Miller batte Pero in un match monotono e sfida Wilder

DiMario Salomone

Apr 26, 2026 #WBA

L’eliminatoria WBA dei pesi massimi andata in scena stanotte presso l’hotel Fontainebleau di Las Vegas, sotto l’egida della Matchroom Boxing di Eddie Hearn, non ha regalato grosse emozioni. Ad imporsi nettamente ai punti al termine di un match piuttosto monotono è stato l’americano Jarrell Miller, abile nello sfruttare al meglio il suo vantaggio in termini di potenza e continuità d’azione sul cubano Lenier Pero. Questi i punteggi finali sanciti dai giudici, tutti in favore di “Big Baby”: 115 – 113, 117 – 111, 117 – 111.

La raffinata scuola pugilistica cubana, rappresentata in questa circostanza dal mancino di Camaguey Lenier Pero, si è lasciata ammirare per appena due round. Nei primi sei minuti del combattimento infatti, il pugile caraibico ha esibito un bel repertorio di colpi, si è mosso sapientemente sulle gambe e ha trovato bersaglio con frequenza, alternando fendenti al corpo e al volto.

Non appena la pressione di Miller è cresciuta tuttavia, l’estro di Pero si è spento di conseguenza, con i primi segnali di allarme emersi già nel corso del terzo round, trascorso dal cubano quasi interamente spalle alle corde e chiuso da uno sprint finale di Miller.

L’incomprensibile scelta di riporre il footwork in soffitta e disputare un match quasi “da fermo” si è rivelata per Pero una condanna inappellabile. Trascorrendo infatti la maggior parte del tempo a ridosso del rivale, il cubano ha pagato in maniera pesante il deficit di esplosività e di ritmo, finendo soffocato sotto i colpi del suo avversario.

Pur attaccando in maniera tecnicamente tutt’altro che impeccabile, Miller ha rapidamente compreso di potersi permettere il lusso di una strategia garibaldina e ne ha tratto vantaggio. La differenza di impatto tra i fendenti dei due pugili era evidente: quelli dell’americano costringevano il rivale ad arretrare e a chiudersi a riccio, mentre quelli di Pero venivano assorbiti con un sorriso e una scrollata di spalle da un Miller sempre più sicuro di sé.

Le riprese si sono susseguite quasi in fotocopia l’una rispetto all’altra, con Big Baby che teneva l’avversario bloccato contro le corde o negli angoli per porzioni molto ampie di ogni singolo round.

Sconcertante è stata la totale assenza di un piano B da parte di Lenier Pero. Il cubano ha mostrato tenacia e spirito di sacrificio, stringendo i denti e restando aggrappato al match, ma non ha mai proposto una variazione sul tema, continuando a farsi schiacciare dal peso mastodontico del rivale e affidandosi in risposta a repliche sporadiche e inefficaci.

Soltanto nell’undicesimo round, dopo essere scivolato notevolmente indietro nel punteggio, Pero ha dato segnali di riscossa, approfittando di un calo momentaneo di Miller, verosimilmente bisognoso di rifiatare. Il cubano è riuscito finalmente a invertire il trend, tenendo l’iniziativa e colpendo in avanzamento, per quanto alcuni dei suoi montanti fossero indirizzati sotto la cintura.

Negli ultimi tre minuti i due pugili hanno dato fondo alle ultime energie residue, con Miller che ha chiuso meglio il round e l’incontro, legittimando pienamente il suo successo. Perfetti a mio avviso i due cartellini di David Sutherland e Steve Weisfield, che hanno sancito sei punti di margine. Estremamente generoso nei confronti di Pero quello di Tim Cheatman, che è riuscito nell’assai difficile impresa di vedere cinque round vinti dal cubano.

Con questa vittoria, in cui ha evidenziato pregi e difetti già noti da tempo, Miller farà un balzo significativo nella classifica della WBA, scalzando Pero dal suo secondo posto in graduatoria. Quella di ottenere una chance titolata non sembra tuttavia la priorità numero uno dell’americano, che infatti nell’intervista successiva all’incontro ha auspicato un match contro il suo connazionale Deontay Wilder.

Tale desiderio è stato ribadito anche dal promoter della serata Eddie Hearn che, in caso di raggiungimento di un accordo tra i team dei due pugili, potrebbe inserire il match nella serata programmata per il 27 giugno a Brooklyn, nel sottoclou della sfida tra Xander Zayas e Jaron Ennis.

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