Fight of the week: Willy Kyakonye vs Angelo Morejon

Lunedì sera, presso l’affascinante location del Theater Carré di Amsterdam, l’olandese di origini ugandesi Willy Kyakonye e il cubano residente in Italia Angelo Morejon incroceranno i guantoni per contendersi il Titolo Silver WBC dei bridgerweight. Il match sarà l’evento culminante del Ben Bril Memorial, uno degli appuntamenti più importanti del pugilato professionistico olandese. Boxe Punch seguirà l’evento da bordo ring in virtù dell’accredito stampa gentilmente concesso al nostro sito dal promoter della manifestazione, il signor Hans de Brujin.

Il Ben Bril Memorial

Il Ben Bril Memorial si svolge dal 2007 e quella che andrà in scena lunedì sarà la sua diciottesima edizione. Si tratta di un appuntamento dedicato alla memoria di Ben Bril, grande pugile dilettante ebreo e olandese che nel 1928, all’età di appena 16 anni, partecipò alle Olimpiadi di Amsterdam.

Bril proseguì la sua carriera negli anni ’30, vincendo diversi titoli nazionali, ma il suo percorso sportivo si interruppe bruscamente a causa delle persecuzioni naziste. Il pugile olandese fu arrestato nel 1942 insieme alla moglie e al figlio su delazione dell’ex compagno di squadra olimpica Sam Olij, che durante l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi collaborò con i nazisti come cacciatore di ebrei.

Fortunatamente Bril riuscì a sopravvivere alla detenzione nei campi di concentramento e a guerra finita rimase nel mondo del pugilato, vero e proprio filo conduttore della sua vita, in veste di arbitro e giudice internazionale. In tali ruoli partecipò a ben tre edizioni dei Giochi Olimpici, quelle di Tokyo 1964, Città del Messico 1968 e Montreal 1976.

Bril è morto nel 2003, all’età di 91 anni, ma il suo ricordo resta tuttora molto forte in tutti gli amanti olandesi del pugilato e non solo.

Le armi migliori di Willy Kyakonye

  • Il gancio sinistro

Il vero e proprio asso nella manica del pugile olandese è il suo micidiale gancio sinistro, un colpo che gli ha consentito di chiudere diversi combattimenti prima del limite in maniera brutale e spettacolare. La potenza sviluppata da Kyakonye con la mano avanzata, unita all’abitudine di adoperarla con grande continuità, doppiando o addirittura triplicando ganci e montanti, fa sospettare che si tratti di un mancino naturale impostato in guardia normale, un aspetto che Morejon farà bene a tener presente nella gestione tattica del combattimento.

  • La spinta del pubblico amico

Non c’è alcun dubbio sul fatto che il tifo degli spettatori del Theater Carré sarà fortemente sbilanciato in favore del pugile locale, motivo per cui Kyakonye potrà far leva sull’entusiasmo della folla per caricarsi ulteriormente dal punto di vista emotivo. Salendo sul ring in territorio amico, l’olandese potrebbe impiegare meno tempo del rivale a scrollarsi la tensione di dosso e a prendere confidenza col match, il che ci porta a considerarlo estremamente pericoloso nei primi minuti della sfida, quando la sua potenza sarà amplificata dall’effetto notoriamente temibile dei colpi a freddo.

Le armi migliori di Angelo Morejon

  • Il jab sinistro

Il sinistro di Angelo Morejon, soprattutto quando il cubano è al top della condizione atletica, è un autentico stantuffo e lunedì sera potrebbe rivelarsi un’arma tattica fondamentale. Mentre infatti Kyakonye utilizza il jab principalmente per misurare la distanza e per aprirsi la strada prima di sferrare le sue combinazioni violente, Morejon lo sfrutta in maniera esplosiva, continua e ficcante, creando una vera e propria barriera per chi cerca di assalirlo frontalmente. Se El Terrible dovesse trovare subito il giusto ritmo di esecuzione nell’uso del jab, per Kyakonye i piani potrebbero quindi complicarsi notevolmente.

  • La fluidità

L’osservazione dei match disputati fino a oggi dai due pugili mette in evidenza un significativo vantaggio in termini di fluidità e naturalezza dei movimenti da parte di Morejon, che sul ring appare sempre a suo agio, come se si trovasse nel suo habitat naturale. La tendenza a contrarre la muscolatura e a caricare gran parte dei colpi con veemenza potrebbe dunque impattare negativamente sulla brillantezza di Willy Kyakonye qualora il match dovesse protrarsi e giungere alle riprese finali.

Cosa succederà? La previsione di Boxe Punch

Questo match presenta numerose incognite, perché entrambi i pugili, in teoria, si trovano di fronte al test più duro, pericoloso e impegnativo della loro carriera. Trattandosi oltretutto di due atleti imbattuti, i loro limiti potrebbero non essere stati ancora svelati fino in fondo.

Si pensi ad esempio al tema della resistenza atletica e della capacità di combattere gestendo la stanchezza. Kyakonye non è mai andato oltre il settimo round, mentre Morejon ha raggiunto una sola volta il decimo: chi dei due si comporterà meglio nei cosiddetti championship round qualora il match dovesse arrivare alla fine della dodicesima ripresa?

Questa è soltanto una delle tante domande senza risposta che troveranno la loro risoluzione soltanto lunedì, tra le mura del Theater Carré. Chi vi scrive tuttavia non si è mai tirato indietro al cospetto di incognite e variabili misteriose, motivo per cui cercherò comunque di delineare, come è prassi per questa rubrica, le dinamiche del match che mi appaiono più verosimili.

Kykonye ha chiuso entro la fine del terzo round ben nove dei quattordici incontri professionistici disputati sinora, il che mi porta ad aspettarmi una partenza sprint, incentrata sulla ricerca immediata della soluzione di forza.

Se non dovesse farsi paralizzare dal clima ostile e dal nervosismo legato al grande appuntamento, Morejon ha i mezzi tecnici per gestire tale ipotetico assalto iniziale. Il suo footwork, il suo controllo della distanza, la sua difesa e quel fantastico jab sinistro di cui si è già detto in questo pezzo, sono gli ingredienti giusti per non farsi travolgere e per portare l’incontro alla fase successiva.

Del resto la potenza del pugile cubano, pur non essendo paragonabile a quella dei veri e propri artisti del KO, è senza dubbio rispettabile, come si evince dall’atteggiamento generalmente cauto e circospetto adottato dai suoi precedenti avversari. Se Kyakonye dovesse eccedere nel suo slancio offensivo quindi, potrebbe pagarne le conseguenze e trovarsi costretto, volente o nolente, a una maggior prudenza.

Col calare dei ritmi mi aspetto che il maggior tasso tecnico di Morejon consenta a El Terrible di avvantaggiarsi sui cartellini dei giudici e di affacciarsi alla seconda metà del combattimento con il vento in poppa.

A questo punto, se lo scenario ipotizzato dovesse concretizzarsi, entrerebbero in gioco le doti caratteriali dei due contendenti. Kyakonye dovrà cercare di ricucire il gap puntando su fisicità e pressione, a costo di rendere l’incontro caotico e confusionario; Morejon dovrà stringere i denti, restare fedele al suo piano e punire le avanzate del rivale con prontezza e determinazione, a costo di assumersi dei rischi.

Personalmente, sulla base dei dati a nostra disposizione, ho la sensazione che sia Morejon il pugile maggiormente indiziato a distinguersi positivamente nei momenti cruciali della sfida. Credo che Kyakonye non abbia maturato la giusta esperienza da pro per trovare la chiave giusta e mi aspetto che la sua boxe d’attacco, col passare dei minuti, lo porti all’esaurimento delle energie psico-fisiche, esponendolo ai counter di El Terrible. L’olandese ha perso alcuni importanti match dilettantistici per KO, il che potrebbe essere l’indizio di una mascella non invulnerabile: un elemento in più che mi spinge a vedere favorito il pugile cubano.

Prevedo quindi una vittoria per KO da parte di Angelo Morejon nell’ultimo quarto dell’incontro.

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