È stata la più classica delle vittorie in rimonta quella che ieri sera ha permesso a Vincenzo La Femina di avere la meglio su un generoso Simone Rao e di portarsi a casa il Titolo International Silver WBC dei pesi piuma. Nel main event della riunione organizzata dalla Opi Since 82 a Nocera Inferiore, l’idolo di casa si è imposto per KO all’ottavo round, rimettendosi in carreggiata dopo i passi falsi degli scorsi anni e dimostrando di poter ancora recitare un ruolo da protagonista nel pugilato professionistico.
L’illusione di essere di fronte a un match tattico, combattuto in punta di fioretto, è durata appena due minuti. Poi la fase di studio, in cui La Femina avanzava a piccoli passi e Rao gli si muoveva attorno misurando la distanza col suo jab, è terminata. Poi i due pugili hanno indossato l’elmo di guerra.
Nella prima fase dell’incontro, ad avvantaggiarsi dello scontro a viso aperto è stato Simone Rao, che agendo da outfighter, utilizzando magistralmente il jab sinistro e facendo partire i suoi colpi d’incontro con tempismo perfetto ogni volta che il rivale entrava nel suo raggio d’azione, si è fatto nettamente preferire.
Per tre riprese La Femina ha “sparato a salve”: i suoi colpi si infrangevano prevalentemente sulla guardia dell’avversario e la sua difesa, un po’ troppo spavalda, veniva regolarmente perforata. Nel corso del secondo round il pugile campano ha dato persino l’impressione di traballare, seppur per una frazione di secondo, dopo aver incassato un violento gancio sinistro.
La Femina però, nonostante le difficoltà iniziali, non ha mai smesso di avanzare caparbiamente, consapevole che la sua pressione asfissiante, alla lunga, avrebbe portato il rivale a perdere brillantezza e lucidità, il che è puntualmente avvenuto.
La svolta ha iniziato a maturare nel corso del quarto round, molto più equilibrato dei precedenti. Rao ha dato la sensazione di aver perso per strada un po’ di reattività e di precisione, anche grazie al movimento del tronco e alle finte del suo dirimpettaio, abile nel correggere la postura troppo frontale esibita in apertura di combattimento.
Quando la velocità di esecuzione del pugile toscano è calata ulteriormente, La Femina ne ha approfittato per scatenarsi, dando vita a un quinto e a un sesto round durissimi e capovolgendo completamente la situazione psicologica dell’incontro.
La progressiva opera di demolizione portata avanti dal 31enne nato a Scafati ha reso sempre più pesanti le gambe di Rao, che difatti in più di una circostanza si è ritrovato al tappeto dopo scambi ravvicinati pur senza essere colpito, sintomo di una stabilità non più ottimale.
Commovente è stata la reazione del pugile toscano nel finale del settimo round. Consapevole di non avere più le energie necessarie per muoversi vorticosamente lungo le corde, Rao si è infatti fermato a scambiare furiosamente a centro ring, dando vita, insieme al suo avversario, a una fase di puro furore agonistico che ha entusiasmato gli spettatori del Palacoscioni.
Si è trattato però del classico “canto del cigno”. In apertura di ottava ripresa Rao, nel tentativo di riprendere la battaglia ravvicinata, è incappato infatti in un preciso gancio sinistro alla punta del mento che lo ha fatto crollare al tappeto.
La Femina si è avventato su di lui subito dopo la fine del conteggio e nel giro di poco tempo ha chiuso la contesa per KO poiché Rao, dopo essere finito giù per la seconda volta, ha scosso la testa e non ha più provato a rialzarsi. L’atleta toscano aveva evidentemente compreso di non avere più le forze necessarie per opporsi agli assalti del rivale.
Una vittoria lodevolissima quella del pugile di casa, soprattutto perché ottenuta capovolgendo le sorti di un match che si stava mettendo male in avvio. La Femina ha messo in mostra il consueto carattere indomito ma è stato anche abile ad apportare piccoli accorgimenti tattici che col passare dei round hanno reso la sua azione più efficace e meno prevedibile, permettendogli di assumere il comando.
Rao tornerà a casa deluso per il risultato, ma a nostro avviso dovrebbe essere comunque orgoglioso per avere mostrato sprazzi di grande boxe. La sua performance nei primi tre round è stata infatti eccezionale e se madre natura gli avesse donato un pizzico di potenza in più, utile a dissuadere l’avversario e a renderlo meno arrembante nel suo pressing forsennato, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Tuttavia, come dice il proverbio, “con i se e con i ma, la storia non si fa”. Vincenzo La Femina ha conquistato questo titolo con pieno merito e siamo certi che la Opi Since 82 riuscirà a garantirgli molto presto una nuova opportunità di prestigio in campo internazionale.
