Shingo Inoue, padre e allenatore dell’attuale numero uno P4P del pugilato mondiale Naoya Inoue, vorrebbe vedere il figlio appendere i guantoni al chiodo nel prossimo futuro. Le sue parole hanno sollevato grande sorpresa tra i fan, dato che il fuoriclasse giapponese, meno di due settimane fa, ha offerto una prestazione di altissimo livello, superando ai punti il talentuoso e imbattuto connazionale Junto Nakatani.
Parlando a “Yahoo! Japan News”, Shingo ha dichiarato quanto segue:
“Quanti altri incontri deve ancora fare? È arrivato il momento che si ritiri. Può lasciare il pugilato nel migliore dei modi, mentre è ancora una leggenda e al massimo del suo livello. Non ne ho parlato direttamente con lui, ma sinceramente, quanti altri match gli servono? Basta così. Può ritirarsi improvvisamente restando una leggenda e mentre è ancora grandissimo.”
Se Naoya dovesse seguire il consiglio di suo padre, certamente sarebbero in molti a restare con l’amaro in bocca. Il pugile giapponese offre infatti sempre un grande spettacolo quando calca il ring e potrebbe ancora compiere imprese leggendarie.
Tre sono le strade più realistiche tra cui Inoue si troverebbe a scegliere qualora dovesse continuare la sua carriera professionistica. La prima è un rematch con Nakatani, che però non potrà avvenire nell’immediato visto che Junto dovrà guarire dall’infortunio all’orbita oculare.
La seconda ipotesi è quella di affrontare il fortissimo pugile statunitense Jesse “Bam” Rodriguez, ma anche in questo caso servirà attendere. Rodriguez deve infatti ancora fare il suo esordio nella categoria dei pesi gallo e il suo allenatore Robert Garcia ha dichiarato che il ragazzo avrà bisogno di almeno due match probanti prima di salire nei supergallo per sfidare Inoue.
La terza e ultima strada sarebbe quella di passare nei pesi piuma e tentare l’impresa leggendaria di laurearsi campione del mondo nella quinta categoria di peso della sua carriera dopo aver vinto cinture mondiali nei minimosca, nei supermosca, nei gallo e nei supergallo.
Riuscirà Shingo Inoue a dissuadere il figlio dal proposito di ampliare ulteriormente la sua legacy?
