Fight of the week: Christian Mbilli vs Saul “Canelo” Alvarez

Questo sabato, presso la Kingdom Arena di Riyadh, andrà in scena uno degli eventi sportivi più assurdi della storia della boxe dal punto di vista organizzativo. La riunione si terrà infatti in una città bersagliata dagli attacchi bellici, il cui aeroporto è stato ripetutamente colpito, con tanto di morti e feriti, nelle ultime settimane, al punto che i team dei pugili coinvolti sono atterrati in Bahrein per poi viaggiare via terra al fine di raggiungere la loro destinazione. In questo pezzo però non si parlerà di questa follia, bensì degli aspetti tecnici del main event della serata, nella speranza che tutto possa svolgersi senza incidenti. A salire sul ring saranno il campione del mondo WBC dei supermedi Christian Mbilli e la superstar messicana Saul “Canelo” Alvarez, questa volta in veste di sfidante.

Sempre all’arrembaggio: lo stile spericolato di Christian Mbilli

La parole “prudenza” non fa parte del vocabolario dell’attuale campione del mondo. Mbilli non ha paura di niente e non sa combattere col freno a mano tirato: dal primo all’ultimo suono del gong il francese di origini camerunensi attacca furiosamente chi gli sta di fronte, caricando ogni singolo fendente con tutta la forza di cui dispone. Questo naturalmente lo porta a consumare fiumi di energie e ad esporsi a pericolosi colpi d’incontro, ma fino a oggi le sue eccezionali doti atletiche lo hanno messo al riparo dalle conseguenze potenzialmente letali di queste sue abitudini.

Dal punto di vista della selezione dei colpi, Mbilli ricorda il personaggio cinematografico Clubber Lang, antagonista di Rocky nel film Rocky III, che nella pellicola sferrava solo ganci e ignorava completamente cosa fosse un diretto. Il francese non arriva a quell’estremo, ma non ci va neppure tanto lontano, vista la sua predilezione per i ganci larghi caricati a tutto braccio e la sua scarsa propensione per il lavoro in linea. Potenza e mascella sopra la media contribuiscono a renderlo un cliente davvero scomodo.

Cosa resta di Canelo? Lo scopriremo presto…

Difficile dire quanto abbia ancora da dare Alvarez al pugilato internazionale di alto livello. Il messicano non è eccessivamente avanti con gli anni (ne ha compiuti 36 nel mese di luglio), ma è impegnato nel professionismo da quando ne aveva 15 e ha già disputato la bellezza di 68 match con tutto ciò che ne conseguenze in termini di logoramento fisico.

Già da alcuni incontri Canelo appare avviato sulla via del declino: la sua esplosività in particolare sembra parzialmente evaporata e non è un caso che il suo ultimo successo per KO risalga addirittura al 2021. Sabato la capacità di far male potrebbe tornargli molto utile, perché tenere a bada un uragano vivente come Mbilli senza rabbonirlo con colpi d’incontro reattivi e pesanti potrebbe risultare un’impresa assai complessa, anche per un pugile dall’eccellente tecnica individuale come l’ex campione del mondo unificato.

Cosa succederà? La previsione di Boxe Punch!

Diciamolo con molta franchezza: al suo apice quasi sicuramente Saul Alvarez avrebbe annichilito Christian Mbilli mettendolo KO in maniera spettacolare. I pugili imprudenti e contraddistinti da uno stile spiccatamente offensivo e scriteriato erano il cibo preferito del miglior Canelo, che con i suoi counter micidiali approfittava in modo magistrale di ogni singolo errore.

La dinamica del match sarebbe stata probabilmente simile a quella di Alvarez vs Kirkland: l’americano era infatti un picchiatore esplosivo ma indisciplinato, parzialmente paragonabile a Mbilli per il modo veemente e aggressivo con cui esercitava il suo pressing.

Oggi però non è scontato che il celebre pugile messicano abbia ancora la scintilla necessaria per spegnere le lampadine a un atleta coriaceo e atleticamente dotato come l’attuale detentore del titolo. Quest’ultimo quindi, anche venendo colpito in maniera pulita, potrebbe tenere botta e continuare a venire in avanti.

Personalmente credo che i primi round saranno nettamente favorevoli a Canelo, che approfittando del suo maggior tasso tecnico e affidandosi al suo eccelso tempismo, appare indiziato a mettere a segno un numero piuttosto elevato di colpi d’incontro, limitando la pericolosità rivale grazie alle sua difesa basata su gioco di tronco e uso strategico della guardia.

Se però Mbilli dovesse rivelarsi troppo duro per essere spazzato via, col passare dei minuti la pressione forsennata del francese potrebbe causare qualche problema significativo, anche in virtù del fatto che Alvarez, da qualche anno a questa parte, tende a calare di rendimento nella seconda metà dei combattimenti.

Esprimere un pronostico su questa sfida non è un’impresa banale, perché molto dipenderà dalle condizioni fisiche con cui lo sfidante salirà sul ring, una vera e propria incognita a questo punto della sua carriera, dopo un lungo e stop e dopo un’operazione chirurgica al gomito.

Nondimeno, farò come di consueto la mia ipotesi: credo che Alvarez si porterà in largo vantaggio nella prima metà del match per poi chiudersi progressivamente in difesa nella seconda parte della battaglia, limitando danni e pericoli, non senza qualche fase di sofferenza.

Mi aspetto che Mbilli si guadagni gli applausi del pubblico per lo sforzo profuso e che riesca ad avvicinarsi nel punteggio con una parziale rimonta, ma dovendo indicare un vincitore trovo più ragionevole puntare sulla maggior completezza tecnica di Canelo, che a mio parere dovrebbe avere ancora doti sufficienti a non farsi sopraffare e a mantenere la testa avanti alla fine del confronto.

Prevedo quindi una vittoria ai punti di Saul “Canelo” Alvarez con margini risicati sui cartellini.

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