Non appena Errol Spence ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal pugilato professionistico, sono iniziate le prime discussioni sull’eventualità di una sua futura ammissione all’International Boxing Hall of Fame. Addetti ai lavori, esperti, analisti e semplici appassionati appaiono piuttosto divisi a riguardo e di recente è arrivata anche l’opinione di Andre Ward.
Errol Spence ha terminato la sua carriera con un record di 28 vittorie (di cui 22 per KO) e 2 sconfitte, la prima subita tre anni fa per mano di Terence Crawford e la seconda risalente a poco meno di una settimana fa, quando l’americano si è recato in Australia per affrontare l’idolo locale Tim Tszyu nella categoria per lui inedita dei pesi medi.
Chi è favorevole all’inclusione sottolinea che prima dello stop durato tre anni Spence è stato sconfitto soltanto da uno dei migliori pugili di tutti i tempi dopo essersi reso protagonista di una notevole striscia di successi, con sei difese titolate e la riunificazione di tre cinture mondiali. Molto peso viene dato anche alla capacità dell’americano di riprendersi da un devastante incidente automobilistico tornando alla vittoria.
I contrari ritengono che il curriculum di “The Truth” sia troppo povero di grandi nomi affinché possa ambire alla Hall of Fame. Alcuni di loro sostengono che la prima conquista di un mondiale da parte di Spence sia stata agevolata dalle condizioni fisiche di Kell Brook, che aveva riportato danni significativi nella sua precedente sconfitta contro Golovkin. Il modo in cui Spence ha perso contro Crawford, non toccando palla e subendo una punizione pesantissima, è a sua volta motivo di scetticismo.
C’è poi anche chi mantiene una posizione intermedia, sottolineando che nella Hall of Fame sono già presenti pugili qualitativamente inferiori a Spence come Arturo Gatti e Vinny Pazienza, ma che, nello stesso tempo, non sono stati ancora inclusi pugili che meriterebbero il riconoscimento molto più del pugile americano, come il nostro Sumbu Kalambay.
Come anticipato, agli ex pugili che si sono espressi sulla questione si è aggiunto recentemente Andre Ward, ex campione del mondo dei supermedi e dei mediomassimi, che ha parlandone a The Ring ha detto quanto segue:
“Sì. Credo che dovrebbe essere un membro della Hall of Fame… Ha avuto una grande carriera. È uno degli ultimi esponenti di una razza in via di estinzione: uno che è disposto ad affrontare chiunque. Dopo l’incidente automobilistico ha corso più rischi di quanti alcuni pugili ne abbiano corsi nell’intera carriera. Lo rispetto profondamente. Ha fatto tutto quello che doveva fare. E ora può avviarsi verso il tramonto.”
