Eddie Hearn è stato accanto a Anthony Joshua, in veste di promoter, fin dal suo esordio nel professionismo. Ora molti sono ansiosi di sapere dal capo della Matchroom se il suo pugile tornerà a calcare il ring dopo il drammatico incidente di cui è stato protagonista. Ma lo stesso Hearn, al momento, non conosce la risposta a questo quesito.
Parlando a BoxingScene, il promoter britannico ha affermato quanto segue:
“Ero con lui la settimana scorsa. Ovviamente, dal punto di vista fisico, si sta riprendendo. A livello emotivo e spirituale, è in fase di recupero e, a dire il vero, in questo momento non parliamo affatto di boxe. Voglio dire, in tanti mi chiedono: ‘Quando tornerà a combattere?’ E la risposta è che non se n’è nemmeno discusso. Credo che in situazioni del genere sia giusto lasciargli fare ciò di cui ha bisogno, nei suoi tempi. E questo significa, come dicevo, recuperare fisicamente, elaborare il lutto, prendersi cura delle famiglie di Sina e [Latif]. Poi, se e quando arriverà il momento in cui dirà: ‘Sono pronto’, allora tornerà in palestra per iniziare il training camp”.
L’ultima volta in cui Joshua è salito sul quadrato, lo ha fatto in occasione del singolare evento messo in piedi dalla MVP (Most Valuable Promotions) a Miami. Nella circostanza AJ ha messo KO in sei riprese l’ex youtuber Jake Paul, provocandogli una duplice frattura della mandibola con il destro decisivo.
Per l’ex campione del mondo dei pesi massimi si è trattato di un ritorno sulla scena dopo più di un anno di stop, pausa che si è resa necessaria in virtù della durezza della sconfitta subita nel settembre del 2024 contro Daniel Dubois. Joshua, che partiva favorito stando alle quote degli allibratori, fu atterrato ben quattro volte e fu messo KO dal suo connazionale al quinto round.
Il rientro comodo contro Jake Paul doveva servire per scrollarsi di dosso un po’ di ruggine e ripartire in vista di un 2026 pieno di appuntamenti importanti. Ripartenza interrotta bruscamente dall’incidente automobilistico verificatosi in NIgeria che ha posto inevitabilmente la carriera di Joshua in un limbo.
