Muratalla batte meritatamente un deludente Cruz

Non sempre un fuoriclasse del pugilato dilettantistico si rivela tale anche nel professionismo. Il cubano Andy Cruz, che sulla distanza dei tre round sembrava praticamente invincibile e lasciava le platee a bocca aperta per la sua classe, alla prima chance mondiale nei pro ha deluso le aspettative, venendo sconfitto ai punti dal campione IBF dei pesi leggeri Raymond Muratalla. Il main event della riunione organizzata all’Hotel Fontainebleau di Las Vegas dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn si è concluso quindi con un verdetto di Majority Decision in favore del detentore del titolo. Questi i punteggi emessi dai giudici: 118 a 110, 116 a 112 e 114 a 114.

In sede di presentazione avevamo pronosticato che le prime riprese sarebbero state molto probabilmente favorevoli ad Andy Cruz in virtù della sua maggior velocità di braccia e del suo tempismo, che con le forze ancora fresche avrebbero dovuto fare la differenza nelle nostre aspettative. Ebbene, ci siamo sbagliati.

La partenza di Muratalla è stata infatti tatticamente perfetta e ha messo subito l’americano sulla strada giusta per assumere il controllo del match. Il campione ha infatti operato sin dall’avvio una pressione molto intelligente, costringendo il rivale a muoversi vorticosamente lungo le corde consumando energie preziose, ma prestando grande attenzione ai suoi counter, evitati con rapidi movimenti all’indietro.

Dopo un primo round molto equilibrato, in cui ha comunque mantenuto sempre l’iniziativa, Muratalla si è messo in luce nel secondo con due bei destri consecutivi al volto che Cruz non ha gradito. Nella terza ripresa invece, il campione si è concentrato principalmente sul lavoro al corpo, ottenendo buoni risultati.

Andy Cruz è finalmente entrato in partita nel quarto round, quando è sembrato ricordarsi improvvisamente di essere un pugile baciato dal talento e ha sfoderato un po’ di quella magia che nel dilettantismo gli ha permesso di vincere tre ori mondiali e un oro olimpico.

Il cubano ha sparigliato le carte con continui cambi di guardia, finte, colpi sferrati da angolazioni imprevedibili e improvvisi cambi di direzione. Una boxe spumeggiante e fantasiosa che ha reso Muratalla temporaneamente confuso rendendogli arduo il compito di andare a segno.

Il principale problema di Cruz in questo match però è stata l’assenza di continuità. Dopo due riprese eccellenti, lo sfidante è tornato passivo, permettendo così al suo avversario di ristabilire il controllo delle operazioni e lasciandogli tempo e spazio per assumere l’iniziativa.

La classe di Cruz ha fatto nuovamente capolino nel corso dell’ottavo round, vinto dal cubano grazie a un magistrale uso del jab, ma la ripresa successiva è stata l’emblema della duplice natura dell’ex oro olimpico: una prima metà sfavillante, da lustrarsi gli occhi e una seconda metà abulica e inconcludente.

Lo sfidante non è più riemerso dalla sua passività. Muratalla ha messo a segno gli unici colpi concreti del decimo round e ha affrontato le ultime due riprese con fame e voglia di vincere nettamente superiori a quelle del suo avversario, che si comportava inspiegabilmente come se avesse ormai la vittoria in tasca.

La sensazione che Cruz avesse completamente equivocato la situazione dei punteggi è stata confermata dal suo atteggiamento dopo la campana finale, dall’iniziale esultanza alla disperazione e all’incredulità seguite alla proclamazione del vincitore. Appare evidente che l’atleta originario di Matanzas non abbia ancora interiorizzato le dinamiche della boxe professionistica, i cui giudici nella maggior parte dei casi privilegiano la concretezza rispetto all’eleganza.

Dei tre punteggi ufficiali, quello che a giudizio di chi vi scrive fotografa al meglio quanto si è visto sul quadrato è il 116 a 112 di Steve Weisfield. Troppo punitivo nei confronti dello sfidante il 118 a 110, troppo generoso con Cruz il 114 a 114.

Ora bisognerà vedere se l’ex campione olimpico saprà trarre insegnamento da questa sconfitta per operare i necessari aggiustamenti tattici e presentarsi alla prossima opportunità titolata con un game plan migliore. La mia sensazione è che al cubano manchi qualcosa in termini di esplosività e durezza per poter diventare dominante nel pugilato professionistico, ma che con un atteggiamento diverso possa comunque far meglio rispetto a quello che abbiamo visto ieri.

Raymond Muratalla merita invece grandi complimenti per aver smentito le quote degli allibratori grazie a una performance solida e convincente. Il campione del mondo non si è lasciato trascinare dalla voglia di strafare, ha seguito con grande diligenza il piano tattico preparato dal suo team e ha dimostrato che le abilità difensive messe in mostra negli ultimi combattimenti non dipendevano dall’inadeguatezza degli avversari, ma che al contrario posso risultare efficaci anche ai massimi livelli.

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