A restare immacolato, tra i record dei due pugili imbattuti che questa sera si sono contesi il Titolo Italiano dei superwelter, è stato quello del tarantino Francesco Magrì, vittorioso in trasferta per KO tecnico al quinto round sul cosfidante campano Francesco Aiello. Il main event della riunione organizzata dalla Promo Boxe Italia di Mario Loreni presso il Pala Angioni Caliendo di Maddaloni (Caserta) si è concluso infatti con il lancio dell’asciugamano operato dall’angolo di Aiello, mentre l’idolo di casa si trovava in enorme difficoltà.
La tensione del grande appuntamento era chiaramente visibile sui volti dei due pugili, entrambi alla prima chance titolata, fin dalle presentazioni ufficiali. Non è un caso quindi che all’inizio del combattimento entrambi i contendenti siano apparsi un po’ contratti e che abbiano avuto bisogno di un paio di minuti per trovare il giusto ritmo.
A salire in cattedra per primo è stato Magrì, che dopo aver trovato il miglior assetto ha iniziato a boxare con eleganza, spostandosi agilmente sulle gambe e portando combinazioni rapide dalla lunga distanza. Aiello tuttavia non è rimasto a guardare e poco prima della campana ha messo a segno i due colpi più duri e significativi del round.
Eccellente, ai limiti della perfezione, è stata la seconda ripresa di Magrì, che ha sciorinato tutto il suo talento anticipando regolarmente l’avversario, cambiando frequentemente direzione e sferrando colpi improvvisi ed efficaci da angolazioni sempre diverse. Frustrato dalla miglior scelta di tempo del rivale, Aiello ha faticato a trovare contromisure ed è anche stato richiamato energicamente dall’arbitro Marco Marzuoli per un plateale colpo alla nuca.
Il pugile campano tuttavia non si è perso d’animo e nel terzo round ha tentato la carta dell’attacco a viso aperto, riuscendo in più di un’occasione a chiudere Magrì alle corde per poi cercare di sfiancarlo nel corpo a corpo. Il ragazzo allenato da Cataldo Quero in questa fase ha commesso l’errore di provare a difendersi sul posto, rinunciando alle uscite laterali e innervosendosi per la tattica del rivale che gli rovinava addosso senza lasciare spazio alle sue repliche.
Proprio il nervosismo, nel corso della quarta frazione, ha giocato un brutto tiro al pugile pugliese, che nel bel mezzo di una fase caotica ha piegato pericolosamente la testa in avanti, ricevendo un giusto richiamo ufficiale da parte del direttore di gara.
La consapevolezza di dover imprimere una svolta al combattimento, resa ancora più limpida dalla strigliata ricevuta all’angolo durante il minuto di pausa, ha spinto Magrì a cambiare registro fin dall’inizio del quinto round, destinato a rivelarsi decisivo. Il pugile pugliese ha alzato enormemente i ritmi, caricando i suoi colpi con veemenza e cattiveria agonistica e ben presto Aiello è entrato in un vortice di difficoltà da cui non è più riuscito a riemergere.
Ha impiegato tanto tempo Magrì a chiudere i giochi contro un avversario in crisi, evidenziando forse un po’ di carenza nel cosiddetto “killer instinct”. A pesare sul prolungarsi del match sono stati però anche lo stoicismo di Aiello, che resisteva con grande determinazione, e l’arbitraggio del signor Marzuoli, che nel quinto round è stato decisamente discutibile.
Il direttore di gara ha dapprima deciso erroneamente di non contare Aiello quando quest’ultimo, dopo aver chiaramente sentito un colpo, si è catapultato in avanti nel tentativo affannoso di legare per poi mettere un ginocchio a terra. Poi ha fermato Magrì nel bel mezzo di un’azione potenzialmente decisiva, ravvisando un inesistente colpo alla nuca e interrompendo la contesa per svariati secondi. Infine, mentre Aiello continuava a subire, si è inventato un conteggio in piedi non contemplato dal regolamento della FPI.
Proprio durante tale conteggio comunque, l’angolo del ragazzo del Foglia Boxing Team ha saggiamente lanciato sul ring l’asciugamano e il match si è dunque concluso con la vittoria di Magrì. Da sottolineare il gesto rabbioso di Aiello, che ha tentato di allontanare l’asciugamano con un piede, desideroso di continuare a battersi: un’ulteriore dimostrazione del coraggio e dello spirito indomabile dell’atleta campano.
Non ha molto da rimproverarsi lo sconfitto, che ha condotto un match assolutamente dignitoso evidenziando un ottimo jab sinistro in avanzamento e una certa diligenza nel seguire il suo game plan. Forse un aspetto su cui Aiello dovrà lavorare per sperare di avere maggior fortuna al prossimo appuntamento importante sarà la mobilità del tronco e della testa: oggi la sua difesa si è basata quasi esclusivamente sulle canoniche braccia alte, una condotta che alla lunga lo ha reso un facile bersaglio.
Genio e sregolatezza come di consueto è stato invece il binomio portato sul ring da Francesco Magrì, che ha fatto vedere cose pregevoli ma che ha anche dato la sensazione di affidarsi troppo spesso all’improvvisazione. In alcuni frangenti infatti era difficile intuire quale strategia stesse portando avanti il pugile della Quero-Chiloiro, che sembrava quasi trasformarsi tra un round e l’altro.
La capacità di boxare in tanti modi diversi può essere considerata un pregio, ma soltanto se guidata da scelte tattiche adeguate alla situazione e all’avversario di turno. Bene ha fatto quindi il maestro Cataldo Quero a sottolineare, durante l’intervista rilasciata al termine del match, quanto sia importante per un pugile ascoltare il suo angolo.
Quella di Magrì resta comunque una serata di grande soddisfazione per il traguardo prestigioso tagliato in trasferta contro un valido avversario. Un trionfo che potrebbe rappresentare un trampolino di lancio verso nuove sfide di grido, da affrontare possibilmente dopo aver risolto i problemi fisici a cui il ragazzo ha fatto cenno rispondendo alle domande di Remo D’Acierno e Alessandro Duran.
