Resoconto dall’Allianz Cloud – Milano
Co-main event della serata TAF 12, The Art of Fighting, all’Allianz Cloud di Milano: Christian Mazzon (15-5-0) e Francesco Faraoni (8-1-0) hanno dato vita ad un match incerto e intenso per la conquista del titolo italiano dei pesi medi. A spuntarla è stato Mazzon al termine delle dieci riprese per Split Decision, con i seguenti cartellini: 95-94 per Faraoni, 96-93 e 96-94 per Mazzon.
Christian ha avuto il merito di portare sul ring una boxe d’attacco, fatta di strappi, con buona scelta di tempo e varietà di colpi, su tutti gancio sinistro e diretto destro.
Al gong della prima campanella, durante la fase iniziale di studio, è stato Faraoni a venire avanti con Mazzon a muoversi lungo le corde. Ma ben presto l’inerzia del del match è cambiata e Christian ha preso ad avanzare per cercare di accorciare la lunga distanza, favorevole a Faraoni, più alto e a suo agio nell’uso dei diretti.
Mazzon ha messo da subito in mostra notevole velocità di braccia e grande aggressività. Costantemente all’attacco, il milanese, beniamino del pubblico di casa, è risultato ben più efficace con i ganci dalla corta. Il diretto destro è di qualità, ma usato con più parsimonia. Proprio da un’iniziativa dalla corta distanza è scaturito il knock down: bella schivata di Mazzon sul gancio sinistro di Faraoni e rientro col gancio destro. Francesco è così finito al tappeto. Il romano si è rialzato subito, ma ha potuto beneficiare del gong di fine round e quindi del minuto di recupero per recuperare energie e rimettere in sesto le idee.
Mazzon si è quindi fatto ancor più aggressivo, nel tentativo di sfruttare il vantaggio acquisito, perdendo però un po’ in precisione e lucidità. Un eccesso di foga che ha finito col passare dei round per togliergli energie e brillantezza.
Faraoni, dal canto suo, è riuscito pian piano a rimettersi in carreggiata, sfruttando le sue leve più lunghe per tenere il rivale a distanza di sicurezza. Nella quarta ripresa ha messo a segno una buona serie di colpi diretti, mettendo in difficoltà Christian, che ha faticato ad accorciare, forse anche per la volontà di rifiatare.
Nella quinta ripresa Francesco ha proseguito a gestire dalla lunga con i diretti, ma un bel gancio sinistro di Mazzon e in seguito un potente diretto destro hanno scosso Faraoni, in evidente difficoltà.
Sugli sviluppi Mazzon si è lanciato in avanti ma è mancata precisione. Nuovamente nel round successivo due destri del milanese hanno centrato Faraoni, ma Christian si è fatto nuovamente prendere dalla frenesia di chiudere l’incontro, rendendo di fatto i suoi gesti troppo ampi e prevedibili.
In questa fase Faraoni ha faticato a contenere l’esuberanza fisica di Mazzon e ha dovuto aspettare un calo del rivale per rifiatare.
Nell’ottava Christian è apparso meno lucido e più stanco e Faraoni ne ha approfittato per muoversi e colpire coi diretti.
Un bel uno due jab diretto di Mazzon ha aperto il nono round ma Faraoni ha tenuto bene i colpi. La stanchezza ha fatto capolino e Mazzon ha dovuto abbassare i ritmi per lo sforzo profuso nei round precedenti. Ad avvantaggiarsene è stato Faraoni che, ad un ritmo più compassato, ha potuto gestire la distanza coi diretti.
Nell’ultimo round i due hanno concretizzato poco a causa della stanchezza.
Il verdetto ha premiato, a giudizio di chi scrive giustamente, Christian Mazzon che, seppur a ondate, ha messo in mostra ottimi colpi e buona rapidità ed esplosività. Un pizzico di lucidità in più nei momenti salienti gli avrebbe consentito di gestire al meglio le fasi clou e di mantenere un ritmo più costante nell’arco del match. Faraoni ha messo in mostra ottimi colpi diretti ma ha faticato a contenere Mazzon nelle fasi più concitate, pagando dazio quando il rivale accelerava ed entrava con maggior convinzione.
Qui di seguito un breve riassunto del sotto-clou della serata.
Il superwelter Paolo Bologna (13-0-2) ha avuto la meglio su Nicholas Esposito (20-2-0) vincendo per decisione unanime sulle otto riprese. I due hanno dato vita ad una battaglia intensa con varie fasi concitate in cui hanno scambiato un volume altissimo di colpi. Bel match, carico di agonismo. Bologna è stato più propositivo ed efficace, ed ha messo in mostra un numero maggiore di soluzioni nell’interpretare le varie fasi dell’incontro.
Per i mediomassimi, Mohamed Elmaghraby (14-0-0) ha gestito con facilità un avversario, Kostantin Aleksandrov (13-77-4), palesemente rinunciatario e di livello decisamente inferiore. Contato tre volte nel terzo round su altrettanti sinistri di Momo, Aleksandrov è stato fermato dall’arbitro che ha così sancito la vittoria di Elmaghraby per KO tecnico alla terza ripresa.
Bella prova del mediomassimo Paul Amefian (7-0-0) che, con uno splendido montante al fegato, ha sconfitto per KO alla sesta ripresa Stiven Leonetti Dredhaj (13-6-1). Leonetti era già stato contato una prima volta nel round iniziale, messo al tappeto da una serie di destri di Amefian. Aveva poi recuperato bene nelle riprese successive seppur faticando a contenere l’esuberanza e la potenza dei colpi di Paul.
Ottima prova anche del peso medio Simone Brusa (16-4-2) che ha sconfitto in modo convincente, per decisione unanime sulle sei riprese, Tiziano Barilotti (10-5-3). Simone ha agito da elusivo puro, mettendo in mostra ottima scelta di tempo, buon footwork e grande rapidità, che gli ha consentito di evitare gli attacchi di Barilotti e rientrare andando a bersaglio.
Infine, per i superwelter, Cesar Ieseanu (10-0-0) ha sconfitto per KO tecnico alla seconda ripresa Yaya Kone (4-4). Mancino della Moldavia, Ieseanu ha vinto in modo decisamente convincente grazie alla potenza, precisione e varietà dei suoi colpi. Kobe è sembrato troppo arrembante e difensivamente deficitario per contrastare il rivale.
Si ringrazia Tommaso Clerici dell’ufficio stampa TAF per l’organizzazione e la disponibilità.
