giada e i loro attuali collaboratori racconta il successo del Team Olympia ancor più dei risultati sportivi di rilievo, che pure ci sono stati e che verranno raccontati e premiati nel corso della serata.
Quella della società carpigiana è una storia vincente, non soltanto per la formazione tecnica, fisica e mentale di pugili capaci di rendersi onore nelle competizioni organizzate dalla Federazione Pugilistica Italiana, ma soprattutto per aver accolto, nell’arco di trent’anni, chiunque avesse bisogno di una guida, di una speranza, di un luogo di evasione dalle difficoltà e di ripartenza verso nuovi traguardi e obiettivi. In una parola, di una famiglia.
Domani, al circolo Graziosi, ci saremo anche noi, Mario Salomone e Vitalba Tanzarella, fondatori di Boxe Punch ed entrati a far parte in tempi recenti del magico mondo creato nel lontano 1996 da Antonio Manfredini e Luisa Malagoli. Ci saremo perché, pur essendo tra gli ultimi arrivati, ci sentiamo già protetti da mura amiche ogni volta che mettiamo piede in palestra, certi di esserci imbattuti in persone speciali, che non lasciano indietro nessuno e che continueranno a rendere onore al Pugilato, quello con la P maiuscola, per molti anni ancora.
